Polveri Fibrogene
Polveri fibrogene: silice cristallina, amianto e fibre artificiali vetrose
- Polveri Fibrogene
- Particelle solide inalabili in grado di indurre fibrosi polmonare irreversibile per esposizione prolungata; le principali sono la silice cristallina libera (SiO₂), le fibre di amianto e le fibre artificiali vetrose (FAV).
Le polveri fibrogene sono aerodisperse solide la cui inalazione prolungata provoca una risposta fibrotica nel tessuto polmonare, determinando cicatrici che riducono progressivamente la funzionalità respiratoria. La silice cristallina libera (SiO₂, nelle forme cristalline di quarzo, cristobalite e tridimite) è la più diffusa: provoca la silicosi, pneumoconiosi cronica e progressiva classificata come malattia professionale, presente in settori come estrazione mineraria, lavorazione della pietra, fonderie, ceramica, edilizia e costruzioni in galleria.
Le fibre di amianto (asbesto) sono state il più noto agente fibrogeno del Novecento: oltre alla asbestosi (fibrosi polmonare da amianto), causano il mesotelioma pleurico e il carcinoma polmonare. L'amianto è vietato in Italia dal 1992 (Legge 257/1992) ma è ancora presente negli edifici e nelle infrastrutture costruite prima di quella data come materiale da costruzione (lastre, coibentazioni, guarnizioni). La sua gestione è regolata dal Titolo IX Capo III del D.Lgs 81/08 (artt. 246-261).
Le fibre artificiali vetrose (FAV) comprendono lane di vetro, lane di roccia, lane di scoria e fibre ceramiche refrattarie. Le FAV di grande diametro sono biopersistenti e classificate come cancerogene possibili (IARC gruppo 2B per le fibre ceramiche refrattarie), mentre quelle di diametro ridotto sono praticamente prive di biopersistenza e considerate meno pericolose. Il Titolo IX Capo II del D.Lgs 81/08 regolamenta l'esposizione agli agenti cancerogeni e mutageni, incluse le fibre ceramiche refrattarie.
Il valore limite di esposizione professionale (TLV-TWA) per la silice cristallina respirabile è pari a 0,025 mg/m³ secondo l'ACGIH (edizione 2023) e 0,1 mg/m³ per il quarzo e 0,05 mg/m³ per la cristobalite secondo il Regolamento UE 2017/164. Le misure di prevenzione prioritarie sono la sostituzione del materiale, la captazione localizzata delle polveri alla fonte, la bagnatura e la ventilazione generale; i DPI respiratori (semimaschera FFP2-FFP3) sono una misura residuale. La sorveglianza sanitaria con spirometria e radiografia del torace è obbligatoria per i lavoratori esposti.
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