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Guida alla scelta

Addetti antincendio: chi deve nominarli e quanti ne servono

La legge non fissa una tabella unica con il numero di addetti antincendio: dipende da rischio, turni e organizzazione. Ecco i criteri per dimensionare la squadra.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 18 giugno 2026 · Tempo di lettura 4 min

Categoria
Guida alla scelta
Pubblicato
18 giugno 2026
Ultimo aggiornamento
18 giugno 2026
Tempo di lettura
4 min (751 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2026

L’obbligo di nominare gli addetti antincendio

Ogni datore di lavoro, indipendentemente dal numero di dipendenti, deve organizzare la gestione delle emergenze e quindi designare uno o più lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio ed evacuazione (art. 18 e art. 43 del D.Lgs. 81/08). Non esiste una soglia minima di dipendenti sotto la quale l’obbligo sparisce: anche la micro impresa con un solo lavoratore deve aver previsto chi gestisce l’emergenza.

L’unico caso particolare è quello del datore di lavoro che, nelle imprese di piccole dimensioni, può svolgere direttamente i compiti di prevenzione incendi ed evacuazione previa frequenza dell’apposita formazione. In tutti gli altri casi servono lavoratori designati, adeguatamente formati e che non possono rifiutare l’incarico se non per giustificato motivo.

La legge non dice un numero fisso: dice un principio

Molte aziende cercano “la tabella con il numero esatto di addetti antincendio”, ma una tabella universale non esiste. La normativa adotta un principio di adeguatezza: gli addetti devono essere in numero sufficiente a gestire concretamente l’emergenza in ogni momento di apertura e in ogni reparto. Il dimensionamento corretto si ricava dal piano di emergenza, che a sua volta nasce dalla valutazione del rischio incendio.

In pratica, il numero di addetti dipende da più variabili combinate: il livello di rischio incendio dell’attività, la dimensione e la complessità dei luoghi, il numero di persone presenti (lavoratori e pubblico), la presenza di più piani o edifici e — fattore spesso dimenticato — l’organizzazione dei turni. Un solo addetto formato non basta se l’azienda lavora su più turni o ha più sedi.

Il livello di rischio e il corso corrispondente

Con i decreti del 2 settembre 2021 (in vigore dal 2022) la vecchia classificazione del rischio in basso, medio ed elevato è stata sostituita dai livelli 1, 2 e 3, ai quali corrispondono percorsi formativi di durata crescente per gli addetti. Più alto è il livello di rischio, più approfondita deve essere la formazione e, di norma, più robusta la squadra di emergenza.

Il livello di rischio incide quindi due volte sul dimensionamento: indirettamente, perché le attività a rischio maggiore tendono ad avere più addetti e procedure più articolate; e direttamente, perché determina la qualifica (corso di livello 1, 2 o 3) che ciascun addetto deve possedere. Per alcune attività soggette a controlli dei Vigili del Fuoco possono inoltre essere richiesti requisiti aggiuntivi.

Tabella concettuale: le variabili che determinano il numero

Livello di rischio incendio — Più alto il rischio (livello 2 o 3), più numerosa e qualificata deve essere la squadra; nelle attività a rischio elevato un singolo addetto è quasi sempre insufficiente.

Turni e orari di apertura — In ogni momento in cui l’azienda è operativa deve essere presente almeno un addetto formato e disponibile. Se si lavora su due o tre turni, o nei weekend, servono addetti sufficienti a coprire ogni turno, comprese ferie e malattie.

Layout e affollamento — Edifici su più piani, capannoni estesi, più sedi o forte presenza di pubblico (negozi, hotel, scuole) richiedono più addetti distribuiti, in modo che l’evacuazione sia gestibile in ogni zona.

Compresenza con il primo soccorso — Lo stesso lavoratore può essere addetto sia antincendio sia primo soccorso, ma deve avere entrambe le formazioni; conviene però evitare di concentrare tutte le emergenze su un’unica persona.

Margine di sicurezza — Il numero “giusto” non è il minimo teorico ma quello che garantisce sempre copertura reale: prevedere addetti di riserva è buona prassi e spesso è ciò che gli organi di vigilanza si aspettano.

Come dimensionare correttamente la squadra

Il metodo corretto è partire dal piano di emergenza ed evacuazione e ragionare per “copertura”: chiediti se, in qualunque ora di apertura e in qualunque zona, c’è sempre almeno un addetto formato pronto a intervenire. Se la risposta è no per anche un solo turno o reparto, devi formare altri addetti. Tieni conto anche di assenze prevedibili: un solo addetto significa nessuna copertura quando è in ferie.

Su 123Formazione trovi i corsi per addetto antincendio nei livelli previsti dai decreti del 2021 e i relativi aggiornamenti periodici. Per approfondire puoi consultare le guide sui livelli antincendio 1-2-3, sui compiti dell’addetto antincendio, sulla nomina degli addetti alle emergenze e sulla differenza tra addetto antincendio e primo soccorso.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

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