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Categoria: Rischi

Rischio di Caduta dallo Stesso Livello

Rischio di caduta dallo stesso piano per scivolamento, inciampo o perdita di equilibrio

Rischio di Caduta dallo Stesso Livello
Rischio di infortunio causato da scivolamento, inciampo o perdita di equilibrio su superfici percorribili orizzontali, prima causa di infortuni nei settori manifatturiero e terziario secondo i dati INAIL.

La caduta dallo stesso livello è l'evento infortunistico più frequente nei luoghi di lavoro al chiuso, riguardando tutte le situazioni in cui un lavoratore scivola, inciampa o perde l'equilibrio su una superficie percorribile orizzontale o quasi orizzontale. I dati INAIL mostrano costantemente questo tipo di incidente al primo posto per frequenza nel settore manifatturiero, nel commercio, nella sanità e nelle attività terziarie. Le conseguenze, spesso considerate banali, possono essere gravi: fratture, distorsioni, traumi cranici, soprattutto nei lavoratori anziani.

Le cause principali sono: pavimenti bagnati o contaminati da oli, grasso, polvere o altri materiali scivolosi; superfici irregolari, disconnesse o con variazioni di livello non segnalate; presenza di ostacoli temporanei o permanenti nei percorsi (cavi, tubi, materiali depositati); calzature inadeguate; movimentazione di carichi che riduce la visibilità del percorso; illuminazione insufficiente. L'Allegato IV del D.Lgs 81/08 definisce i requisiti minimi per pavimenti e vie di circolazione, compresa la robustezza, la planarità e le caratteristiche antisdrucciolo.

La valutazione del rischio di caduta sullo stesso livello utilizza il coefficiente di attrito dinamico (COF) della pavimentazione, misurato secondo la norma EN 13893 per pavimenti interni in condizioni asciutte e bagnate. Un COF ≥ 0,3 in condizioni asciutte è il requisito minimo; per ambienti a rischio di contaminazione liquida sono raccomandati valori più elevati. Il metodo di misura di riferimento è il pendolo di Tortus o il misuratore portatile BOT-3000E.

Le misure di prevenzione comprendono: scelta di pavimentazioni con adeguato coefficiente d'attrito in funzione delle condizioni operative attese (EN 13893); procedure di pulizia e rimozione immediata di sversamenti; segnaletica di pericolo mobile per pavimenti bagnati; gestione ordinata di cavi e materiali; adeguata illuminazione; fornitura e uso di calzature antiscivolo conformi alla EN ISO 20345 (calzature di sicurezza) o EN ISO 20347 (calzature da lavoro) con suola idonea al tipo di pavimento. La formazione dei lavoratori sulla percezione del rischio e sui comportamenti corretti è parte integrante della prevenzione.

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