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Aggiornamenti e scadenze

Aggiornamento RSPP e ASPP: ore, scadenze e moduli

Quante ore di aggiornamento servono a RSPP e ASPP, come si calcolano i 5 anni e cosa rientra tra i crediti formativi validi.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 4 febbraio 2026 · Tempo di lettura 3 min

Categoria
Aggiornamenti e scadenze
Pubblicato
4 febbraio 2026
Ultimo aggiornamento
4 febbraio 2026
Tempo di lettura
3 min (599 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2026

Perché RSPP e ASPP devono aggiornarsi

Il Responsabile (RSPP) e l’Addetto (ASPP) al Servizio di Prevenzione e Protezione sono figure tecniche chiamate a supportare il datore di lavoro nella gestione dei rischi. Proprio per la natura specialistica del ruolo, la loro formazione non si esaurisce con il percorso base ma richiede un aggiornamento continuo nel tempo.

L’Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016 ha riorganizzato i percorsi formativi di queste figure, fissando obblighi di aggiornamento quinquennale differenziati in base al ruolo. L’obiettivo è mantenere le competenze allineate all’evoluzione normativa, tecnica e organizzativa della prevenzione.

Quante ore: 40 per l’RSPP, 20 per l’ASPP

L’RSPP deve effettuare 40 ore di aggiornamento nell’arco di 5 anni. L’ASPP deve effettuarne 20 nello stesso quinquennio. La differenza riflette il diverso livello di responsabilità: l’RSPP coordina il servizio e interagisce direttamente con il datore di lavoro, mentre l’ASPP opera in supporto.

Le ore possono essere distribuite liberamente all’interno dei 5 anni: non è obbligatorio concentrarle in un’unica annualità. Molti professionisti preferiscono spalmarle, dedicando ogni anno alcune ore all’aggiornamento per restare costantemente sul pezzo ed evitare l’affanno finale.

Chi ricopre entrambi i percorsi o opera in più macrosettori ATECO deve prestare attenzione: l’aggiornamento è unico e legato alla figura, ma i contenuti vanno scelti in coerenza con i settori di attività in cui si opera.

Da quando decorrono i 5 anni

Il quinquennio decorre dalla data di conseguimento dell’attestato che abilita al ruolo, ovvero dal Modulo B per chi ha completato il percorso da RSPP/ASPP. Per chi ha già svolto aggiornamenti, il nuovo periodo riparte dalla maturazione del monte ore precedente.

È fondamentale conservare e archiviare con ordine gli attestati: in caso di verifica occorre dimostrare non solo di aver svolto l’aggiornamento, ma di averlo completato entro i termini e per il monte ore corretto.

Cosa vale come aggiornamento

Non tutte le attività formative sono equivalenti. L’aggiornamento di RSPP e ASPP deve riguardare temi coerenti con la prevenzione e la sicurezza sul lavoro: evoluzione normativa, organizzazione e gestione della sicurezza, fonti di rischio e relative misure, aspetti tecnici e gestionali.

Gli Accordi consentono di valorizzare diverse modalità, inclusa in parte la formazione a distanza, nei limiti previsti, e la partecipazione a seminari e convegni qualificati. È bene verificare in anticipo che il provider e i contenuti scelti siano riconosciuti come validi ai fini del monte ore.

Il rischio di non aggiornarsi in tempo

Se l’aggiornamento non viene completato entro i 5 anni, l’RSPP o l’ASPP non può continuare a svolgere legittimamente il proprio ruolo finché non recupera il monte ore mancante. Per il datore di lavoro questo significa, di fatto, trovarsi senza un servizio di prevenzione regolarmente formato.

Per questo è strategico pianificare i rinnovi con largo anticipo, soprattutto quando l’RSPP è una figura interna che cumula questo incarico ad altre mansioni e fatica a ritagliarsi il tempo per la formazione.

Aggiornare RSPP e ASPP con 123Formazione

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Domande frequenti

Chi può fare l’RSPP?

L’RSPP può essere il datore di lavoro stesso (nelle aziende fino a 30 dipendenti in alcuni settori) oppure un lavoratore interno o un consulente esterno con specifici requisiti formativi. Deve aver completato i Moduli A, B e C dell’Accordo Stato-Regioni 26/01/2006.

Qual è la differenza tra RSPP e ASPP?

L’RSPP (Responsabile) coordina il Servizio di Prevenzione e Protezione ed è nominato dal datore di lavoro. L’ASPP (Addetto) supporta l’RSPP nelle attività di prevenzione. Entrambi devono seguire i Moduli A e B; solo l’RSPP deve completare anche il Modulo C.

Quanto dura la formazione RSPP?

La formazione RSPP si articola in: Modulo A (28 ore, comune a tutti i settori), Modulo B (60-68 ore, specifico per macrosettore ATECO), Modulo C (24 ore, solo per RSPP). Totale: 112-120 ore. L’aggiornamento quinquennale è di 40 ore.

Il datore di lavoro può fare l’RSPP?

Sì, il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di RSPP nelle aziende fino a 30 dipendenti (o 200 in alcuni settori a basso rischio). Deve però seguire un corso specifico di formazione (16-48 ore a seconda del settore) e l’aggiornamento periodico.

Quali requisiti deve avere l’RSPP?

L’art. 32 del D.Lgs 81/08 richiede il possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore e la frequenza, con verifica finale, dei corsi corrispondenti ai Moduli A, B e C dell’Accordo Stato-Regioni. Sono previste alcune esenzioni per i possessori di specifiche lauree (es. classi tecnico-scientifiche) limitatamente al Modulo A. Per gli ASPP è richiesta la frequenza dei soli Moduli A e B.

Ogni quanto si aggiorna l’RSPP e l’ASPP?

L’aggiornamento è obbligatorio con cadenza quinquennale: 40 ore per l’RSPP e 20 ore per l’ASPP, ripartibili anche in più momenti nell’arco dei cinque anni. L’aggiornamento riguarda l’evoluzione normativa, l’organizzazione e gestione della sicurezza, i rischi e le tecniche di comunicazione. Il mancato aggiornamento entro la scadenza fa decadere i requisiti per svolgere il ruolo.

Vedi tutte le FAQ: FAQ RSPP e ASPP — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

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