Vai al contenuto principaleVai al contenuto principale
Vuoi diventare Ambassador?CLICCA QUI
123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Strumento tecnico gratuito

Calcolatore carico d'incendio specifico Qf — DM 03/08/2015

Calcola il carico d'incendio specifico Qf (MJ/m²) per compartimentazione antincendio e classificazione del rischio. Formula CNVVF, DM 03/08/2015 Norme Tecniche di Prevenzione Incendi. Per RSPP, professionisti antincendio e tecnici della prevenzione.

In sintesi (TL;DR)

Formula:
Qf = Σ(Hi × Mi × ψi) / A — somma di energia / area (MJ/m²).
Fonti:
D.M. 03/08/2015 (Codice PI), Circolare CNVVF n. 4/2002, EN 1991-1-2.
Categorie:
0 (basso) → 5 (molto elevato), da 0 a ≥ 1200 MJ/m².
Affidabilità:
Indicativo. Perizia ufficiale firmata da professionista abilitato.

Il carico d'incendio nel quadro normativo italiano

La prevenzione incendi in Italia è disciplinata dal D.M. 03/08/2015 (Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi — Codice di Prevenzione Incendi), che ha introdotto un approccio ingegneristico alla valutazione del rischio basato su scenari d'incendio e prestazioni attese. Il carico d'incendio specifico Qf (MJ/m²) è il parametro di riferimento per classificare i compartimenti antincendio e dimensionare le misure di protezione attiva e passiva (resistenza al fuoco REI, vie di esodo, sistemi di controllo fumi).

La metodologia di calcolo del Qf affonda le radici nella Circolare n. 4/2002 del CNVVF (Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco), che ha introdotto tabelle di Hi e ψi per i materiali più comuni e le procedure di censimento delle sostanze combustibili nei compartimenti. L' EN 1991-1-2 (Eurocodice 1 — Parte 1-2) fornisce ulteriori valori tabulati del carico d'incendio di progetto per diverse tipologie di occupancy (uffici, magazzini, ospedali, scuole).

Il D.Lgs 81/08, all'art. 46, rimanda alla normativa antincendio specifica per le attività produttive. Il D.P.R. 151/2011 stabilisce le attività soggette a Controllo di Prevenzione Incendi (CPI) da parte dei Vigili del Fuoco, suddivise in tre categorie di rischio. Per le attività di categoria B e C è obbligatorio il progetto firmato da un professionista antincendio abilitato iscritto all'elenco del Ministero dell'Interno. Il calcolo del Qf è parte integrante di tale progetto.

Calcolatore carico d'incendio specifico Qf

Formula DM 03/08/2015 — CNVVF: Qf = Σ(Hi × Mi × ψi) / A

0.80

Carico d'incendio specifico

70.0 MJ/m²

Categoria 0

Rischio basso — Qf < 200 MJ/m²

Energia totale: 7000 MJ

Classificazione DM 03/08/2015

Categoria 00200 MJ/m²
Categoria 1200400 MJ/m²
Categoria 2400600 MJ/m²
Categoria 3600900 MJ/m²
Categoria 49001200 MJ/m²
Categoria 51200≥ 1200 MJ/m²
Avvertenza. Il risultato è indicativo e a scopo didattico. Per la valutazione ufficiale ai sensi del D.M. 03/08/2015 consultare un professionista antincendio abilitato iscritto all'elenco del Ministero dell'Interno.

Formula e parametri

Qf = Σ(Hi × Mi × ψi) / A

Qf
Carico d'incendio specifico (MJ/m²) — parametro classificatorio
Hi
Potere calorifico inferiore del materiale (MJ/kg) — valore tabulato o da ISO 1716
Mi
Massa del materiale combustibile (kg) — da inventario di compartimento
ψi
Fattore di partecipazione alla combustione (0–1) — da Circ. CNVVF n. 4/2002
A
Superficie lorda del compartimento antincendio (m²)

Poteri calorinferiori Hi e fattori ψi dei materiali comuni

MaterialeHi (MJ/kg)ψiNote
Legno17,50,80Varia con umidità (8–20%)
Carta/Cartone16,71,00Combustione completa
Poliestere / PET23,80,90Imballaggi, tessuti sintetici
Polietilene (PE)46,40,90Sacchetti, contenitori
Polistirene (PS)41,90,90Pannelli EPS/XPS, imballaggi
PVC22,10,60Scarsa partecipazione, rilascia HCl
Tessuti naturali20,00,80Cotone, lana, lino
Gomma32,60,90Pneumatici, guarnizioni
Benzina/Solventi43,71,00Liquidi infiammabili classe A
Olio lubrificante40,20,90Oli minerali e sintetici

Fonte: Circolare CNVVF n. 4/2002, EN 1991-1-2 Tab. E.4, D.M. 03/08/2015. Valori indicativi — per materiali speciali richiedere scheda SDS o analisi calorimetrica.

Normativa di riferimento

NormaContenuto rilevante
D.M. 03/08/2015 (Codice PI)Norme Tecniche di Prevenzione Incendi — classificazione compartimenti, approccio ingegneristico, scenari d'incendio.
Circolare CNVVF n. 4/2002Linee guida ingegneria antincendio: tabelle Hi e ψi, procedura calcolo Qf, categorie 0–5.
D.Lgs 81/08 art. 46 + Titolo IObbligo valutazione rischio incendio nel DVR e misure di prevenzione/protezione in azienda.
D.P.R. 151/2011Attività soggette a CPI — categorie A, B, C e procedure di controllo VVF.
EN 1991-1-2 (Eurocodice 1)Azioni sulle strutture in caso d'incendio — carichi termici di progetto per tipologia di occupancy.
ISO 1716Determinazione del potere calorifico dei prodotti da costruzione — metodo calorimetro a bomba.

