- Categoria
- Sicurezza per professione
- Pubblicato
- 19 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 19 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 5 min (1024 parole)
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- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026
La mansione dell’addetto allo stoccaggio in celle frigorifere
L’addetto allo stoccaggio in celle frigorifere riceve, immagazzina, preleva e spedisce merce conservata a bassa temperatura: alimenti freschi, surgelati, prodotti farmaceutici da catena del freddo. Lavora dentro celle e magazzini refrigerati, dove la temperatura può essere di pochi gradi sopra lo zero o ben sotto, fino a temperature di surgelazione. Movimenta pallet e colli a mano e con carrelli elevatori, entrando e uscendo dalla cella più volte nel turno. È una variante della logistica di magazzino in cui il freddo aggiunge un rischio specifico e dominante.
Questa guida è tagliata sulla persona che lavora nello stoccaggio refrigerato, non sull’azienda. Vale per il dipendente di un magazzino del freddo, per l’addetto di una piattaforma logistica alimentare e per chi opera nelle celle di un’azienda di surgelati. Per il D.Lgs. 81/08 l’addetto è un lavoratore da formare, inserire nel documento di valutazione dei rischi e dotare dei DPI; l’azienda assume gli obblighi del datore di lavoro. Per il contesto sono utili le guide sulla sicurezza nella logistica e magazzino, sulla sicurezza nei surgelati e celle frigorifere e sulla sicurezza per magazzinieri e mulettisti.
Esposizione al freddo e microclima severo
Il freddo è il rischio che caratterizza questa mansione. L’esposizione prolungata a basse temperature provoca abbassamento della temperatura corporea, riduzione della sensibilità e della destrezza delle mani, e nei casi estremi ipotermia e congelamento. Il freddo rallenta i riflessi, aumenta il rischio di altri infortuni e affatica l’organismo. Lo sbalzo termico tra la cella sotto zero e gli ambienti esterni più caldi, ripetuto molte volte al giorno, è un’ulteriore sollecitazione per la salute.
La prevenzione passa dall’abbigliamento termico specifico (giacconi, guanti, copricapo, calzature isolanti), dalla limitazione dei tempi di permanenza continuativa in cella con turnazioni e pause in ambienti riscaldati, e da bevande calde a disposizione. La valutazione del microclima e delle temperature estreme deve definire tempi di esposizione e misure di tutela. Il medico competente valuta l’idoneità al lavoro al freddo nell’ambito della sorveglianza sanitaria, tenendo conto delle condizioni di salute del singolo.
Carrelli elevatori e movimentazione meccanizzata
Lo stoccaggio si basa sull’uso di carrelli elevatori, transpallet e commissionatori per movimentare i pallet tra le scaffalature alte. La guida del muletto in spazi stretti, in corsie condivise con pedoni e in una cella dove la visibilità può essere ridotta da brina e vapore comporta rischi di urto, investimento, ribaltamento del mezzo e caduta del carico dall’alto. Il freddo riduce inoltre la prontezza dell’operatore e può rendere meno reattivi i comandi e meno aderenti le ruote.
L’uso del carrello elevatore richiede l’abilitazione specifica prevista dall’Accordo Stato-Regioni, con il relativo aggiornamento. Vanno rispettate le regole di circolazione interna, i limiti di velocità, la separazione tra mezzi e pedoni, la stabilità dei carichi e i controlli pre-uso del mezzo. Le scaffalature alte vanno mantenute integre e i carichi disposti in modo stabile, perché la caduta di un pallet dall’alto è uno degli infortuni più gravi del magazzino.
Movimentazione manuale dei carichi e scivolamenti
Non tutto si muove con il muletto: l’addetto solleva e sposta a mano colli, casse e scatole, spesso fredde, bagnate di condensa e scivolose, in posizioni scomode tra le scaffalature. La movimentazione manuale dei carichi al freddo è più gravosa perché i muscoli sono meno pronti e i guanti riducono la presa. Ne derivano strappi, infortuni acuti e disturbi muscolo-scheletrici a schiena e spalle. La formazione sulla movimentazione manuale dei carichi e l’uso costante degli ausili meccanici sono le misure di prevenzione principali.
Il pavimento delle celle e delle aree di carico è frequentemente bagnato per la condensa e, dove le temperature lo consentono, può presentare formazioni di ghiaccio e brina: lo scivolamento e la caduta sono perciò rischi concreti, aggravati dall’ingombro dei carichi trasportati a mano. Servono calzature antiscivolo idonee, rimozione tempestiva di ghiaccio e acqua, segnalazione delle zone pericolose e attenzione nei punti di passaggio tra cella e zone esterne.
Rischi impiantistici, emergenze e DPI
Gli impianti di refrigerazione possono utilizzare fluidi frigorigeni (ad esempio ammoniaca o gas refrigeranti) che, in caso di perdita, comportano rischi di tossicità, asfissia o congelamento da contatto. Il lavoro in cella pone inoltre il problema dell’eventuale intrappolamento: porte che si chiudono, isolamento e basse temperature rendono critica la gestione delle emergenze. Sono necessari sistemi di apertura dall’interno, allarmi, procedure di emergenza note a tutti e la nomina e formazione degli addetti antincendio e primo soccorso.
Il corredo base dell’addetto comprende abbigliamento termico, guanti isolanti, calzature antiscivolo e antinfortunistiche e indumenti ad alta visibilità dove circolano i carrelli. Per il D.Lgs. 81/08 la base resta la formazione del lavoratore — formazione generale più formazione specifica sui rischi della mansione, con aggiornamento ogni cinque anni — completata prima di iniziare a lavorare, integrata dall’abilitazione per i carrelli elevatori e dalla formazione sui rischi specifici del freddo e degli impianti.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Per chi lavora nello stoccaggio in celle frigorifere il piano formativo essenziale comprende la formazione del lavoratore con il relativo aggiornamento, l’abilitazione all’uso dei carrelli elevatori con il suo aggiornamento periodico, la formazione sulla movimentazione manuale dei carichi e la nomina degli addetti antincendio e primo soccorso. Dove ci sono dipendenti, l’azienda deve curare la valutazione del microclima, la sorveglianza sanitaria e il percorso del datore di lavoro.
Con 123Formazione puoi attivare questi corsi in aula, in videoconferenza o in e-learning per la parte generale, ottenendo attestati validi in tutta Italia, e tenere sotto controllo le scadenze degli aggiornamenti. Possiamo aiutarti a comporre un percorso completo per il personale del magazzino del freddo, dall’addetto alle celle al carrellista, proporzionato ai rischi reali della logistica refrigerata.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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