Sicurezza sul lavoro per il gioielliere e l’orefice
Artigiano che lavora metalli preziosi (oro, argento, platino), pietre dure e smalti: usa acidi mordenti, gas per saldatura ossiacetilenica, lampade e forni di fusione. Il profilo di rischio è medio-alto per la presenza combinata di agenti chimici pericolosi (acido nitrico, acido solforico, acqua regia, cianuro di potassio), rischi fisici da radiazioni ottiche artificiali (ROA) e CEM da saldatrici a induzione, oltre a rumore da utensili rotativi e microfusione.
Dati chiave
- Livello rischio
- alto
- ATECO tipici
- 32.12 - Fabbricazione di gioielli e oreficeria, 32.13 - Fabbricazione di bigiotteria e articoli simili
- Corsi obbligatori
- 5
- Costo annuo indicativo
- € 250 – € 500 per addetto (formazione iniziale completa, esclusi aggiornamenti e sorveglianza sanitaria)
Corsi obbligatori
| Corso | Durata | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Formazione generale lavoratori | 4 ore | Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 — Allegato A |
| Formazione specifica rischio medio | 8 ore | Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 — Allegato A (ATECO 32 — rischio medio) |
| Aggiornamento lavoratori | 6 ore ogni 5 anni | Accordo SR Rep. 78/CSR 17/04/2025 e art. 37 D.Lgs 81/08 |
| Antincendio livello 1 (rischio basso) | 4 ore | DM 02/09/2021 — Allegato II |
| Primo soccorso gruppo B | 12 ore + aggiornamento 4 ore ogni 3 anni | DM 388/2003 |
Rischi specifici
- Rumore da microfusione e utensili rotativi (Titolo VIII Capo II D.Lgs 81/08): le operazioni di fresatura, lucidatura e microfusione generano livelli di pressione sonora che possono superare il valore d’azione di 80 dB(A) e in taluni casi il valore limite di esposizione di 87 dB(A); obbligo di misurazione fonometrica e, se superato il valore d’azione, sorveglianza sanitaria audiometrica e adozione di DPI auricolari (inserti EN 352)
- Radiazioni ottiche artificiali (ROA) — lampade per fusione e saldatura (Titolo VIII Capo V D.Lgs 81/08): le lampade ad alta intensità usate nei forni di fusione e nella saldatura ossiacetilenica emettono radiazioni UV, visibili e IR che possono causare fotocheratite, cataratta e ustioni della cute; obbligo di valutazione dell’esposizione a ROA secondo la norma EN 14255 e adozione di occhiali di protezione conformi EN 169 (saldatura a gas) o schermature fisse
- CEM da saldatrici a induzione (Titolo VIII Capo IV D.Lgs 81/08 e D.Lgs 159/2016): le saldatrici a induzione e le fornaci ad alta frequenza emettono campi elettromagnetici nella gamma delle radiofrequenze (RF); obbligo di valutazione dell’esposizione secondo la norma EN 50413 e verifica del rispetto dei valori limite di esposizione (VLE) e dei livelli d’azione (LA) per i lavoratori generici e per le categorie a rischio (portatori di pace-maker)
- Rischio chimico da acidi mordenti — acido nitrico, acido solforico, acqua regia (Titolo IX Capo I D.Lgs 81/08 e Reg. CLP (CE) 1272/2008): gli acidi usati per la decapatura e la pulizia dei metalli preziosi sono classificati come Skin Corr. 1A (H314) e possono causare ustioni cutanee gravi e danni alle vie respiratorie per inalazione dei vapori; obbligo di valutazione del rischio chimico, schede di sicurezza aggiornate (SDS) secondo Reg. UE 2015/830, adozione di armadio di sicurezza a ventilazione forzata e procedura per lo stoccaggio e lo smaltimento degli acidi
- Rischio chimico da cianuro di potassio per doratura galvanica (art. 229 D.Lgs 81/08 e Reg. CLP): il cianuro di potassio usato nei bagni galvanici è classificato Acuta Tox. 2 per ingestione (H300) e Acuta Tox. 3 per inalazione (H331); l’esposizione anche a basse concentrazioni di acido cianidrico (liberato in ambiente acido) può essere letale; obbligo di sorveglianza sanitaria obbligatoria con visita preventiva e almeno annuale, disponibilità di antidoto (kit di pronto soccorso per avvelenamento da cianuro) e formazione specifica sull’uso delle sostanze
- Vapori di fondente per saldatura (colofonia e resine sintetiche): la colofonia (resina naturale) usata come fondente durante la saldatura è classificata come sensibilizzante delle vie respiratorie (H334) e della cute (H317); l’esposizione cronica può causare asma professionale; obbligo di impianto di aspirazione localizzata con filtro per vapori organici e monitoraggio delle concentrazioni ambientali rispetto al valore limite indicativo (OEL) di 0,05 mg/m³ per la colofonia (frazione inalabile)
