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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Sicurezza per settore

Corsi di formazione obbligatoria per tecnici delle telecomunicazioni e installatori antenne

I tecnici delle telecomunicazioni sono soggetti a obblighi formativi specifici che dipendono dalle mansioni svolte: dal corso base di sicurezza con rischio alto (settore ATECO J), al corso lavori in quota per chi scala le torri, fino alla qualifica PES/PAV per chi lavora su impianti elettrici. Una mappa chiara degli adempimenti evita lacune e sanzioni.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 29 giugno 2026 · Tempo di lettura 7 min

Categoria
Sicurezza per settore
Pubblicato
29 giugno 2026
Ultimo aggiornamento
29 giugno 2026
Tempo di lettura
7 min (1342 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione
Riferimenti normativi
Normattiva – D.Lgs. 81/2008 art. 37 e art. 105 (formazione lavoratori e lavori in quota) · Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 (durata minima formazione per rischio) · Normattiva – DPR 177/2011 (spazi confinati)

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione

Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2026

Quadro normativo della formazione nel settore TLC

Il settore delle telecomunicazioni non dispone di un testo normativo autonomo in materia di formazione alla sicurezza, ma rientra nel perimetro del D.Lgs 81/08 come qualsiasi altro settore produttivo. La formazione obbligatoria si compone di più livelli che si sommano in base alla mansione svolta: una formazione di base valida per tutti i lavoratori, una formazione specifica legata ai rischi della mansione e abilitazioni tecniche per le attività particolari (lavori in quota, rischio elettrico, spazi confinati).

L’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 e il successivo Accordo del 22 febbraio 2012 hanno definito la durata minima dei percorsi formativi in funzione della classe di rischio del settore ATECO. Il settore J (Informazione e Comunicazione), in cui rientrano le attività di installazione e manutenzione di impianti TLC e antenne, è classificato a rischio alto: questo comporta una formazione specifica della mansione di 12 ore, da aggiungere alle 4 ore di formazione generale, per un totale di 16 ore minime. L’aggiornamento quinquennale è di 6 ore.

A questi adempimenti di base si affiancano le abilitazioni specifiche previste per le lavorazioni particolari effettuate dai tecnici TLC: corso per lavori in quota con addestramento DPI anticaduta (obbligatorio per chi scala torri o lavora su tetti a quota superiore a 2 metri), qualifica PES/PAV per il rischio elettrico (obbligatoria per chi interviene su impianti elettrici), e formazione DPR 177/2011 per chi entra in locali classificabili come spazi confinati. La combinazione di questi percorsi dipende dalla mansione specifica e deve essere valutata dal datore di lavoro nella predisposizione del piano formativo aziendale.

Corso sicurezza lavoratori rischio alto: 16 ore ATECO J

Il corso di sicurezza per lavoratori del settore J (ATECO Informazione e Comunicazione, rischio alto) è il percorso di base obbligatorio per tutti i tecnici TLC dipendenti o parasubordinati. Si articola in una parte generale di 4 ore e in una parte specifica di 12 ore, per un totale di 16 ore. La parte generale affronta i fondamenti del sistema di prevenzione aziendale, i diritti e i doveri dei lavoratori, gli organi di vigilanza e il sistema sanzionatorio. La parte specifica affronta i rischi connessi al settore: lavoro in quota, rischio elettrico, uso di attrezzature, movimentazione carichi, DPI, segnaletica, procedure di emergenza.

Il corso può essere erogato in aula, in modalità videoconferenza sincrona o in e-learning secondo i criteri dell’Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016 (che ha disciplinato la formazione a distanza nel settore della sicurezza). L’attestato rilasciato al termine del corso è valido su tutto il territorio nazionale e deve essere rinnovato con un aggiornamento di 6 ore entro 5 anni dalla data di rilascio. L’aggiornamento non è facoltativo: il suo mancato completamento nei termini espone il datore di lavoro a sanzioni ai sensi dell’art. 55 D.Lgs 81/08.

Il datore di lavoro è tenuto a conservare la documentazione della formazione ricevuta da ciascun lavoratore (attestati, fogli firma, registro formazione) e a tenerla a disposizione degli organi di vigilanza in caso di ispezione. La mancata formazione dei lavoratori, oltre alla sanzione diretta, può aggravare la posizione del datore di lavoro in caso di infortunio, poiché configura una responsabilità per omessa organizzazione della prevenzione.

Corso lavori in quota e uso dei DPI anticaduta

Per i tecnici TLC che svolgono attività su torri, tralicci, pali d’antenna, tetti e superfici elevate a quota superiore a 2 metri rispetto a un piano stabile, il corso lavori in quota è obbligatorio ex art. 105 D.Lgs 81/08. Il corso fornisce le conoscenze necessarie per valutare i rischi specifici di ogni tipo di struttura, scegliere i sistemi anticaduta appropriati e utilizzarli correttamente.

