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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance

Sicurezza sul lavoro per il pizzaiolo: rischi, DPI, formazione obbligatoria e HACCP

Il pizzaiolo lavora in ambiente caldo, con rischi da ustione, movimentazione ripetuta degli impasti e rischio gas per forni a legna o metano. L'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 classifica il comparto ristorazione (ATECO I56.10) a rischio medio con obbligo di 12 ore di formazione lavoratori (4 generale + 8 specifica), oltre a HACCP, antincendio livello 2 e primo soccorso. La presenza di forni a gas GPL o metano richiede la valutazione del rischio ATEX ai sensi del D.Lgs 81/08 Titolo XI e della Dir. 1999/92/CE (ATEX Luoghi di Lavoro).

Dati chiave

Livello rischio
medio
ATECO tipici
I56.10 — Ristoranti e attività di ristorazione mobile (pizzerie tradizionali, pizzerie al taglio), C10.72 — Produzione di fette biscottate, biscotti; produzione di prodotti di pasticceria conservati (pizza artigianale confezionata), G47.24 — Commercio al dettaglio di pane, torte, dolciumi e confetteria (pizza al taglio da asporto)
Corsi obbligatori
6
Costo annuo indicativo
€ 180 – € 350 per addetto (formazione iniziale completa: sicurezza, HACCP, antincendio, primo soccorso)

Corsi obbligatori

CorsoDurataRiferimento normativo
Formazione generale lavoratori4 oreAccordo Stato-Regioni 21/12/2011 — Allegato A
Formazione specifica rischio medio8 oreAccordo Stato-Regioni 21/12/2011 — Allegato A
Aggiornamento lavoratori6 ore ogni 5 anniAccordo Stato-Regioni 21/12/2011 — punto 9
HACCP per addetti che manipolano alimenti6–12 ore (DGR regionale)Reg. CE 852/2004 + delibera regionale di recepimento
Antincendio livello 2 (forni a gas o a legna)8 ore + prova praticaDM 02/09/2021 — Allegato III
Primo soccorso gruppo B12 ore + aggiornamento 4 ore ogni 3 anniDM 388/2003

Rischi specifici

  • Ustioni da forno (temperature >300 °C forno a legna, >400 °C forno elettrico rotante): rischio da calore radiante e contatto con superfici incandescenti
  • Rischio ATEX per bombole gas metano/GPL nei forni a gas (D.Lgs 81/08 Titolo XI artt. 287-297, Dir. 1999/92/CE — ATEX luoghi di lavoro)
  • Movimentazione manuale carichi (MMC): sacchi farina da 25 kg, vasche impasto (Titolo VI D.Lgs 81/08 artt. 167-171)
  • Scivolamento su pavimenti bagnati o con condensa da vapore acqueo (art. 64 D.Lgs 81/08 — requisiti luoghi di lavoro)
  • Rumore da impastatrici a spirale o a forcella: potenziale superamento degli 80 dB(A) (Titolo VIII Capo II D.Lgs 81/08)
  • Rischio biologico minore da manipolazione alimenti: lievito, farine biologiche allergizzanti, HACCP Reg. CE 852/2004
  • Stress termico per lavoro prolungato in prossimità del forno (valutazione WBGT/ISO 7243, Titolo VIII D.Lgs 81/08)
  • Fumi di combustione da forno a legna: CO e IPA classificati agenti chimici pericolosi (Allegato XXXVIII D.Lgs 81/08)

DPI obbligatori

  • Guanti anti-ustione EN 407 (livello minimo contatto: 4, calore convettivo: 3) per maneggio teglie, pala e bocca del forno
  • Guanti antitaglio EN 388 per porzionatura impasto, uso coltello e rotella tagliapizza
  • Scarpe antiscivolo e antischiacciamento EN ISO 20345 S1P o S3 (suola oleorepellente, puntale)
  • Grembiule in cotone pesante o tessuto EN ISO 11612 resistente alla fiamma e al calore
  • Cuffia o copricapo per protezione igienica HACCP e per protezione dei capelli dalla fiamma
  • Mascherina FFP1 o aspirazione localizzata nei forni a legna per ridurre l'esposizione a CO e IPA

