- Categoria
- Sicurezza per professione
- Pubblicato
- 19 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 19 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 4 min (816 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026
Insegnare è una mansione con rischi propri
La scuola viene spesso percepita come un ambiente sicuro, ma la mansione di insegnante e del personale scolastico ha rischi specifici: uso intensivo e prolungato della voce, forte carico psicosociale legato alla gestione di classi numerose e al rapporto con alunni e famiglie, responsabilità nella gestione delle emergenze e dell’evacuazione di minori, lavoro al videoterminale per registri elettronici e attività amministrative. A questi si aggiungono, per il personale ausiliario e ATA, rischi da movimentazione e da uso di prodotti per le pulizie.
Questa guida è tagliata sulla persona — l’insegnante e il personale scolastico che stanno in classe e negli uffici — e si concentra su cosa rischia concretamente chi svolge la mansione. Per il D.Lgs. 81/08 i docenti e il personale sono lavoratori a tutti gli effetti, da formare e inserire nella valutazione dei rischi dell’istituto, che è il datore di lavoro nella figura del dirigente scolastico.
Formazione del lavoratore: classe di rischio
Le attività dell’istruzione rientrano, secondo l’Accordo Stato-Regioni, nella classe di rischio medio. La formazione del personale docente e non docente comprende le 4 ore di formazione generale più la formazione specifica sui rischi della mansione (fino a 8 ore per il rischio medio), con aggiornamento di norma ogni cinque anni.
La formazione va erogata prima dell’assunzione in servizio: nella scuola, con l’elevato turnover di supplenti e personale a tempo determinato, questo è il punto più critico. Ogni anno l’ingresso di nuovi docenti e ATA richiede una pianificazione formativa puntuale, perché l’obbligo precede l’ingresso in classe e non può essere assolto “a fine anno scolastico”.
Uso della voce e affaticamento vocale
L’uso prolungato e intenso della voce è il rischio più caratteristico della mansione docente: parlare per molte ore, spesso forzando il tono per farsi sentire in classi numerose o rumorose, espone a disturbi e patologie delle corde vocali (disfonie, noduli), che in alcuni contesti sono riconosciute come malattie professionali degli insegnanti. La formazione e l’informazione devono comprendere le buone pratiche di igiene vocale, la respirazione corretta, l’idratazione e l’uso, dove disponibili, di sistemi di amplificazione.
Anche l’ambiente incide: aule con cattiva acustica e riverbero costringono ad alzare la voce. Questi aspetti vanno considerati nella valutazione dei rischi e ripresi nell’informazione al personale, perché la prevenzione del danno vocale passa sia dai comportamenti del singolo sia dalle misure organizzative e ambientali dell’istituto.
Stress lavoro-correlato e gestione delle relazioni
La gestione di classi numerose, le esigenze di alunni con bisogni educativi speciali, il rapporto con le famiglie, il carico amministrativo e la responsabilità verso i minori rendono lo stress lavoro-correlato un rischio molto rilevante nella scuola, fino al fenomeno del burnout dell’insegnante. La valutazione di questo rischio è obbligatoria e la formazione serve a riconoscere i segnali, a gestire le situazioni difficili e a conoscere il supporto disponibile.
Va considerato anche il rischio di aggressione e di conflitti, in crescita nel rapporto con utenti e famiglie. L’informazione al personale deve comprendere le procedure dell’istituto per la gestione dei comportamenti aggressivi e per la segnalazione degli episodi, in un’ottica di tutela sia del lavoratore sia degli studenti.
Emergenze, evacuazione e videoterminali
Nella scuola la gestione delle emergenze ha una responsabilità aggiuntiva: l’evacuazione di minori, talvolta con disabilità, che vanno guidati in modo ordinato verso i punti di raccolta. Ogni docente deve conoscere il piano di emergenza, le vie di fuga e il proprio ruolo nelle prove di evacuazione periodiche, che la scuola è tenuta a svolgere. Una parte del personale va nominata e formata come addetto antincendio e primo soccorso.
Il lavoro al videoterminale, oggi diffuso anche tra i docenti per registri elettronici, scrutini e didattica digitale, può rendere alcuni di loro videoterminalisti con le relative tutele (ergonomia della postazione, pause, eventuale sorveglianza sanitaria) quando superano le 20 ore settimanali. Per il personale ATA vanno inoltre considerati i rischi da movimentazione e da uso di prodotti chimici per le pulizie.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Per la scuola il vero nodo è gestire ogni anno la formazione di docenti e ATA neoassunti o supplenti insieme alla formazione delle figure di emergenza, senza lasciare scoperture all’avvio dell’anno scolastico. Un piano formativo ordinato evita sia le sanzioni sia il rischio concreto in caso di emergenza.
Con 123Formazione puoi attivare i corsi per insegnanti e personale scolastico in aula, in videoconferenza o in e-learning per le parti teoriche, con attestati validi in tutta Italia. Ti aiutiamo a comporre il percorso su docenti e ATA, sulle figure di emergenza e sui videoterminalisti, tenendo conto dei tempi tipici del calendario scolastico.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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