- Nichel e sue leghe come allergizzante (Reg. CE 1907/2006 REACH, Allegato XVII): il nichel e i suoi composti sono classificati come sostanze cancerogene per inalazione (H351) e sensibilizzanti cutanei (H317); il Reg. REACH limita il rilascio di nichel negli oggetti a contatto prolungato con la cute; per il lavoratore orefice il rischio è di dermatite da contatto professionale (nickel-eczema); obbligo di valutazione dell’esposizione e, in caso di lavorazione di leghe con nichel, sorveglianza sanitaria dermatologica
DPI obbligatori
- Maschera respiratoria FFP2 (EN 149) per le operazioni di decapatura con acidi a bassa concentrazione di vapori; FFP3 o semimaschera con filtro combinato gas/vapori (EN 14387, tipo A2P3) per le operazioni con acido nitrico concentrato, acqua regia o cianuro di potassio; la scelta del filtro dipende dalla scheda di sicurezza della sostanza e dalla valutazione del rischio chimico
- Occhiali di protezione per saldatura a gas conformi EN 169 (con vetro di tonalità 5–7 per saldatura ossiacetilenica) o schermatura fissa per lampade di fusione ad alta intensità; per le operazioni di lucidatura e fresatura: occhiali di protezione contro i corpi solidi volanti (EN 166)
- Guanti resistenti agli agenti chimici conformi EN 374 (permeazione e penetrazione): guanti in nitrile per acidi organici e diluiti; guanti in PVC o polietilene per acido nitrico e acqua regia; guanti in gomma butilica per cianuro di potassio; il datore di lavoro deve indicare nella valutazione del rischio chimico il tipo di guanto appropriato per ciascun agente
- Camice o grembiule in pelle conciata al cromo per le operazioni di saldatura e fusione (protezione dagli schizzi di metallo fuso); grembiule in PVC o gomma per le operazioni con acidi
- Visiera di protezione facciale (EN 166) per le operazioni di apertura dei bagni galvanici e manipolazione del cianuro di potassio, a integrazione degli occhiali; cintura con kit di antidoto e dispositivo di allarme per lavoro in spazi confinati o con cianuro
Sorveglianza sanitaria
- Obbligatoria per rischio chimico acidi/cianuro (art. 229 D.Lgs 81/08): visita preventiva all’assunzione e visita periodica almeno annuale per esposizione a cianuro di potassio; visita semestrale nei primi 24 mesi di esposizione; la periodicità può essere ridotta dal medico competente in funzione della concentrazione ambientale rilevata e dello stato di salute del lavoratore
- Obbligatoria per ROA (art. 216 D.Lgs 81/08): se la valutazione dell’esposizione indica un superamento dei valori di esposizione, il medico competente effettua visita oculistica con esame della cornea e del cristallino (biomicroscopia) e visita dermatologica per la valutazione delle ustioni cutanee da UV; periodicità almeno annuale
- Obbligatoria per CEM se le valutazioni indicano superamento dei livelli d’azione (LA) stabiliti dal D.Lgs 159/2016 Allegato III: visita preventiva e periodica con particolare attenzione ai portatori di dispositivi elettronici impiantati (pace-maker, ICD), per i quali i livelli d’azione sono più restrittivi
- Audiometria per rumore se il LEX,8h supera il valore d’azione inferiore (80 dB(A)): visita periodica con audiometria tonale ogni 2 anni (valori d’azione inferiori) o ogni anno (valori d’azione superiori 85 dB(A)); il medico competente valuta l’idoneità alla mansione in funzione degli esiti audiometrici
Approfondimenti
Rischio chimico in oreficeria: acidi, cianuro e fondenti
L’officina orafa tradizionale è un ambiente di lavoro che concentra, in spazi spesso ridotti, un numero elevato di agenti chimici pericolosi. Gli acidi mordenti — acido nitrico (HNO₃), acido solforico (H₂SO₄) e la miscela 1:3 acido nitrico/acido cloridrico nota come “acqua regia” — vengono utilizzati per la decapatura dei metalli preziosi (rimozione degli ossidi superficiali dopo fusione o saldatura), per la separazione dell’oro dall’argento (quartazione) e per le prove di purezza dei metalli (cimento). Questi acidi sono classificati dal Reg. CLP (CE) 1272/2008 come corrosivi (Skin Corr. 1A, H314) e i loro vapori sono irritanti o tossici per le vie respiratorie. Il Titolo IX Capo I del D.Lgs 81/08 impone la sostituzione o la riduzione degli agenti chimici pericolosi ove tecnicamente possibile, l’installazione di sistemi di ventilazione localizzata, la formazione specifica del lavoratore sulla manipolazione sicura delle sostanze e la disponibilità delle schede di sicurezza (SDS) in formato aggiornato secondo il Reg. UE 2015/830.