Sorveglianza sanitaria

  • Visita medica preventiva all'assunzione per idoneità alla mansione (art. 41 D.Lgs 81/08)
  • Visita periodica annuale per esposizione a microclima caldo-secco (stress termico) e per MMC
  • Monitoraggio biologico per esposizione a IPA nei forni a legna (1-idrossipirene urinario) se la valutazione supera i valori di riferimento (Allegato XXXVIII D.Lgs 81/08)
  • Valutazione audiometrica se l'esposizione al rumore supera gli 80 dB(A) Lex,8h (Titolo VIII Capo II D.Lgs 81/08)
  • Idoneità specifica per lavoro notturno ove applicabile (D.Lgs 66/2003 art. 14)

Approfondimenti

Profilo di rischio del pizzaiolo secondo il D.Lgs 81/08

Il pizzaiolo è il lavoratore addetto alla preparazione dell'impasto, alla stesura e alla cottura della pizza in ambienti professionali — pizzerie tradizionali, pizzerie al taglio, ristoranti con forno, laboratori artigianali e strutture di ristorazione collettiva. Il comparto ristorazione (ATECO I56.10) è classificato a rischio medio dall'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 (Rep. 221/CSR): i lavoratori devono completare 12 ore di formazione obbligatoria in materia di sicurezza (4 ore modulo generale + 8 ore modulo specifico rischio medio), con aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni. Questa formazione è distinta e aggiuntiva rispetto all'HACCP, all'antincendio e al primo soccorso.

La stazione di lavoro del pizzaiolo concentra una densità di rischi raramente riscontrabile in altri settori della ristorazione: l'ambiente termico severo caldo (microclima con temperatura operativa frequentemente superiore a 28-30 °C in estate), il rischio da fiamma libera e superfici roventi del forno, il rischio chimico da fumi di combustione e detergenti, il rischio ergonomico da movimentazione manuale di sacchi di farina e impasti, e il rischio da attrezzature rumorose come le impastatrici. Il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) deve analizzare ciascuno di questi fattori con misurazioni ambientali e strumentali quando necessario, ai sensi dell'art. 28 D.Lgs 81/08.

Rischio ustione e rischio ATEX nei forni a gas e a legna

Il forno a legna per pizza napoletana raggiunge temperature di 400–500 °C nella volta e di 350–430 °C sul piano di cottura in pietra refrattaria. Il forno a gas rotante (tipo Marana Forni o equivalenti) opera tipicamente tra 300 e 380 °C. In entrambi i casi, l'esposizione a calore radiante è intensa e il rischio di ustione da contatto — con la bocca del forno, la pala, le teglie e il piano di cottura — è elevato. I guanti anti-ustione certificati EN 407 sono DPI di III categoria ai sensi dell'art. 76 D.Lgs 81/08 e devono essere forniti gratuitamente dal datore di lavoro (art. 77). La formazione all'uso corretto dei DPI è obbligatoria (art. 77 comma 5). I forni a legna producono inoltre fumi contenenti monossido di carbonio (CO) e idrocarburi policiclici aromatici (IPA), classificati come agenti chimici pericolosi dall'Allegato XXXVIII del D.Lgs 81/08: in locali chiusi con ventilazione insufficiente, le concentrazioni di CO possono raggiungere livelli pericolosi (soglia di allarme: 35 ppm TWA secondo TLV-ACGIH).

I forni a gas — alimentati a metano (CH4) da rete urbana o a GPL da bombola — introducono il rischio di atmosfere esplosive (ATEX) in caso di perdita di gas e accumulo in locali chiusi o scarsamente ventilati. Il D.Lgs 81/08 Titolo XI (artt. 287-297), in recepimento della Direttiva 1999/92/CE (ATEX Luoghi di Lavoro), impone al datore di lavoro di: valutare il rischio di esplosione, classificare le zone ATEX (Zona 1 o Zona 2 in prossimità delle bombole o dell'allacciamento gas), redigere il Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPE) e adottare misure tecniche e organizzative per prevenire la formazione di atmosfere esplosive. L'impianto gas deve essere verificato periodicamente da tecnico abilitato ai sensi del DM 37/2008 e deve essere dotato di valvola di intercettazione di emergenza facilmente accessibile.

MMC e rischi ergonomici nella lavorazione dell'impasto

La movimentazione manuale dei carichi (MMC) è uno dei rischi più sottovalutati nella professione del pizzaiolo. I sacchi di farina di frumento hanno una massa standard di 25 kg: il Titolo VI del D.Lgs 81/08 (artt. 167-171), in recepimento della Dir. 90/269/CEE, impone al datore di lavoro di valutare il rischio MMC con metodi riconosciuti (indice di sollevamento NIOSH per sollevamenti occasionali, metodo MAPO per frequenze elevate) e di ridurlo attraverso ausili meccanici (carrelli porta-sacchi, ribaltatori automatici) quando l'indice di rischio supera la soglia critica. La posa e il sollevamento ripetuto delle teglie dal forno — specialmente nei forni a legna dove la pala ha un peso proprio di 2–4 kg — costituisce ulteriore carico biomeccanico per la colonna vertebrale lombare e per le spalle.

