- Categoria
- Sicurezza per professione
- Pubblicato
- 19 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 19 giugno 2026
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- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026
I rischi del lavoro in magazzino
Il magazzino è un ambiente dinamico dove convivono mezzi in movimento, carichi pesanti in quota, persone a piedi e ritmi spesso elevati. I rischi principali sono l’investimento da parte dei carrelli elevatori, il ribaltamento del mezzo, la caduta di materiale dalle scaffalature, lo schiacciamento e i disturbi muscolo-scheletrici da movimentazione manuale dei carichi. La gestione complessiva della sicurezza di questi ambienti è approfondita nella guida sulla logistica di magazzino.
Le statistiche infortunistiche indicano nel carrello elevatore una delle attrezzature più coinvolte negli incidenti gravi e mortali. Le cause ricorrenti non sono guasti tecnici ma comportamenti: velocità eccessiva, manovre in retromarcia senza visibilità, sollevamento di persone sulle forche, sovraccarico. Per questo la formazione e la disciplina operativa contano quanto le caratteristiche del mezzo.
Accanto agli eventi acuti ci sono i danni cronici: il magazziniere solleva, sposta, impila e prepara ordini per molte ore, con sollecitazioni ripetute alla schiena e agli arti. La valutazione del rischio deve considerare sia gli infortuni improvvisi sia le patologie muscolo-scheletriche che si sviluppano nel tempo.
Carrelli elevatori: abilitazione e uso corretto
Per condurre un carrello elevatore semovente è obbligatoria l’abilitazione specifica prevista dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012: un corso con parte teorica e parte pratica, superato il quale viene rilasciato l’attestato comunemente chiamato patentino del muletto. L’abilitazione va aggiornata, di regola, ogni cinque anni con un modulo pratico. Dettagli, durate e tipologie di carrelli sono illustrati nella guida al patentino dei carrelli elevatori.
Il datore di lavoro non solo deve garantire l’abilitazione, ma anche affidare il mezzo a personale idoneo, vigilare sul corretto uso e mantenere il carrello in efficienza con le verifiche periodiche. Il mezzo va sottoposto a controlli giornalieri prima dell’uso: freni, avvisatori acustici, luci, stato delle forche e degli pneumatici, livelli.
Le regole d’oro di guida sono note ma vanno fatte rispettare: rispettare la portata indicata nel diagramma di carico, abbassare le forche durante gli spostamenti, procedere in retromarcia quando il carico riduce la visibilità, non trasportare mai persone e indossare la cintura di sicurezza, che in caso di ribaltamento trattiene il conducente nella cabina protettiva. L’aggiornamento periodico è descritto nella guida sull’aggiornamento dei carrelli elevatori.
Separazione tra mezzi e pedoni: il rischio investimento
L’investimento di un pedone da parte di un carrello è uno degli scenari più temuti, perché spesso esita in infortuni gravissimi. La misura più efficace è organizzativa e strutturale: separare fisicamente i flussi dei mezzi da quelli delle persone con percorsi pedonali delimitati, barriere, segnaletica orizzontale e, dove possibile, varchi e ingressi dedicati.
Dove la separazione totale non è possibile, si interviene con specchi parabolici agli incroci ciechi, semafori e sistemi di allarme di prossimità, limiti di velocità chiari e una rigorosa precedenza ai pedoni. L’illuminazione adeguata e l’ordine degli spazi — corsie libere da pallet e imballaggi — riducono drasticamente le situazioni di rischio.
Gli indumenti ad alta visibilità per il personale a terra e l’uso degli avvisatori acustici e luminosi dei carrelli completano il sistema. La formazione deve coinvolgere non solo i mulettisti ma anche i pedoni, che devono conoscere i punti ciechi del mezzo e i comportamenti sicuri negli spazi condivisi.
Scaffalature e stoccaggio in quota
Le scaffalature industriali portapallet immagazzinano carichi pesanti a diversi metri d’altezza: un loro cedimento o il crollo di una unità di carico può causare infortuni mortali. Le scaffalature vanno progettate per i carichi previsti, installate correttamente e dotate del cartello di portata che indica i pesi massimi per ripiano e per campata, da non superare mai.
Gli urti dei carrelli sono la principale causa di danneggiamento delle strutture: anche un montante deformato può comprometterne la stabilità. Sono perciò essenziali le protezioni paracolpi ai piedi dei montanti e alle testate, e soprattutto le ispezioni periodiche per individuare e sostituire gli elementi danneggiati, in linea con le buone prassi tecniche di settore.
Lo stoccaggio va eseguito a regola d’arte: pallet integri, carichi stabili e ben centrati sui correnti, peso più gravoso ai livelli bassi. Il prelievo manuale dai ripiani alti, salendo su scaffali o carrelli non predisposti, è una pratica pericolosa: per lavorare in quota servono attrezzature idonee, come trasloelevatori o carrelli con cabina sollevabile certificati per il sollevamento di persone.
Movimentazione manuale dei carichi
Anche con i mezzi meccanici, in magazzino resta molta movimentazione manuale: prelievo di colli, allestimento ordini, carico e scarico minuto. La movimentazione manuale dei carichi è regolata dal Titolo VI del D.Lgs. 81/08 e va valutata con metodi riconosciuti, come illustrato nella guida sulla formazione per la movimentazione manuale dei carichi.
Le misure di prevenzione combinano interventi organizzativi e ausili: limitare i pesi unitari, ridurre le distanze di trasporto, evitare torsioni e sollevamenti dal pavimento, mettere a disposizione transpallet, carrelli e piani a rulli. La progettazione ergonomica delle postazioni di picking riduce gli sforzi ripetuti.
La formazione deve insegnare le tecniche corrette di sollevamento — schiena dritta, carico vicino al corpo, gambe che fanno la spinta — e l’uso degli ausili disponibili. Il medico competente, attraverso la sorveglianza sanitaria, individua precocemente i disturbi muscolo-scheletrici e definisce eventuali limitazioni alla mansione.
Formazione obbligatoria e corsi 123Formazione
Il magazziniere deve ricevere la formazione generale e specifica per lavoratori prevista dall’Accordo Stato-Regioni, calibrata sul livello di rischio dell’azienda. A questa si aggiunge l’abilitazione obbligatoria per i carrelli elevatori per chi li conduce, con il relativo aggiornamento quinquennale, e la formazione specifica sulla movimentazione manuale dei carichi.
Dove sono presenti capisquadra o responsabili di reparto che sovrintendono al lavoro altrui, è necessaria anche la formazione da preposto, figura che vigila sul rispetto delle procedure di sicurezza, come spiegato nella guida sul ruolo del preposto.
123Formazione eroga i corsi per lavoratori, l’abilitazione e l’aggiornamento carrelli elevatori, la movimentazione manuale dei carichi e la formazione preposti in aula, videoconferenza ed e-learning, con attestati validi su tutto il territorio nazionale.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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