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Antincendio e primo soccorso

Antincendio nelle attività commerciali (ATECO G): GDO, centri commerciali e fulfillment e-commerce

Nel settore commerciale (ATECO G) la combinazione di elevato affollamento, alto carico d’incendio e presenza di pubblico non formato genera sfide specifiche: dalla classificazione del rischio alla gestione dell’evacuazione dei clienti.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 20 giugno 2026 · Tempo di lettura 5 min

Categoria
Antincendio e primo soccorso
Pubblicato
1 luglio 2025
Ultimo aggiornamento
20 giugno 2026
Tempo di lettura
5 min (1033 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione
Riferimenti normativi
Normattiva – D.M. 3 agosto 2015 Codice di prevenzione incendi

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione

Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2026

ATECO G e valutazione del rischio incendio

La sezione ATECO G comprende il commercio all’ingrosso e al dettaglio, nonché la riparazione di autoveicoli e motocicli. Si tratta di un comparto estremamente eterogeneo: da piccoli negozi di quartiere a grandi superfici di vendita, da concessionarie auto a imponenti magazzini logistici. La valutazione del rischio incendio non dipende dal codice ATECO in sé, ma dalle caratteristiche concrete dell’attività: superficie netta di vendita o deposito, carico di incendio (quantità e tipo di merci stoccate), numero di presenti contemporanei, compartimentazione, percorsi di esodo e dotazione impiantistica.

In base ai criteri del D.M. 03/09/2021 («Decreto Criteri generali») e del Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 03/08/2015, aggiornato con D.M. 25/01/2019 e successive modifiche), le grandi superfici di vendita con affollamento elevato e carico d’incendio significativo ricadono tipicamente nel livello 3 di rischio incendio, con obbligo di formare gli addetti antincendio con il corso di 16 ore e prova pratica inclusa. Attività commerciali di piccole dimensioni, con limitata presenza di personale e pubblico e basso carico d’incendio, possono invece ricadere nel livello 1.

Grandi magazzini e centri commerciali: specificità del rischio

I grandi magazzini (superfici di vendita superiori a 1.500 m² al piano o 2.500 m² in totale) e i centri commerciali sono soggetti alla Regola Tecnica Verticale RTV S.6 del Codice di Prevenzione Incendi e, per quelli realizzati prima dell’adozione del Codice, alle disposizioni del D.M. 27/07/2010. Il rischio incendio è classificato elevato (livello 3) in ragione dell’affollamento elevato, del carico di incendio distribuito tra gli scaffali, della compresenza di persone non formate alle procedure di emergenza (il pubblico acquirente) e della complessità dei percorsi di esodo in strutture a più livelli.

Nei centri commerciali la gestione della sicurezza antincendio si articola su due livelli: il gestore del centro risponde delle parti comuni (gallerie, aree di servizio, parcheggi coperti) e deve designare una propria squadra di emergenza; i singoli esercenti rispondono delle proprie unità commerciali e devono avere addetti antincendio formati al livello adeguato, coordinandosi con le procedure del gestore. Le prove di evacuazione periodiche (almeno annuali per le strutture soggette al D.P.R. 151/2011) devono coinvolgere entrambe le componenti e devono essere verbalizzate.

E-commerce fulfillment center: criticità specifiche

I fulfillment center per il commercio elettronico rappresentano una realtà relativamente recente nel panorama industriale italiano, già oggetto di attenzione da parte dei Vigili del Fuoco per le caratteristiche di rischio peculiari. Si tratta di magazzini automatizzati di grandi dimensioni (superfici spesso superiori a 10.000 m²) con scaffalature ad alto stoccaggio, sistemi di trasporto automatizzati (nastri, shuttle, robot), alta densità di prodotti in materiale plastico o con imballaggi in cartone e presenza contemporanea di centinaia di operatori in turni h24.

La classificazione del rischio incendio di un fulfillment center è quasi invariabilmente di livello 3, con attivazione degli obblighi più stringenti: squadra di emergenza numericamente adeguata ai turni, sistema di rilevazione incendio certificato EN 54, impianti sprinkler progettati per il tipo di stoccaggio (inclusi sprinkler in-rack per scaffalature con altezza superiore a 5,5 m), piani di evacuazione aggiornati e testati con cadenza almeno semestrale data la forte variabilità del personale (stagionale, in somministrazione). La notevole automazione non riduce il rischio: il malfunzionamento di un sistema di trasporto può generare surriscaldamenti locali o ostruire le vie di esodo previste.

Impianti sprinkler nelle superfici commerciali

L’impianto sprinkler è uno dei più efficaci sistemi di protezione attiva incendio: consente di controllare o estinguere un incendio nelle fasi iniziali, prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco. Nelle superfici commerciali soggette al Codice di Prevenzione Incendi, l’obbligo di dotazione dipende dal profilo di rischio definito in sede di progettazione antincendio: la soluzione prescrittiva del Codice, per i livelli di prestazione più elevati, prevede la presenza di un impianto automatico di soppressione conforme alla norma UNI EN 12845 (Installazioni fisse antincendio – Sistemi sprinkler automatici).

