- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 19 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 19 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 4 min (837 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026
La nautica: vetroresina, quota, spazi confinati e chimica
I cantieri nautici costruiscono, allestiscono, riparano e rimessano imbarcazioni da diporto e mezzi navali, lavorando vetroresina, legno, metallo e materiali compositi. Le attività spaziano dalla laminazione degli scafi alla carpenteria, dall’impiantistica di bordo alla verniciatura e al rimessaggio. È un comparto fortemente multi-rischio: rischio chimico delle resine e dei solventi, lavoro in quota su scafi e ponteggi, ingressi in ambienti confinati come stive e doppifondi, rumore, polveri e movimentazione.
L’attività ricade nel D.Lgs. 81/08 e, quando si configura come cantiere temporaneo o mobile, anche nel Titolo IV (cantieri). Il datore di lavoro deve redigere il DVR affrontando in modo specifico il rischio chimico delle resine, i lavori in quota, gli spazi confinati a bordo, il rischio incendio, il rumore e la movimentazione, e formare ogni lavoratore in funzione della mansione, coordinando le numerose ditte che spesso lavorano sulla stessa imbarcazione.
Formazione lavoratori e coordinamento delle imprese
L’attività cantieristica nautica è inquadrabile nella classe di rischio alto: 4 ore di formazione generale e 12 di formazione specifica, totale 16 ore, con aggiornamento di 6 ore ogni cinque anni. La formazione specifica deve trattare i rischi reali del cantiere — resine e solventi, lavoro in quota, ambienti confinati, incendio, macchine, rumore — calibrandosi su laminatori, carpentieri, impiantisti, verniciatori e addetti al rimessaggio.
Sulla stessa imbarcazione operano spesso più imprese e lavoratori autonomi contemporaneamente: vanno gestiti gli appalti e le interferenze con DUVRI o, nei cantieri temporanei o mobili, con il PSC e i POS e il coordinatore per la sicurezza. Va nominato e formato il preposto che vigila sul rispetto delle procedure e sull’uso dei dispositivi anticaduta e di protezione delle vie respiratorie.
Resine, vetroresina e rischio chimico
La laminazione della vetroresina impiega resine poliestere ed epossidiche, induritori, catalizzatori e solventi (in primis lo stirene) che liberano vapori nocivi e infiammabili: l’esposizione avviene per inalazione e contatto cutaneo, con rischio di sensibilizzazione, dermatiti e danni respiratori. La valutazione del rischio chimico deve basarsi sulle schede di sicurezza, prevedere ventilazione e aspirazione efficaci (decisive negli ambienti chiusi degli scafi), stoccaggio sicuro e DPI (protezione delle vie respiratorie con filtri idonei, guanti, tute, occhiali), con formazione e addestramento documentati.
Le lavorazioni di carteggiatura e rifinitura della vetroresina generano polveri irritanti per pelle, occhi e vie respiratorie, da captare con aspirazione e gestire con DPI. Poiché resine, solventi e polveri sono anche infiammabili, il rischio chimico si intreccia con quello d’incendio ed esplosione, soprattutto negli ambienti chiusi a bordo. Per i criteri rimandiamo alla nostra guida sul rischio chimico e cancerogeno.
Lavori in quota e spazi confinati a bordo
Il lavoro sugli scafi, sui ponti, sugli alberi e su ponteggi e trabattelli comporta rischio di caduta dall’alto, la prima causa di infortuni mortali nei cantieri: i lavori in quota richiedono protezioni collettive (parapetti, impalcati), e dove non sufficienti sistemi anticaduta con DPI di terza categoria, il cui uso impone una formazione e un addestramento specifici. La valutazione deve definire gli accessi sicuri allo scafo e ai ponti e le modalità di lavoro su superfici irregolari e scivolose.
Stive, gavoni, doppifondi, casse e serbatoi delle imbarcazioni sono spazi confinati a tutti gli effetti: durante laminazione, verniciatura, pulizia e manutenzione l’atmosfera interna può saturarsi di vapori di solventi e resine, infiammabili e tossici, o risultare carente di ossigeno. L’accesso rientra nel D.P.R. 177/2011, con requisiti di qualificazione, addestramento specifico, permesso di lavoro, ventilazione, misura dell’atmosfera, imbracatura con sistema di recupero e sorveglianza esterna costante. Vedi le nostre guide sui lavori in quota e sugli spazi confinati e il D.P.R. 177.
Rumore, antincendio ed emergenze con 123Formazione
Le lavorazioni meccaniche, la carteggiatura e gli utensili generano rumore e vibrazioni da valutare, con otoprotettori e sorveglianza sanitaria oltre le soglie d’azione. Il rischio incendio è elevato per la presenza di resine, solventi, vernici e materiali combustibili in ambienti spesso chiusi: vanno valutati il rischio incendio e le atmosfere esplosive, e nominati e formati gli addetti antincendio di livello adeguato e gli addetti al primo soccorso, con un piano di emergenza che consideri la difficoltà di evacuazione da bordo e dagli ambienti confinati.
Con 123Formazione il cantiere nautico può costruire il pacchetto formativo completo — formazione lavoratori a rischio alto, lavori in quota e DPI anticaduta, spazi confinati per chi accede a stive e doppifondi, rischio chimico per resine e solventi, antincendio, primo soccorso e formazione dei preposti — in aula, videoconferenza per le parti teoriche ed e-learning dove la normativa lo consente, con attestati validi in tutta Italia. Approfondisci con le guide sui lavori in quota, sugli spazi confinati e sul rischio chimico.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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