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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Sicurezza per professione

Sicurezza per stoccatori e addetti alla logistica: corsi e rischi

Nel magazzino lo stoccatore si muove tra scaffalature alte, transpallet e carrelli elevatori in manovra, scatoloni e pallet da sollevare: rischio di investimento, di caduta carichi dagli scaffali e disturbi alla schiena sono i pericoli quotidiani della mansione.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 19 giugno 2026 · Tempo di lettura 5 min

Categoria
Sicurezza per professione
Pubblicato
19 giugno 2026
Ultimo aggiornamento
19 giugno 2026
Tempo di lettura
5 min (1018 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026

La mansione dello stoccatore: il magazzino è un ambiente in movimento

Lo stoccatore e l’addetto alla logistica ricevono, immagazzinano, prelevano e spediscono merci: carico e scarico, posizionamento sulle scaffalature, picking, preparazione degli ordini, uso di transpallet e carrelli elevatori. È una mansione fisica e dinamica, svolta in un ambiente dove convivono pedoni e mezzi in movimento, scaffalature alte cariche di merce e movimentazione continua di carichi. I rischi principali sono l’investimento da parte dei mezzi, la caduta di materiali dagli scaffali e i disturbi muscolo-scheletrici da movimentazione.

Questa guida è tagliata sulla persona che fa lo stoccatore, non sull’azienda: gli stessi rischi valgono per chi lavora in un magazzino logistico, in un centro di distribuzione, nel deposito di un’azienda produttiva o nella grande distribuzione. Per il D.Lgs. 81/08 lo stoccatore è un lavoratore da formare, inserire nella valutazione dei rischi e dotare di DPI in funzione delle lavorazioni svolte; l’uso dei carrelli elevatori richiede inoltre un’abilitazione specifica prevista dall’Accordo Stato-Regioni.

Carrelli elevatori e transpallet: abilitazione e uso sicuro

Il carrello elevatore (muletto) è l’attrezzatura simbolo del magazzino e una delle più pericolose: per condurlo serve la specifica abilitazione prevista dall’Accordo Stato-Regioni, con parte teorica e pratica e aggiornamento periodico (di norma quinquennale). L’abilitazione è personale e va mantenuta valida: lasciarla scadere significa non poter più usare il mezzo. L’uso scorretto del carrello provoca ribaltamenti, cadute del carico, urti e investimenti tra gli infortuni più gravi della logistica.

Anche i transpallet richiedono attenzione: quelli manuali comportano sforzo fisico e rischio di schiacciamento dei piedi e urti, mentre i transpallet elettrici e i commissionatori, pur più maneggevoli, sono mezzi semoventi che possono investire e schiacciare e per i quali è necessaria una formazione e un addestramento adeguati. La velocità ridotta, la visibilità durante il trasporto, il rispetto delle portate e la guida prudente nelle intersezioni sono regole quotidiane. La manutenzione dei mezzi e il controllo prima dell’uso completano la prevenzione.

Scaffalature e caduta dei carichi

Le scaffalature industriali (porta-pallet) sono strutture portanti che reggono tonnellate di merce in altezza: un loro cedimento o il distacco di un carico possono essere catastrofici. I rischi nascono da urti dei carrelli contro i montanti, sovraccarico oltre la portata dichiarata, posizionamento instabile dei pallet, componenti danneggiati non sostituiti. La caduta di materiali dall’alto è un pericolo costante per chi transita e lavora tra le corsie.

La prevenzione richiede il rispetto delle portate indicate sui cartelli di scaffalatura, il corretto e stabile posizionamento dei pallet, la protezione dei montanti con paracolpi, l’ispezione periodica delle scaffalature da parte di personale competente e la sostituzione immediata dei componenti deformati o danneggiati. La merce in quota deve essere stabile e non sporgente. La formazione deve far comprendere che la scaffalatura non è un semplice arredo ma una struttura soggetta a regole di carico e a controlli, e che ogni urto va segnalato.

Rischio investimento: separare uomini e mezzi

Dove pedoni e carrelli condividono gli spazi, il rischio di investimento è tra i più gravi del magazzino. Il carrellista ha visibilità ridotta, soprattutto con carichi ingombranti o in retromarcia, e i punti ciechi, gli incroci e le uscite dalle corsie sono i luoghi più critici. La prevenzione si basa sulla separazione dei percorsi pedonali da quelli dei mezzi (segnaletica orizzontale, barriere, percorsi dedicati), su specchi e sistemi di avvistamento agli incroci, su limiti di velocità e su regole di precedenza chiare e rispettate.

Contano anche i comportamenti: indossare l’indumento ad alta visibilità, non attraversare le corsie dei mezzi distrattamente, mantenere il contatto visivo con il carrellista, non sostare nelle zone di manovra. La gestione delle aree di carico e scarico (banchine, ribalte, manovre dei camion) richiede procedure specifiche, perché è uno dei punti dove più frequentemente avvengono investimenti e cadute. La valutazione dei rischi e la formazione devono affrontare esplicitamente la convivenza tra uomini e mezzi.

Movimentazione manuale dei carichi e formazione del lavoratore

Nonostante i mezzi, gran parte del lavoro resta manuale: sollevare scatoloni, comporre pallet, prelevare colli durante il picking, con gesti ripetuti per tutto il turno. Il sollevamento di pesi, le posture incongrue, i movimenti ripetitivi e la torsione del busto espongono a disturbi muscolo-scheletrici, in particolare lombari, tra le principali cause di malattia professionale e di assenze nella logistica. La formazione sulla movimentazione manuale dei carichi insegna tecniche e posture corrette, mentre l’organizzazione deve fornire ausili e dimensionare i carichi.

Per il D.Lgs. 81/08 lo stoccatore riceve la formazione del lavoratore (4 ore di formazione generale più la formazione specifica sui rischi della mansione, di norma a rischio medio o alto secondo l’attività, con aggiornamento ogni cinque anni), completata prima dell’adibizione. A questa si sommano l’abilitazione al carrello elevatore con il relativo aggiornamento, la formazione sulla movimentazione manuale dei carichi, addetto antincendio e primo soccorso per le emergenze del magazzino, e — per i capireparto che coordinano e vigilano — la formazione da preposto.

Organizzare la formazione con 123Formazione

Per chi fa lo stoccatore o l’addetto alla logistica il piano formativo combina formazione del lavoratore, abilitazione al carrello elevatore con aggiornamento, formazione sulla movimentazione manuale dei carichi, ruoli di addetto antincendio e primo soccorso per le emergenze e, per i responsabili, la formazione da preposto. È un percorso che copre i tre grandi rischi del magazzino: mezzi, scaffalature e movimentazione.

Con 123Formazione puoi attivare i corsi per stoccatori e addetti alla logistica in aula o in videoconferenza per la parte teorica, con le prove pratiche sui carrelli e l’addestramento erogati come richiesto dalla norma, e ottenere attestati validi in tutta Italia. È utile pianificare gli aggiornamenti dell’abilitazione per non interrompere l’operatività. Possiamo aiutarti a comporre il percorso sulle mansioni e sui mezzi realmente presenti nel tuo magazzino.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

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