- Categoria
- Sicurezza per professione
- Pubblicato
- 19 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 19 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 5 min (1018 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026
La mansione del fotografo e del videomaker
Il fotografo e il videomaker realizzano scatti e riprese in studio, in esterni, a eventi e in cantiere o stabilimento per servizi industriali, montando luci, cavalletti, americane, fari e attrezzature elettriche, spesso spostandosi di continuo tra location diverse. È un lavoro creativo e dinamico, in cui l’attenzione è concentrata sull’inquadratura e sul cliente: proprio questa concentrazione altrove fa abbassare la guardia sui rischi fisici dell’ambiente.
Questa guida è tagliata sulla persona che fa il fotografo o il videomaker, non sull’azienda: gli stessi rischi valgono per il professionista con studio, per il freelance che gira in esterna, per chi realizza video industriali e droni o lavora come operatore in una troupe. Per il D.Lgs. 81/08 il fotografo dipendente o collaboratore di una struttura è un lavoratore da formare e tutelare; chi opera in cantieri o ambienti di terzi rientra nella gestione delle interferenze e degli appalti. Per il lavoro al computer è utile la guida dedicata ai grafici e web designer.
Lavoro in quota: treppiedi alti, scale, americane e ponteggi
Per ottenere l’inquadratura giusta il fotografo e il videomaker salgono spesso in alto: scale, sgabelli, treppiedi altissimi, torri di luci e travi americane, balconi, tetti per le riprese panoramiche, ceste e piattaforme negli eventi. Ogni volta che il piano di lavoro o di appoggio supera una certa altezza si configura un lavoro in quota con rischio di caduta dall’alto, uno dei più gravi in assoluto. Salire su una sedia o su un parapetto per “un attimo” è una causa tipica di infortuni in questo mestiere.
La prevenzione richiede attrezzature adeguate e stabili: scale conformi e in buono stato, treppiedi e stativi zavorrati per non ribaltarsi (soprattutto in esterno con vento), strutture americane montate correttamente. Dove si lavora su quote significative o su strutture sopraelevate servono protezioni e, in funzione del rischio, DPI anticaduta con relativo addestramento. Negli ambienti di terzi (cantieri, palchi, capannoni) vanno rispettate le regole del committente e coordinate le attività con chi gestisce il luogo.
Rischio elettrico: luci, generatori e cablaggi sul set
Il set è un concentrato di elettricità: fari ad alta potenza, flash, batterie, generatori, prolunghe e ciabatte spesso tirate in fretta, talvolta in esterni o in ambienti umidi. Il rischio elettrico è elevato: sovraccarico delle linee, cavi danneggiati, collegamenti improvvisati, contatto con parti in tensione. I fari a incandescenza e i proiettori sviluppano inoltre calore intenso, con rischio di ustioni e di incendio se a contatto con materiali combustibili (tende, gelatine, fondali).
La prevenzione passa dall’uso di materiale elettrico a norma e integro, dal non sovraccaricare le linee, dal proteggere i cavi a pavimento (anche per evitare inciampi, rischio frequentissimo sul set) e dal tenere le fonti di calore lontane da materiali infiammabili. Gli interventi sugli impianti e i collegamenti di potenza spettano a personale formato sul rischio elettrico; le riparazioni di fortuna su cavi e prese sono da evitare. Una buona formazione sul rischio elettrico è centrale per chi monta e smonta set in autonomia.
Trasporto e movimentazione dell’attrezzatura
Il fotografo e il videomaker portano con sé borse, valigie rigide, treppiedi, stativi, casse di luci e generatori: carichi pesanti e ingombranti da caricare e scaricare dal mezzo, trasportare su scale e ascensori, montare e smontare più volte al giorno. La movimentazione manuale dei carichi mal eseguita, sotto la pressione dei tempi del set, è una causa comune di disturbi alla schiena e di strappi muscolari, oltre che di urti e schiacciamenti delle mani.
La prevenzione passa da carrelli e mezzi ausiliari per il trasporto, dal frazionare i carichi pesanti, dalle tecniche corrette di sollevamento e da una pianificazione che eviti di portare tutto a mano e di corsa. Anche le posture di ripresa — accovacciati, piegati, con la camera a spalla per ore — sollecitano collo, spalle e schiena, così come il lavoro di post-produzione al computer comporta i tipici rischi posturali del videoterminale.
Camera oscura, chimico e post-produzione al videoterminale
Chi sviluppa e stampa in pellicola lavora in camera oscura con prodotti chimici specifici: rivelatori, bagni d’arresto, fissaggi e viraggi contengono sostanze che possono irritare pelle, occhi e vie respiratorie e che vanno maneggiate in ambiente ventilato, con i DPI indicati e secondo le schede dati di sicurezza. La camera oscura, per definizione poco illuminata e spesso chiusa, richiede attenzione anche all’aerazione, allo smaltimento corretto dei reflui e all’ordine per muoversi in sicurezza al buio.
La gran parte del lavoro odierno è però digitale: selezione, editing, montaggio video e color correction al computer per molte ore. Chi usa il videoterminale per una parte significativa della giornata rientra, alle condizioni di legge, tra i lavoratori soggetti agli obblighi sull’uso dei videoterminali, con postazione ergonomica, pause e, dove previsto, sorveglianza sanitaria della vista. Per approfondire ergonomia e organizzazione del lavoro al computer è utile la guida per grafici e web designer.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Per chi fa il fotografo o il videomaker il piano formativo essenziale parte dalla formazione del lavoratore con il relativo aggiornamento, e si arricchisce in funzione del lavoro reale: formazione sul rischio elettrico per chi monta luci e set, formazione e addestramento per i lavori in quota dove si sale su strutture, scale e quote significative, formazione sulla movimentazione manuale dei carichi per il trasporto dell’attrezzatura e formazione sull’uso dei videoterminali per la post-produzione. Dove c’è camera oscura va gestito anche il rischio chimico.
Con 123Formazione puoi attivare questi corsi in aula, in videoconferenza o in e-learning per la parte generale, ottenendo attestati validi in tutta Italia, e tenere sotto controllo le scadenze. Ti aiutiamo a comporre un percorso modulare adatto a un lavoro mobile e variabile, dove i rischi cambiano da una location all’altra, dando priorità a elettrico, quota e trasporto.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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