Le operazioni di stesura manuale dell'impasto (spinning, apertura a mano della pallina di pasta) e di porzionatura con bilancia comportano movimenti ripetitivi degli arti superiori che, se protratti per l'intero turno di lavoro senza pause adeguate, possono determinare patologie da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori (tendinopatie della cuffia dei rotatori, epicondiliti, sindrome del tunnel carpale). La valutazione del rischio da movimenti ripetitivi deve essere effettuata con il metodo OCRA (Occupational Repetitive Actions) ai sensi dell'Allegato XXXIII del D.Lgs 81/08 o con il metodo HAL-TLV (ACGIH) per le mansioni con componente ripetitiva elevata. La sorveglianza sanitaria periodica è obbligatoria quando la valutazione ergonomica evidenzia un rischio non trascurabile.

Formazione obbligatoria: ATECO I56.10 rischio medio e HACCP

Il percorso formativo obbligatorio per un pizzaiolo neoassunto in Italia prevede quattro blocchi distinti: (1) Formazione lavoratori rischio medio: 12 ore totali (4 ore modulo generale + 8 ore modulo specifico), erogabili in parte in modalità e-learning, con aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni (Accordo SR 21/12/2011); (2) HACCP per addetti alla manipolazione alimenti: durata variabile per DGR regionale (tipicamente 6–12 ore), con aggiornamento triennale o quadriennale a seconda della Regione; (3) Antincendio livello 2: 8 ore di teoria + prova pratica obbligatoria (DM 02/09/2021 Allegato III), per addetti alla squadra di emergenza, con aggiornamento quinquennale di 5 ore (di cui 2 ore di prova pratica); (4) Primo soccorso gruppo B: 12 ore iniziali, con aggiornamento triennale di 4 ore (DM 388/2003). Il costo di mercato per la formazione iniziale completa è stimato tra € 180 e € 350 per addetto, a seconda della modalità di erogazione e del numero di partecipanti.

Il datore di lavoro è l'unico soggetto obbligato ad accollarsi i costi di tutta la formazione prevista dal D.Lgs 81/08 (art. 37 comma 12): il lavoratore non può essere chiamato a sostenere, anticipare o rimborsare nessuna spesa relativa ai corsi di sicurezza, antincendio, primo soccorso o HACCP. La formazione deve avvenire, ove possibile, durante l'orario di lavoro ordinario; se svolta fuori orario, il tempo equivale a orario di lavoro retribuito. Il mancato rispetto di questi obblighi espone il datore di lavoro a sanzioni amministrative e penali ai sensi degli artt. 55 e 56 D.Lgs 81/08, nonché alla responsabilità civile in caso di infortunio del lavoratore non formato.

DPI specifici per il pizzaiolo: guanti, calzature e abbigliamento

I DPI obbligatori per il pizzaiolo si articolano in tre categorie in base al rischio che proteggono. DPI di III categoria (rischi gravi, salvavita): i guanti anti-ustione EN 407 per la protezione dal calore da contatto con la bocca del forno, la pala e le teglie. Questi guanti devono essere certificati CE e devono rispettare i livelli di prestazione richiesti dalla valutazione del rischio; il livello minimo raccomandato per le operazioni con forno a legna o a gas è: calore convettivo livello 2, calore radiante livello 3, piccole proiezioni di metallo fuso livello 1. DPI di II categoria: i guanti antitaglio EN 388 (livello di resistenza al taglio ≥2) per porzionatura impasto e uso del coltello. DPI di I categoria: calzature antiscivolo e antischiacciamento EN ISO 20345 S1P per protezione da scivolamenti su pavimenti grassi e bagnati e da caduta di teglie o pesi sul piede.