La norma UNI EN 12845 classifica i rischi in categorie (Rischio Extra Pericolo EP I ed EP II per magazzini con merci ad alta infiammabilità) e fissa la densità di applicazione dell’acqua, l’area di operatività e i requisiti dell’alimentazione idrica. Per i fulfillment center con scaffalature ad alto stoccaggio è frequentemente necessario affiancare agli sprinkler a soffitto dei sistemi in-rack, in conformità all’appendice della UNI EN 12845 o alle linee guida NFPA 13. La manutenzione dell’impianto deve rispettare la cadenza semestrale delle verifiche idrauliche e quella annuale del collaudo completo.

Piano di evacuazione dei clienti e gestione dell’affollamento

La presenza di pubblico non formato alle procedure di emergenza impone al datore di lavoro e al gestore del sito commerciale di predisporre un piano di evacuazione specifico per i clienti, distinto dal piano per il personale. L’art. 43, comma 1, del D.Lgs. 81/08 e l’Allegato II del D.M. 02/09/2021 prevedono che il PEE (Piano di Emergenza ed Evacuazione) tenga conto delle persone presenti che non conoscono i luoghi. Nelle grandi superfici di vendita ciò si traduce in: segnaletica di emergenza conforme alla norma UNI EN ISO 7010 in posizioni idonee; sistema di diffusione sonora per le comunicazioni di emergenza; addetti alla guida dell’evacuazione (floor warden) distribuiti nelle aree di vendita durante gli orari di apertura; procedure specifiche per persone con disabilità motoria o sensoriale.

La gestione dell’affollamento in caso di emergenza è uno dei fattori critici nei centri commerciali di grande superficie: la contemporanea uscita di migliaia di persone verso le uscite di sicurezza richiede un calcolo accurato della capacità di deflusso, verificato in sede di progettazione antincendio e in occasione delle prove periodiche. Il calcolo delle vie di esodo fa riferimento all’indice di affollamento previsto dalla RTV S.6 del Codice di Prevenzione Incendi e ai valori di larghezza minima dei percorsi fissati nel punto S.4 dello stesso Codice.

Domande frequenti

Chi deve fare il corso antincendio?

Tutti i lavoratori designati come addetti alla prevenzione incendi e gestione delle emergenze devono seguire la formazione antincendio ai sensi del D.Lgs 81/08 e del D.M. 02/09/2021. Il numero di addetti dipende dalla dimensione e dal tipo di attività.

Quali sono i livelli del corso antincendio?

Con il D.M. 02/09/2021 sono stati ridefiniti tre livelli: Livello 1 (4 ore) per attività a rischio basso, Livello 2 (8 ore) per attività a rischio medio, Livello 3 (16 ore) per attività a rischio elevato. Ogni livello prevede una parte teorica e una pratica con esercitazioni.

Ogni quanto si rinnova il corso antincendio?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni. La durata dell’aggiornamento varia per livello: 2 ore per Livello 1, 5 ore per Livello 2, 8 ore per Livello 3. In caso di cambio di mansione o di variazione del rischio, è necessario ripetere la formazione.

Il corso antincendio può essere fatto online?

La parte teorica del corso antincendio può essere svolta in e-learning. La parte pratica (esercitazioni con estintori, evacuazione) deve essere svolta obbligatoriamente in presenza presso strutture attrezzate.

Come si calcola il livello di rischio incendio di un’attività: basso, medio o alto?

Il D.M. 02/09/2021 stabilisce i criteri di classificazione del rischio incendio in funzione di tre variabili principali: la tipologia dell’attività (es. uffici, depositi, attività produttive), il numero di lavoratori e di persone presenti, e la presenza e quantità di materiali combustibili o infiammabili. A titolo esemplificativo, un ufficio con meno di 10 persone e carico d’incendio ridotto ricade tipicamente nel rischio basso (Livello 1, 4 ore); un’attività commerciale di medie dimensioni o un’officina con quantità moderate di sostanze infiammabili rientra nel rischio medio (Livello 2, 8 ore); depositi di materiale combustibile, attività con sostanze infiammabili in grandi quantità o strutture con elevato affollamento sono classificate a rischio elevato (Livello 3, 16 ore). Per le attività soggette al controllo del Comando dei Vigili del Fuoco (D.P.R. 151/2011), la classificazione emerge dall’allegato al decreto.

Il certificato del corso antincendio da 8 ore (ex rischio medio) scade?

L’attestato del corso antincendio di Livello 2 (8 ore, attività a rischio medio ai sensi del D.M. 02/09/2021) non scade di per sé, ma l’addetto alla prevenzione incendi è obbligato a seguire l’aggiornamento periodico ogni 5 anni (art. 5 D.M. 02/09/2021), della durata di 5 ore per il Livello 2. La mancata effettuazione dell’aggiornamento entro la scadenza rende la posizione formativa non regolare, anche se l’attestato originale non porta una data di scadenza stampata. In caso di cambio di attività o variazione del livello di rischio dell’impresa, è necessario frequentare il corso del livello adeguato alla nuova classificazione.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Antincendio — Domande Frequenti sulla Formazione · Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

Riferimenti normativi

Fonti

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