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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Attrezzature e patentini

Sicurezza macchine agricole e mietitrebbie: PTO, ribaltamento e manutenzione

Come usare in sicurezza trattrici, mietitrebbie e attrezzature azionate dalla presa di forza: rischi di impigliamento e ribaltamento, protezioni e formazione.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 14 giugno 2026 · Tempo di lettura 4 min

Categoria
Attrezzature e patentini
Pubblicato
14 giugno 2026
Ultimo aggiornamento
14 giugno 2026
Tempo di lettura
4 min (770 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione
Riferimenti normativi
D.Lgs. 81/08 — Titolo III, Uso delle attrezzature di lavoro · Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 (abilitazione attrezzature)

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2026

Macchine agricole e principali rischi

Le macchine agricole semoventi (trattrici, mietitrebbie, raccoglitrici) e le attrezzature trainate o portate azionate dal trattore sono tra le attrezzature con la più alta incidenza di infortuni mortali. I rischi prevalenti sono il ribaltamento del mezzo, l’impigliamento e il trascinamento negli organi in movimento (in particolare la presa di forza), l’investimento di persone e i gravi infortuni durante la manutenzione e lo sblocco di inceppamenti.

La mietitrebbia concentra molti organi pericolosi: la barra falciante, l’aspo, le coclee di alimentazione e di scarico, il battitore e i sistemi di trinciatura. Molti incidenti gravi avvengono perché l’operatore interviene per liberare un inceppamento senza arrestare il motore e gli organi mobili, che continuano a muoversi o ripartono inaspettatamente.

Presa di forza (PTO) e organi di trasmissione

La presa di forza (PTO, power take-off) trasmette il moto dal trattore all’attrezzatura tramite un albero cardanico ruotante ad alta velocità. È uno dei punti più pericolosi in agricoltura: un lembo di indumento o un arto che entra in contatto con l’albero in rotazione viene avvolto e trascinato in pochissimo tempo, con conseguenze frequentemente mortali. L’albero cardanico deve essere dotato della propria protezione (cuffia) integra e libera di ruotare folle, con le catenelle di antirotazione agganciate, e le protezioni della presa lato trattore e lato attrezzatura devono essere presenti e in buono stato.

È vietato avvicinarsi, scavalcare o passare sopra un albero cardanico in rotazione e operare con la PTO inserita per liberare inceppamenti. Le protezioni mancanti o danneggiate vanno sostituite prima dell’uso: lavorare con il cardano scoperto è una delle violazioni più gravi e diffuse del settore. Anche cinghie, pulegge e ingranaggi delle attrezzature devono avere i propri ripari.

Ribaltamento, ROPS e cintura

Il ribaltamento laterale o all’indietro della trattrice è la prima causa di morte in agricoltura. La protezione si fonda sul dispositivo di protezione in caso di ribaltamento (ROPS: telaio, arco o cabina) combinato con la cintura di sicurezza: la struttura crea uno spazio di sopravvivenza e la cintura trattiene l’operatore al posto di guida, impedendo che venga sbalzato e schiacciato. Le trattrici prive di ROPS vanno adeguate; usare il mezzo senza ROPS o senza allacciare la cintura vanifica la protezione.

La prevenzione del ribaltamento passa anche dalla condotta: rispetto delle pendenze massime, velocità adeguata, attenzione a fossi, scarpate e terreni cedevoli, corretta zavorratura e abbassamento del baricentro nelle manovre con attrezzature portate. Vanno valutati inoltre il rischio di investimento di terzi e, nelle manovre in retromarcia e nei trasferimenti su strada, la visibilità e la segnalazione del mezzo.

Marcatura CE, libretto e manutenzione (LOTO)

Trattrici, mietitrebbie e attrezzature agricole immesse sul mercato devono recare la marcatura CE ai sensi della Direttiva Macchine 2006/42/CE (Regolamento UE 2023/1230 dal 20 gennaio 2027); le trattrici sono inoltre soggette alla specifica normativa di omologazione. La macchina deve essere accompagnata dalla dichiarazione di conformità e dal libretto di uso e manutenzione in italiano, che indica i rischi residui e le corrette procedure di intervento.

Per liberare inceppamenti, effettuare regolazioni e manutenzione su mietitrebbie e attrezzature occorre arrestare il motore, disinserire la presa di forza, attendere il completo arresto di tutti gli organi e applicare una procedura di messa in sicurezza (LOTO): rimozione della chiave, blocco contro l’avviamento, e messa in sicurezza meccanica delle parti sospese (testate, scarichi, organi sollevati) con appositi blocchi, perché un cedimento idraulico può farle ricadere. Mai infilare le mani in organi che possono ripartire.

Abilitazione, informazione, formazione e addestramento

L’uso del trattore agricolo o forestale richiede una specifica abilitazione dell’operatore ai sensi dell’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012, con percorsi distinti per trattori a ruote e a cingoli e aggiornamento quinquennale. Per le altre macchine agricole non incluse nell’elenco delle attrezzature ad abilitazione, restano comunque dovuti l’informazione, la formazione e l’addestramento ex art. 73 del D.Lgs. 81/08, specifici e documentati, soprattutto per le operazioni di manutenzione e sblocco.

A questo si affianca la formazione di base sulla sicurezza secondo l’Accordo, calibrata sul rischio del settore agricolo, e la formazione di chi svolge il ruolo di preposto in azienda. L’addestramento sulla presa di forza, sugli organi della mietitrebbia e sulle procedure di messa in sicurezza va condotto sul campo. 123Formazione eroga la formazione teorica obbligatoria in aula, videoconferenza o e-learning dove ammesso, lasciando l’addestramento pratico sulle macchine in azienda con personale esperto.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

Riferimenti normativi

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