Approfondisci

Domande frequenti

Cos’è il carico d’incendio specifico e perché si calcola?+

Il carico d’incendio specifico Qf (MJ/m²) esprime l’energia termica potenzialmente rilasciabile per unità di superficie di un compartimento in caso di incendio. Si calcola per classificare il rischio incendio del compartimento, dimensionare le misure di compartimentazione (REI delle strutture), progettare i sistemi di controllo fumi e scegliere i presidi antincendio adeguati. Il D.M. 03/08/2015 “Norme Tecniche di Prevenzione Incendi” lo usa come parametro fondamentale per l’approccio ingegneristico.

Come si calcola il Qf?+

La formula è Qf = Σ(Hi × Mi × ψi) / A, dove Hi è il potere calorifico inferiore del materiale (MJ/kg), Mi la sua massa (kg), ψi il fattore di partecipazione alla combustione (0–1, adimensionale) e A la superficie lorda del compartimento (m²). Si somma il contributo di tutti i materiali combustibili presenti nel compartimento (strutture, arredi, merci, imballaggi). Materiali non combustibili (ψi = 0) non contribuiscono al Qf.

Cosa sono le categorie di rischio incendio?+

Il D.M. 03/08/2015 e le circolari CNVVF classificano i compartimenti in categorie da 0 a 5 in base al Qf: Categoria 0 (Qf < 200 MJ/m², rischio basso), Categoria 1 (200–400), Categoria 2 (400–600), Categoria 3 (600–900), Categoria 4 (900–1200), Categoria 5 (Qf ≥ 1200 MJ/m², rischio molto elevato). All’aumentare della categoria crescono i requisiti di resistenza al fuoco delle strutture (REI), la compartimentazione e le dotazioni di sicurezza.

Qual è il riferimento normativo per il carico d’incendio?+

Il riferimento principale è il D.M. 03/08/2015 (Norme Tecniche di Prevenzione Incendi — NTC), che costituisce il Codice di Prevenzione Incendi. La metodologia di calcolo del Qf discende dalla Circolare n. 4/2002 del CNVVF (“Linie guida per la valutazione della sicurezza antincendio”). Il D.Lgs 81/08 all’art. 46 demanda la disciplina antincendio al D.P.R. 151/2011 e ai decreti tecnici del Ministero dell’Interno. La ISO/IEC 13943 fornisce le definizioni di base.

Cos’è il fattore di partecipazione alla combustione (ψi)?+

ψi è un coefficiente adimensionale compreso tra 0 e 1 che stima la frazione del potere calorifico effettivamente disponibile in caso d’incendio, tenendo conto delle condizioni reali di combustione, del contenuto di umidità e della configurazione del materiale. Ad esempio legno (ψ = 0,8), carta (ψ = 1,0), PVC (ψ = 0,6 a causa della scarsa combustibilità e del rilascio di HCl). Valori tabulati sono forniti dalla Circolare CNVVF n. 4/2002 e dall’Eurocodice 1 parte 1-2 (EN 1991-1-2).

Come si misura il potere calorifico inferiore Hi dei materiali?+

Hi si misura in laboratorio con calorimetro a bomba (ISO 1716) ed è espresso in MJ/kg. Per i materiali da costruzione e i prodotti di largo consumo esistono banche dati normalizzate (EN 1991-1-2, Circolare CNVVF n. 4/2002, pubblicazioni NIST). Il “inferiore” indica che non si tiene conto del calore di condensazione del vapore acqueo prodotto dalla combustione, mentre il potere calorifico superiore (PCS) lo include. Nella prevenzione incendi si usa sempre Hi.

Chi deve fare la valutazione del rischio incendio in azienda?+

Ai sensi del D.Lgs 81/08 (art. 28 e art. 46) e del D.M. 03/08/2015, la valutazione del rischio incendio è a carico del datore di lavoro, che la inserisce nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Per le attività soggette a Controllo di Prevenzione Incendi (D.P.R. 151/2011), il progetto antincendio deve essere firmato da un professionista iscritto all’elenco del Ministero dell’Interno (ingegnere, architetto, geometra abilitato). L’RSPP collabora alla valutazione e al piano di emergenza.

Qual è la differenza tra carico d’incendio e rischio incendio?+

Il carico d’incendio (Qf) è una grandezza fisica che quantifica l’energia termica disponibile per unità di superficie: è un dato oggettivo misurabile. Il rischio incendio è invece un concetto più ampio che combina Qf con la probabilità di innesco (sorgenti d’accensione, processi pericolosi), le caratteristiche del compartimento (geometria, aperture, sistemi automatici) e le conseguenze attese (vite umane, beni, ambiente). Il Qf è uno dei parametri fondamentali della valutazione del rischio incendio, ma non l’unico.

Avvertenza. Strumento informativo basato su D.M. 03/08/2015 e Circolare CNVVF n. 4/2002, a scopo didattico e di pre-screening. Non sostituisce la perizia tecnica firmata da un professionista antincendio abilitato. Per le attività soggette a Controllo di Prevenzione Incendi (D.P.R. 151/2011 cat. B e C) il progetto deve essere presentato ai Vigili del Fuoco. 123Formazione non assume responsabilità per decisioni operative basate sui risultati di questo calcolatore.