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Categoria: Rischi

Rischio Radon

Rischio da esposizione al gas radon nei luoghi di lavoro

Rischio Radon
Rischio da inalazione del radon (Rn-222), gas radioattivo naturale che si accumula negli ambienti seminterrati e nei luoghi di lavoro con scarsa ventilazione, disciplinato dal D.Lgs 101/2020.

Il radon (Rn-222) è un gas radioattivo naturale inodore e incolore, prodotto dal decadimento dell'uranio-238 presente nel terreno e nelle rocce. Tende ad accumularsi negli spazi chiusi a contatto con il suolo (piani seminterrati, cantine, grotte, terme, miniere, uffici al piano interrato) dove la ventilazione è insufficiente a diluirlo. È classificato come cancerogeno del gruppo 1 dalla IARC ed è la seconda causa di carcinoma polmonare dopo il tabacco, con cui esercita un effetto sinergico moltiplicativo.

Il D.Lgs 101/2020 (che recepisce la Direttiva 2013/59/Euratom sulla protezione dalle radiazioni ionizzanti) ha introdotto per la prima volta in Italia obblighi specifici per i luoghi di lavoro. Il livello di riferimento è fissato a 300 Bq/m³ come media annua della concentrazione di attività di radon nell'aria. Quando questo livello è superato, il datore di lavoro è tenuto ad adottare misure di risanamento e a sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria. Il Piano Nazionale Radon (PNR) identifica le aree geografiche a maggiore rischio (regioni con substrato granitico o vulcanico).

La misurazione del radon si effettua con dosimetri passivi a tracce nucleari (rivelatori CR-39 o LR-115) posizionati negli ambienti di lavoro per almeno 90 giorni consecutivi nel periodo ottobre-aprile (periodo di chiusura degli edifici). In alternativa si utilizzano strumenti di misura attivi (elettreti, rivelatori a ionizzazione). La misura deve essere eseguita da laboratori accreditati secondo la norma ISO/IEC 17025.

Le misure di risanamento si distinguono in tecniche preventive (per edifici nuovi: barriere al vapore, vespaio ventilato, materiali edili a bassa emanazione) e tecniche correttive per edifici esistenti: ventilazione meccanica controllata, depressurizzazione del vespaio o del suolo con aspirazione attiva al di sotto del pavimento, sigillatura delle vie di ingresso. La sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti a concentrazioni superiori al livello di riferimento comprende la valutazione della dose efficace annua e visite mediche periodiche.

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