- Categoria
- Guida alla scelta
- Pubblicato
- 19 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 19 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 5 min (902 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
- Riferimenti normativi
- Normattiva – D.Lgs. 81/2008 art. 37 · Ispettorato Nazionale del Lavoro
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione
Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026
La formazione segue il lavoratore (in linea di principio)
Una buona notizia per chi cambia lavoro: la formazione sulla sicurezza è legata alla persona, non solo al singolo posto di lavoro. La formazione generale dei lavoratori, in particolare, riguarda concetti di base validi in qualsiasi contesto (i principi del D.Lgs. 81/2008, i diritti e doveri, l’organizzazione della prevenzione) e quindi, se correttamente svolta e documentata, resta valida anche cambiando azienda. Non va quindi rifatta da capo a ogni nuovo impiego.
Lo stesso vale, in generale, per la formazione di ruoli e abilitazioni: chi ha frequentato correttamente un corso da preposto, RSPP, addetto antincendio o primo soccorso, o ha ottenuto un’abilitazione all’uso di un’attrezzatura, porta con sé quella qualifica, fatta salva la necessità di tenerla aggiornata nei termini previsti.
Il presupposto, però, è sempre lo stesso: la formazione pregressa deve essere valida e dimostrabile. Senza attestati conservati e verificabili, agli occhi del nuovo datore di lavoro è come se la formazione non fosse mai stata fatta. La guida su come verificare la validità di un attestato aiuta a capire cosa rende un documento davvero utilizzabile.
Cosa resta valido: la formazione generale
La parte generale della formazione dei lavoratori è quella più “trasferibile”. Essendo dedicata ai concetti comuni a tutti i settori, non perde validità per il solo fatto di cambiare azienda. Se il lavoratore ha un attestato valido di formazione generale, di norma non deve ripeterla nel nuovo impiego: il nuovo datore di lavoro la considera acquisita e si concentra sulle parti specifiche del proprio contesto.
Anche eventuali abilitazioni all’uso di attrezzature seguono la persona: un’abilitazione conseguita correttamente non decade per il cambio di datore di lavoro, ma va mantenuta valida con gli aggiornamenti periodici. La distinzione tra cosa è permanente e cosa va aggiornato è spiegata nella guida sulle scadenze di aggiornamento della formazione.
Per distinguere con precisione cosa rientra nella formazione generale e cosa in quella specifica, che ha invece un trattamento diverso, è molto utile la guida sulle differenze tra formazione generale e specifica.
Cosa va sempre rifatto o integrato: la formazione specifica
La formazione specifica è legata ai rischi concreti della mansione e dell’azienda. Per questo, anche se il lavoratore ne ha già svolta una in un impiego precedente, il nuovo datore di lavoro deve garantire la formazione specifica relativa ai rischi del proprio contesto. Se l’azienda ha un livello di rischio diverso o lavorazioni differenti, la formazione specifica va integrata o rifatta per coprire i nuovi pericoli.
Allo stesso modo, l’informazione e l’addestramento sui rischi e sulle attrezzature concrete del nuovo posto di lavoro vanno sempre forniti: ogni azienda ha la propria valutazione dei rischi, le proprie procedure di emergenza e le proprie attrezzature. La guida su cambio mansione e nuova formazione approfondisce quando la formazione va integrata.
In pratica: la base generale spesso si conserva, ma la parte “su misura” del nuovo posto di lavoro va sempre garantita. È compito del nuovo datore di lavoro valutare cosa il lavoratore ha già e cosa manca, non darlo per scontato.
Come dimostrare la formazione già svolta
Il modo per far valere la formazione pregressa è uno solo: avere gli attestati. Il lavoratore che conserva copia dei propri attestati (in originale e in formato digitale) può consegnarli al nuovo datore di lavoro, che li valuterà per stabilire cosa è già coperto e cosa va integrato. Senza documenti, non c’è modo di dimostrare cosa è stato fatto e si rischia di dover ripetere corsi già frequentati.
Per questo è buona abitudine, indipendentemente dal datore di lavoro, tenere una cartella personale con tutti gli attestati di sicurezza e le relative date di scadenza. È un piccolo investimento che evita perdite di tempo e ripetizioni inutili a ogni cambio di lavoro.
Dal lato azienda, il nuovo datore di lavoro dovrebbe acquisire e archiviare gli attestati del neoassunto nel proprio fascicolo formativo, integrandoli con la formazione mancante. La guida su come organizzare la formazione sicurezza dei dipendenti propone un metodo per gestire questo passaggio in modo ordinato.
Il punto di vista del nuovo datore di lavoro
Per chi assume, considerare la formazione pregressa di un neoassunto è un’opportunità ma anche una responsabilità. È corretto valorizzare i corsi già validi per non far ripetere inutilmente la formazione generale o abilitazioni ancora in corso di validità; allo stesso tempo, il datore di lavoro resta responsabile della formazione specifica sul proprio contesto e deve verificare che gli attestati esibiti siano effettivamente validi.
La verifica non è una formalità: un attestato scaduto o non conforme equivale ad assenza di formazione, e la responsabilità ricade comunque sul datore di lavoro attuale. Conviene quindi controllare ente emittente, durata, contenuti e scadenza di ogni attestato consegnato dal neoassunto, come spiega la guida su come verificare se un corso di sicurezza è valido.
Inserire questa verifica nel processo di onboarding, insieme alla pianificazione della formazione mancante, è il modo più efficace per partire con il piede giusto. La guida sulla formazione dei neoassunti e quella sulla checklist della formazione in azienda offrono strumenti pratici per non dimenticare nulla.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
Riferimenti normativi
- Normattiva – D.Lgs. 81/2008 art. 37 (normattiva.it)
- Ispettorato Nazionale del Lavoro (ispettorato.gov.it)
Fonti
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