L'abbigliamento da lavoro del pizzaiolo deve essere in cotone pesante o in tessuto tecnologico resistente alla fiamma (EN ISO 11612 — indumenti di protezione contro il calore e la fiamma): le fibre sintetiche tipo poliestere puro non sono idonee perché fondono a contatto con la fiamma, aggravando le ustioni. Il grembiule deve coprire il tronco e le cosce per proteggere dalle proiezioni di impasto caldo e dagli schizzi di salsa di pomodoro bollente. La cuffia o il copricapo sono obbligatori per ragioni igienico-sanitarie (HACCP) ma svolgono anche una funzione di protezione fisica: impediscono che i capelli entrino in contatto con le superfici roventi del forno durante le operazioni di infornatura.

Domande frequenti

Quante ore di formazione sicurezza deve fare un pizzaiolo?

Un pizzaiolo che lavora in una pizzeria o ristorante (ATECO I56.10) deve completare 12 ore di formazione lavoratori rischio medio: 4 ore di modulo generale (storia e obiettivi della sicurezza, diritti e doveri, organi di vigilanza) e 8 ore di modulo specifico per il rischio medio (valutazione dei rischi, MMC, DPI, emergenze). L'aggiornamento è di 6 ore ogni 5 anni. A queste 12 ore si aggiungono la formazione HACCP (6–12 ore per DGR regionale), l'antincendio livello 2 (8 ore + prova pratica) e il primo soccorso gruppo B (12 ore): il totale del percorso formativo iniziale completo è quindi di 38–44 ore.

Il pizzaiolo è esposto a rischio ATEX?

Sì, se utilizza un forno alimentato a gas naturale (metano) o a GPL. In caso di perdita di gas e accumulo in un locale chiuso o mal ventilato, si può formare un'atmosfera esplosiva (ATEX) ai sensi del D.Lgs 81/08 Titolo XI (artt. 287-297, recepimento Dir. 1999/92/CE). Il datore di lavoro è obbligato a valutare questo rischio, classificare le zone ATEX e redigere il Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPE). Le pizzerie con bombole GPL in locali interrati o seminterrati sono a rischio particolarmente elevato per la tendenza del GPL (più pesante dell'aria) ad accumularsi nelle zone basse. I pizzaioli con forno a legna non sono esposti a rischio ATEX da gas, ma presentano rischi diversi legati ai fumi di combustione.

La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per il pizzaiolo?

Sì. La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per il pizzaiolo ogni volta che la valutazione dei rischi evidenzia un'esposizione significativa a: stress termico da lavoro in prossimità del forno (Titolo VIII D.Lgs 81/08 — microclima); movimentazione manuale di carichi pesanti come sacchi di farina da 25 kg (Titolo VI D.Lgs 81/08); rumore da impastatrice se L'Aeq supera gli 80 dB(A) su 8 ore (Titolo VIII Capo II D.Lgs 81/08). Il medico competente effettua la visita preventiva all'assunzione e le visite periodiche con frequenza stabilita in base ai rischi specifici. In presenza di esposizione a IPA nei forni a legna, la sorveglianza sanitaria prevede anche il monitoraggio biologico.

I guanti anti-ustione sono obbligatori per il pizzaiolo?

Sì. I guanti anti-ustione certificati EN 407 sono DPI di III categoria ai sensi dell'art. 76 D.Lgs 81/08 e dell'allegato VIII, punto 3 (DPI contro rischi di natura termica). La III categoria comprende i DPI destinati a proteggere contro rischi di morte o di danno grave e permanente: il loro uso è obbligatorio ogni volta che la valutazione del rischio evidenzia un rischio di ustione grave da contatto con le superfici roventi del forno, la pala o le teglie. Il datore di lavoro deve fornire questi DPI gratuitamente (art. 77 comma 4), assicurarsi che siano in buono stato (art. 77 comma 2) e formare il lavoratore al loro corretto utilizzo (art. 77 comma 5). Il lavoratore è obbligato a utilizzarli (art. 78 D.Lgs 81/08).

Chi paga la formazione HACCP del pizzaiolo?

La formazione HACCP del pizzaiolo è interamente a carico del datore di lavoro, esattamente come la formazione sicurezza lavoratori prevista dal D.Lgs 81/08 (art. 37). L'obbligo di formare e aggiornare i propri dipendenti che manipolano alimenti deriva dal Reg. CE 852/2004 (art. 5 — procedure HACCP) e dalle DGR regionali di recepimento. Il D.Lgs 193/2007 ha delegato alle Regioni la definizione delle modalità operative dell'autocontrollo alimentare. Il lavoratore non può essere obbligato a pagare, anticipare o rimborsare alcuna spesa per l'HACCP: eventuali clausole contrattuali in tal senso sono nulle per contrasto con norma imperativa.

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