- Categoria
- Sicurezza per professione
- Pubblicato
- 16 maggio 2026
- Ultimo aggiornamento
- 16 maggio 2026
- Tempo di lettura
- 3 min (623 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2026
La mansione dell’idraulico e del termoidraulico
L’idraulico e il termoidraulico installano e manutengono impianti idrici, di riscaldamento, di scarico e di climatizzazione. Lavorano in cantieri nuovi ma soprattutto su impianti esistenti, spesso datati: case private, condomini, centrali termiche, locali tecnici. Questo li espone a rischi molto diversi tra una commessa e l’altra.
È un mestiere fatto di posizioni scomode, di interventi in nicchie e cavedi, di sollevamento di caldaie, boiler e radiatori, di lavori a caldo per le saldature. La varietà delle situazioni rende la valutazione dei rischi più articolata rispetto a chi opera sempre nello stesso ambiente.
Saldobrasatura e lavori a caldo
La saldobrasatura di tubazioni in rame e gli altri lavori a caldo sono attività quotidiane per il termoidraulico, ma comportano rischio di incendio, ustioni, esposizione a fumi metallici e gas, e impiego di bombole di gas combustibile e comburente. Una scintilla su materiale infiammabile in un locale tecnico può degenerare rapidamente.
La gestione corretta passa dalla formazione sulle procedure di lavoro a caldo, dall’uso e dallo stoccaggio sicuro delle bombole, dalla protezione delle vie respiratorie e dalla disponibilità di mezzi di estinzione a portata di mano. È un ambito in cui formazione e addestramento pratico contano più della teoria.
Spazi confinati: vasche, pozzetti e centrali interrate
Buona parte del lavoro dell’idraulico avviene in ambienti che possono rientrare nella definizione di spazio confinato o sospetto di inquinamento: vasche, pozzetti, fosse biologiche, cunicoli, locali interrati con scarsa ventilazione. In questi ambienti il rischio principale è l’atmosfera pericolosa, per carenza di ossigeno o presenza di gas tossici o asfissianti.
Gli interventi in spazi confinati sono disciplinati dal DPR 177/2011, che richiede qualificazione dell’impresa, formazione e addestramento specifici, procedure di emergenza e attrezzature dedicate come rilevatori di gas e sistemi di recupero. Non è un’attività improvvisabile: gli incidenti in questi ambienti sono spesso plurimi, perché chi entra per soccorrere senza protezioni diventa la seconda vittima.
Amianto nei vecchi impianti e movimentazione carichi
Intervenire su impianti datati significa imbattersi in materiali contenenti amianto: vecchie coibentazioni di tubazioni e caldaie, guarnizioni, canne fumarie, cordami. L’idraulico non deve rimuovere amianto se non è formato e abilitato a farlo, ma deve saperlo riconoscere e sospendere il lavoro segnalandolo, perché la manipolazione inconsapevole libera fibre pericolose.
Il sollevamento di caldaie, scaldabagni, radiatori e bobine di tubo espone inoltre a un rischio rilevante per la schiena e gli arti: la movimentazione manuale dei carichi va affrontata con tecniche corrette e, dove possibile, con ausili meccanici. È un rischio "silenzioso" che causa patologie croniche più che infortuni acuti.
Corsi obbligatori, consigliati e DPI
Oltre alla formazione generale e specifica da lavoratore, l’idraulico e il termoidraulico dovrebbero disporre, in base alle mansioni, della formazione su spazi confinati e DPR 177/2011, del corso sulla movimentazione manuale dei carichi e della formazione antincendio adeguata ai lavori a caldo. Chi opera in altezza su tetti o terrazzi necessita anche del corso lavori in quota.
Per l’amianto è consigliata almeno una formazione di riconoscimento del rischio; la rimozione vera e propria richiede corsi e abilitazioni specifiche. I DPI tipici sono guanti, occhiali e schermi per la saldatura, indumenti ignifughi, calzature antinfortunistiche, protezione delle vie respiratorie con filtri adeguati e, per gli spazi confinati, rilevatori di gas e imbracature di recupero.
Con 123Formazione puoi formare gli idraulici e i termoidraulici della tua impresa con un percorso che integra spazi confinati, movimentazione carichi, antincendio e riconoscimento amianto, calibrato sulle attività che svolgono davvero. Contattaci per il preventivo.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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