L’addestramento pratico all’uso dei DPI anticaduta è una componente imprescindibile del percorso: l’art. 77 comma 5 del D.Lgs 81/08 prescrive un addestramento specifico per i DPI di terza categoria, che comprende la vestizione corretta dell’imbracatura (EN 361), l’ispezione pre-uso dei dispositivi, le tecniche di posizionamento e di arresto della caduta, la gestione della sospensione inerte (prevenzione della sindrome da impiccagione) e le procedure di recupero. L’addestramento deve essere documentato e periodicamente ripetuto, specialmente in caso di cambio dei DPI o di nuove tipologie di strutture su cui operare.

Il corso prevede normalmente anche una sezione dedicata alla pianificazione del lavoro in quota: redazione del piano di lavoro, compilazione del permesso di lavoro (PTW), verifica delle condizioni meteorologiche (vento, ghiaccio, visibilità) che rendono impossibile o pericoloso il lavoro in quota, e coordinamento con il personale a terra. Questi elementi organizzativi sono altrettanto importanti delle competenze tecniche sull’uso dei DPI.

Corso rischio elettrico: qualifica PES e PAV

I tecnici TLC che intervengono sugli impianti elettrici di centrali, stazioni radio base e cabine di alimentazione devono essere qualificati secondo la Norma CEI 11-27. La qualifica PES (Persona Esperta in Sicurezza) abilita il lavoratore a dirigere i lavori elettrici e a operare in autonomia su impianti fuori tensione e, se abilitato PEI, anche in tensione. La qualifica PAV (Persona Avvertita in Sicurezza) consente di eseguire i lavori elettrici sotto la direzione di un PES.

La qualifica PES/PAV non si consegue attraverso un singolo corso, ma attraverso un percorso che combina formazione teorica, addestramento pratico e valutazione dell’esperienza maturata. La norma CEI 11-27 richiede che il datore di lavoro attesti formalmente la qualifica per iscritto, specificando le tipologie di impianti per cui il lavoratore è abilitato e le eventuali limitazioni. Il corso di rischio elettrico fornisce le basi teoriche (principi di sicurezza elettrica, normativa, analisi del rischio, procedure di lavoro sotto e fuori tensione), che il datore di lavoro integra con la valutazione dell’esperienza del lavoratore per procedere alla nomina formale.

L’aggiornamento della qualifica PES/PAV deve avvenire in caso di variazioni significative degli impianti su cui si opera, di modifiche normative rilevanti, o quando il lavoratore non ha lavorato su impianti elettrici per un periodo prolungato. Non esiste una periodicità fissa di aggiornamento stabilita per legge, ma le buone pratiche del settore prevedono una verifica almeno quinquennale delle competenze, allineata all’aggiornamento degli attestati di sicurezza generale.

Aggiornamento formativo e RENF: il registro delle qualifiche

La gestione degli aggiornamenti formativi per i tecnici TLC richiede un sistema organizzato di monitoraggio delle scadenze. Un’azienda con anche solo 5-10 tecnici che operano su torri e centrali ha in genere da gestire: l’aggiornamento quinquennale del corso sicurezza (6 ore), il rinnovo dell’addestramento DPI anticaduta, la verifica periodica della qualifica PES/PAV, e la formazione per spazi confinati se applicabile. Ogni scadenza non rispettata configura una violazione del D.Lgs 81/08 con le relative conseguenze sanzionatorie.

Il RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) dell’azienda TLC o il consulente esterno ha il compito di costruire e aggiornare il piano di formazione aziendale, che deve essere incluso nel DVR o in un documento allegato. Il piano deve indicare per ogni lavoratore: i corsi già effettuati con le relative date e scadenze, i corsi in programma, e le eventuali abilitazioni specifiche possedute. Questo registro delle qualifiche (RENF nella prassi aziendale) è anche uno strumento commerciale: molti committenti nel settore TLC richiedono la certificazione delle qualifiche del personale prima di assegnare i lavori.

Con 123Formazione puoi pianificare i percorsi formativi per il personale TLC in modo integrato: dal corso base di sicurezza al corso lavori in quota, dalla formazione per il rischio elettrico agli aggiornamenti periodici. I nostri corsi sono erogabili in aula, in videoconferenza sincrona o in e-learning, con attestati validi in tutta Italia. Contattaci per costruire insieme il piano formativo della tua azienda del settore telecomunicazioni.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Lavori in Quota — Domande Frequenti

Riferimenti normativi

Fonti

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