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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance

Formazione sicurezza per guardie giurate: stress notturno, sorveglianza e obblighi SSL

La guardia giurata (o istituto di vigilanza privata) opera nell’ambito disciplinato dal TULPS artt. 134 ss. e dal DM 269/2010 (regolamento vigilanza privata) con formazione prefettizia obbligatoria. Dal punto di vista della sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08), il lavoro notturno e il turno continuato espongono a stress lavoro-correlato (Titolo I art. 28 D.Lgs 81/08) e rischio aggressione; il livello di rischio è classificato medio dall’Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 per la categoria vigilanza e sicurezza privata (ATECO 80.1).

Dati chiave

Livello rischio
medio
ATECO tipici
80.10 — Attività di sicurezza privata (vigilanza, guardianie), 80.20 — Attività connesse ai sistemi di vigilanza (sistemi di allarme, TVCC)
Corsi obbligatori
7
Costo annuo indicativo
150-300 €/anno per addetto (formazione lavoratori e aggiornamenti; esclusa formazione prefettizia iniziale)

Corsi obbligatori

CorsoDurataRiferimento normativo
Formazione generale lavoratori4 oreAccordo Stato-Regioni 21/12/2011 — Allegato A
Formazione specifica rischio medio8 oreAccordo Stato-Regioni 21/12/2011 — Allegato A
Aggiornamento lavoratori6 ore ogni 5 anniAccordo Stato-Regioni 21/12/2011 — punto 9
Formazione prefettizia per guardia giuratacorso abilitante 70 ore + esame (variabile per DM)DM 269/2010 + artt. 134–140 TULPS (RD 773/1931)
Formazione stress lavoro-correlato e lavoro notturno4 ore (modulo integrativo)art. 28 c.1 D.Lgs 81/08 + D.Lgs 66/2003 artt. 11–14
Primo soccorso gruppo B12 ore + aggiornamento 4 ore ogni 3 anniDM 388/2003
Antincendio livello 1 o 2 (in base alla struttura vigilata)4 ore (livello 1) o 8 ore + pratica (livello 2)DM 02/09/2021 — Allegato II e III

Rischi specifici

  • Stress lavoro-correlato, burnout e disturbi del sonno da lavoro notturno continuato e turni irregolari (Titolo I art. 28 D.Lgs 81/08)
  • Rischio aggressione fisica da parte di malintenzionati durante pattugliamento o intervento in flagranza
  • Rischio psicosociale: isolamento, monotonia, ipervigilanza prolungata (postazioni di controllo TVCC)
  • Movimentazione veicoli: incidenti durante pattugliamento con veicolo (rischio stradale ex D.Lgs 285/1992)
  • Esposizione a campi elettromagnetici e radiazioni non ionizzanti (uso di apparati radio, ricetrasmittenti, sistemi TVCC ad alta potenza)
  • Rischio biologico in strutture sanitarie o penitenziarie se la vigilanza è svolta in tali ambienti
  • Stress termico: stazionamento all’aperto in condizioni climatiche estreme

DPI obbligatori

  • Giubbotto antiproiettile (DPI di III categoria) quando previsto dalla valutazione del rischio e dall’istituto di vigilanza per mansioni a rischio aggressione armata
  • Torcia e attrezzatura di sicurezza personale durante ronde notturne
  • Calzature di sicurezza o anfibi idonei per pattugliamento su terreni irregolari (EN ISO 20345)
  • Indumenti ad alta visibilità EN ISO 20471 per servizi stradali e postazioni esterne
  • Auricolare e apparato radio portatile certificato per aree con atmosfere potenzialmente esplosive (ATEX) se richiesto dalla struttura vigilata

Sorveglianza sanitaria

  • Visita medica preventiva con valutazione psichiatrica e test idoneità al porto d’arma
  • Visita per lavoro notturno con cadenza annuale (D.Lgs 66/2003 art. 14)
  • Valutazione psicologica periodica per stress lavoro-correlato (secondo DVR art. 28 D.Lgs 81/08)
  • Visita per rischio biologico se la guardia opera in strutture sanitarie o penitenziarie (Titolo X D.Lgs 81/08)
  • Audiometria se esposta a fonti di rumore significative (sirene, allarmi, apparati radio ad alto volume)

Approfondimenti

Chi è la guardia giurata e il quadro normativo

La guardia giurata è un lavoratore dipendente di un istituto di vigilanza privata autorizzato dalla Prefettura, che svolge attività di sorveglianza e controllo di persone, beni e luoghi in virtù del decreto prefettizio rilasciato ai sensi degli artt. 134–140 del TULPS (RD 773/1931). Il settore ATECO 80.10 è disciplinato dal DM 269/2010, che ha riformato le regole sulla formazione, le dotazioni e i requisiti degli istituti di vigilanza.

Dal punto di vista della sicurezza sul lavoro, la guardia giurata è un lavoratore a tutti gli effetti soggetto al D.Lgs 81/08. L’Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 classifica il settore vigilanza privata (ATECO 80) nella fascia di rischio medio: la formazione obbligatoria è di 12 ore (4 generale + 8 specifica) con aggiornamento quinquennale di 6 ore. Si tratta di un obbligo autonomo e parallelo alla formazione prefettizia: la presenza dell’attestato prefettizio non esime dall’obbligo di formazione ex D.Lgs 81/08.

Stress lavoro-correlato e lavoro notturno: la valutazione obbligatoria

L’art. 28 c.1 D.Lgs 81/08 impone che la valutazione dei rischi comprenda anche i rischi da stress lavoro-correlato secondo i criteri stabiliti dalla Commissione Consultiva Permanente (indicazioni del 2010 e del 2012). Per le guardie giurate, il profilo di rischio psicosociale è particolarmente rilevante: turni notturni prolungati, alternanza notte/giorno con cicli brevi di recupero, ipervigilanza sostenuta, isolamento durante le ronde e rischio di aggressione sono tutti fattori che contribuiscono all’accumulo di stress cronico.

