- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 2 luglio 2026
- Ultimo aggiornamento
- 2 luglio 2026
- Tempo di lettura
- 5 min (944 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
- Riferimenti normativi
- Normattiva – DPR 177/2011 · INAIL – Spazi confinati
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione
Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2026
Spazi confinati nelle operazioni aeroportuali: identificazione
Il DPR 177/2011 definisce gli ambienti sospetti di inquinamento o confinati come quegli ambienti che presentano caratteristiche tali da determinare rischi di asfissia, intossicazione, incendio, esplosione o investimento da agenti fisici per i lavoratori che vi entrano. In ambito aeroportuale rientrano in questa categoria le stive degli aeromobili (soprattutto quelle dei wide-body con accesso ridotto), i vani tecnici accessibili attraverso pannelli di dimensioni limitate, i serbatoi di carburante degli aeromobili in manutenzione e le cisterne degli impianti di stoccaggio carburante a terra.
L’identificazione degli spazi confinati deve essere effettuata dal datore di lavoro nell’ambito della valutazione dei rischi e documentata nel DVR. Per ogni spazio confinato identificato devono essere redatte procedure operative specifiche (permesso di lavoro in spazio confinato) che definiscono le condizioni di accesso sicuro, le verifiche atmosferiche preliminari, i DPI richiesti e le procedure di emergenza e soccorso.
Requisiti del DPR 177/2011 per le attività aeroportuali
Il DPR 177/2011 impone che le attività lavorative in spazi confinati siano affidate esclusivamente a imprese o lavoratori autonomi qualificati: almeno il 30% degli addetti impiegati deve aver ricevuto una formazione teorico-pratica specifica sugli spazi confinati, e il responsabile dell’impresa esecutrice deve aver maturato un’esperienza almeno triennale in lavori analoghi. Questo requisito si applica anche alle squadre di manutenzione aeronautica che intervengono in stive o vani tecnici.
Il coordinamento tra l’impresa committente (la compagnia aerea o il gestore MRO) e l’impresa esecutrice deve essere formalizzato in un DUVRI che includa la valutazione dei rischi da interferenza per le attività in spazi confinati. La presenza di un sorvegliante esterno allo spazio (non addetto alle lavorazioni) è obbligatoria per tutta la durata delle operazioni: il sorvegliante mantiene il contatto visivo o radio con gli addetti all’interno e gestisce l’eventuale emergenza.
Atmosfera nelle stive: rischi di asfissia e contaminazione
Le stive degli aeromobili possono presentare atmosfere pericolose per diverse ragioni: ridotta concentrazione di ossigeno a causa di sistemi di inertizzazione (usati in alcune stive merci per prevenire incendi), accumulo di CO₂ da dry ice (ghiaccio secco) utilizzato per la conservazione di merci deperibili e farmaci, presenza di vapori di carburante durante i lavori di manutenzione del sistema carburante. Prima di ogni accesso è obbligatoria la verifica dell’atmosfera con strumenti multigas certificati.
I parametri da controllare sono: concentrazione di ossigeno (O₂ ≥ 19,5% e ≤ 23,5%), concentrazione di monossido di carbonio (CO < 25 ppm), eventuali vapori infiammabili (< 10% del LEL). In presenza di dry ice deve essere misurata anche la concentrazione di CO₂ (< 0,5%). Se i parametri non sono nei limiti, l’accesso è vietato fino al ripristino di condizioni sicure tramite ventilazione forzata.
Manutenzione dei serbatoi di carburante: operazioni in spazio molto confinato
La manutenzione dei serbatoi integrali alari degli aeromobili (tank entries) è tra le attività a più elevato rischio di spazio confinato nell’aviazione. I serbatoi alari sono accessibili da aperture di dimensioni minime (manhole) e presentano rischi cumulativi: atmosfera potenzialmente ipossica o esplosiva da vapori di cherosene, rischio di scivolamento sulle superfici interne, difficoltà di evacuazione di emergenza e possibilità di intrappolamento.
Le procedure per le tank entries in ambito EASA Part-145 richiedono: pre-entry atmosphere test con strumenti certificati, sistema di ventilazione continua durante le operazioni, imbracatura e sistema di recupero per ogni addetto, supervisore esterno con comunicazione radio costante, kit di soccorso posizionato all’esterno e squadra di soccorso disponibile. La formazione specifica per le tank entries è obbligatoria per tutti gli addetti, con aggiornamento periodico.
DPI per le attività in spazi confinati aeronautici
I DPI per le attività in spazi confinati aeronautici comprendono: autorespiratori o maschere con filtri adeguati all’atmosfera rilevata (in presenza di vapori di carburante sono necessari filtri per vapori organici, codice A), imbracatura di sicurezza con cordino di recupero collegato a un sistema di recupero non-entry (tripode o paranchio), indumenti antistatici per le attività vicino al carburante, guanti di protezione chimica compatibili con il carburante Jet-A1 e casco di protezione per le zone con rischio di urti alla testa.
L’autorespiratore è obbligatorio quando l’atmosfera è immediatamente pericolosa per la vita o la salute (IDLH – Immediately Dangerous to Life or Health) o non è possibile garantire un’atmosfera sicura per tutta la durata del lavoro. Per le attività in stiva con atmosfera verificata nei limiti, può essere sufficiente un respiratore filtrante, ma il sorvegliante deve disporre di un autorespiratore di emergenza pronto all’uso.
Piano di emergenza per gli spazi confinati in aeroporto
Il DPR 177/2011 impone che prima di ogni accesso a uno spazio confinato sia definito e comunicato a tutti gli addetti un piano di emergenza specifico. In ambito aeroportuale il piano deve coordinarsi con il piano di emergenza generale dello scalo (AEP) e con le procedure del reparto manutenzione. Il piano deve indicare: le modalità di allertamento del soccorso (numero di emergenza, frequenza radio), la posizione del kit di primo soccorso, la procedura di recupero non-entry (recupero dall’esterno senza ingresso del soccorritore) e il punto di raccolta in caso di evacuazione.
La formazione per il soccorso in spazi confinati è un requisito aggiuntivo rispetto alla formazione base ex D.Lgs. 81/08: il sorvegliante deve essere addestrato alle tecniche di soccorso non-entry e il responsabile delle emergenze deve conoscere i protocolli di attivazione del 118 e del servizio ARFF aeroportuale per gli scenari che coinvolgono aeromobili. L’addestramento deve essere ripetuto periodicamente e documentato.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
Riferimenti normativi
- Normattiva – DPR 177/2011 (normattiva.it)
- INAIL – Spazi confinati (inail.it)
Fonti
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