Il D.Lgs 66/2003 (recepimento Direttiva 2003/88/CE sui tempi di lavoro) impone che i lavoratori notturni non superino in media 8 ore di lavoro notturno nelle 24 ore (calcolate su un periodo di riferimento di 4 mesi), abbiano diritto a visita medica preventiva e periodica (almeno annuale) e che l’idoneità al lavoro notturno sia certificata dal medico competente. L’istituto di vigilanza deve documentare la rotazione dei turni nel DVR e nelle misure organizzative.

Sorveglianza elettronica e nuovi rischi tecnologici

La guardia giurata sempre più frequentemente opera in postazioni di controllo TVCC (Televisione a Circuito Chiuso) con schermi multipli, sistemi di controllo accessi biometrici e centrali antiintrusione. Il lavoro continuativo davanti a videoterminali (VDT) introduce il rischio da videoterminale disciplinato dal Titolo VII D.Lgs 81/08: le guardie che lavorano al VDT per più di 20 ore settimanali hanno diritto alla sorveglianza sanitaria specifica con visita oculistica e valutazione osteoarticolare.

L’uso di ricetrasmittenti portatili (PMR446, TETRA, DMR) e di sistemi radio a banda larga introduce potenzialmente l’esposizione a campi elettromagnetici (CEM). Il Titolo VIII Capo IV D.Lgs 81/08 impone la valutazione dell’esposizione professionale ai CEM: per la maggior parte degli apparati radio portatili in uso nella vigilanza l’esposizione è inferiore ai livelli d’azione, ma la valutazione formale deve essere documentata nel DVR.

Formazione prefettizia e obblighi paralleli D.Lgs 81/08

Il DM 269/2010 ha ridisegnato il sistema di formazione e addestramento per le guardie giurate: il corso abilitante (da circa 70 ore con esame prefettizio) comprende materie giuridiche, tecniche di autodifesa, uso dell’arma e procedure operative. Questo percorso è gestito dalla Prefettura competente e non è sostitutivo della formazione ex D.Lgs 81/08.

Il datore di lavoro (l’istituto di vigilanza) deve pertanto erogare — in aggiunta alla formazione prefettizia — la formazione lavoratori di 12 ore, il primo soccorso, l’antincendio e il modulo specifico sullo stress e il lavoro notturno. Un’ispezione INL che accerti la mancanza di questi attestati comporta le sanzioni previste dall’art. 55 D.Lgs 81/08 a prescindere dal fatto che la guardia sia in possesso del decreto prefettizio.

Domande frequenti

Il decreto prefettizio sostituisce la formazione D.Lgs 81/08?

No. Il decreto prefettizio e la formazione obbligatoria ex D.Lgs 81/08 sono due obblighi distinti e paralleli. L’istituto di vigilanza deve garantire entrambi: il percorso prefettizio è condizione per l’abilitazione all’esercizio della funzione di guardia giurata, mentre la formazione lavoratori (12 ore per rischio medio), il primo soccorso, l’antincendio e il modulo stress/notturno sono obblighi in materia di sicurezza sul lavoro. L’assenza di uno non compensa l’assenza dell’altro.

La guardia giurata ha diritto alla visita medica per il lavoro notturno?

Sì. Il D.Lgs 66/2003 art. 14 impone che i lavoratori notturni siano sottoposti a visita medica preventiva prima di iniziare il lavoro notturno e successivamente con cadenza almeno annuale. Il medico competente aziendale deve accertare l’idoneità al lavoro notturno, con particolare attenzione alle patologie cardiovascolari, ai disturbi del sonno e alle condizioni psicologiche. Il lavoratore riconosciuto non idoneo al lavoro notturno ha diritto al trasferimento a turni diurni.

Ogni quanto si aggiorna la formazione SSL per una guardia giurata?

L’aggiornamento lavoratori è quinquennale (6 ore). Il primo soccorso gruppo B si aggiorna ogni 3 anni (4 ore). L’antincendio livello 1 ogni 2 anni (2 ore); livello 2 ogni 5 anni (5 ore di cui pratica). Il modulo stress/lavoro notturno è tipicamente incluso nell’aggiornamento quinquennale o, se aggiornato separatamente, su cadenza stabilita nel DVR aziendale.

La guardia che lavora in strutture sanitarie ha obblighi aggiuntivi?

Sì. Se la guardia giurata opera in modo continuativo in strutture sanitarie (ospedali, RSA, pronto soccorso) deve essere informata sul rischio biologico (Titolo X D.Lgs 81/08) e ricevere la sorveglianza sanitaria specifica. L’istituto di vigilanza (o il committente in base ai patti contrattuali) deve anche garantire le vaccinazioni raccomandate per il personale sanitario. La guardia deve inoltre ricevere formazione sulle procedure di evacuazione specifiche della struttura (pazienti non deambulanti, aree protette).

Il giubbotto antiproiettile è un DPI obbligatorio per tutte le guardie?

Non automaticamente per tutte le mansioni. Il giubbotto antiproiettile è un DPI di III categoria (Reg. UE 2016/425) e la sua adozione dipende dalla valutazione del rischio specifica della mansione: è tipicamente previsto per servizi di scorta valori, sorveglianza armata di obiettivi sensibili e pattugliamento in aree ad alto rischio. La valutazione del rischio nel DVR dell’istituto di vigilanza deve documentare per quali tipologie di servizio e in quali contesti il giubbotto è richiesto, e il lavoratore deve ricevere l’addestramento specifico per l’uso e la manutenzione.

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