Il cianuro di potassio (KCN), usato nei bagni galvanici per la doratura e la rodiegatura, è la sostanza più pericolosa presente in un laboratorio orafo. La sua classificazione Acuta Tox. 2 (H300 — Letale se ingerito) e Acuta Tox. 3 (H331 — Tossico se inalato) impone misure di gestione del rischio molto rigorose: segregazione del bagno galvanico in locale separato o sotto cappa aspirante dedicata, divieto assoluto di mescolare il cianuro con acidi (si forma acido cianidrico gassoso, HCN, con TLV-STEL di 4,7 ppm), disponibilità immediata di un kit di antidoto (idrossicobalamina ev o kit Cyanokit), formazione del personale sulle procedure di emergenza (art. 37 e art. 43 D.Lgs 81/08). La sorveglianza sanitaria per esposizione a cianuro è obbligatoria ai sensi dell’art. 229 D.Lgs 81/08 indipendentemente dai livelli di esposizione: la visita preventiva deve escludere patologie epatiche e renali che compromettono il metabolismo del cianuro.
Saldatura ossiacetilenica in oreficeria: sicurezza e obblighi
La saldatura ossiacetilenica (cannello a gas) è la tecnica più diffusa tra i gioiellieri per l’unione di parti metalliche, l’applicazione di castoni e la riparazione di gioielli. Utilizza una miscela di ossigeno (O₂) e acetilene (C₂H₂) che brucia a una temperatura di fiamma di circa 3.100 °C. I rischi principali associati a questa tecnica sono: rischio di incendio ed esplosione per le bombole di acetilene (gas infiammabile, UN 1001, ADR classe 2.1) e di ossigeno (comburente che aumenta la violenza di eventuali incendi); emissione di ROA (raggi UV, visibili e IR) dalla fiamma; emissione di vapori metallici (oro, argento, rame) e di vapori di fondente (colofonia, borrace) che richiedono impianto di aspirazione localizzata. Il lavoratore che usa il cannello ossiacetilenico deve essere formato sulla sicurezza nell’uso dei gas tecnici (D.Lgs 81/08 e linee guida ISPESL), sul controllo periodico delle bombole e delle valvole di sicurezza anti-ritorno di fiamma, sul corretto stoccaggio delle bombole (separate, in posizione verticale, lontano da fonti di calore, incatenate).
La patente/abilitazione alla saldatura ossiacetilenica non è un obbligo di legge ai sensi del D.Lgs 81/08 per le attività di oreficeria artigianale: l’Allegato I del D.Lgs 81/08 (abilitazioni obbligatorie per attrezzature) non include la saldatura a gas tra le attività per le quali è richiesta una specifica abilitazione o patentino. Tuttavia, il datore di lavoro è tenuto, ai sensi dell’art. 71 c. 7 lettera a) e dell’art. 73, a garantire che i lavoratori che usano attrezzature di lavoro ricevano una formazione adeguata, anche specifica, sull’uso in sicurezza dell’attrezzatura. La formazione sull’uso del cannello ossiacetilenico può essere erogata dal datore di lavoro, da un ente di formazione accreditato o dal costruttore dell’attrezzatura, e deve essere documentata nel registro della formazione.
Domande frequenti
Il gioielliere che lavora da solo nella propria bottega deve fare il corso di sicurezza?
Sì, anche il lavoratore autonomo artigiano che opera da solo è soggetto agli obblighi di formazione sulla sicurezza, sebbene con alcune differenze rispetto al lavoratore dipendente. L’art. 21 del D.Lgs 81/08 stabilisce che i lavoratori autonomi (inclusi i titolari di impresa artigiana senza dipendenti) devono partecipare ai corsi di formazione e aggiornamento sulla sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro. In particolare, l’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 prevede che anche il lavoratore autonomo debba frequentare il corso di formazione generale (4 ore) e specifico (8 ore per rischio medio) previsto per i lavoratori dipendenti. Il mancato rispetto di questi obblighi espone il lavoratore autonomo a sanzioni amministrative ai sensi dell’art. 55 D.Lgs 81/08. In aggiunta, per la presenza di agenti chimici pericolosi (acidi, cianuro), il gioielliere autonomo è tenuto a valutare i rischi chimici anche se non ha dipendenti, e questa valutazione deve precedere qualsiasi attività con le sostanze pericolose.
La doratura galvanica con cianuro di potassio impone formazione specifica? Quale corso fare?
Sì. Il cianuro di potassio (KCN) è classificato Acuta Tox. 2 (H300) e Acuta Tox. 3 (H331) ai sensi del Reg. CLP (CE) 1272/2008: è una delle sostanze più pericolose presenti in un laboratorio orafo. L’art. 229 D.Lgs 81/08 impone la sorveglianza sanitaria obbligatoria per tutti i lavoratori esposti ad agenti chimici pericolosi per la salute, indipendentemente dai livelli di esposizione. Il corso da frequentare è il corso di sicurezza lavoratori rischio medio (12 ore totali: 4 ore generali + 8 ore specifiche), integrato da una specifica formazione sulla manipolazione sicura degli agenti chimici CMR e delle sostanze ad alta tossicità acuta, che il datore di lavoro è tenuto a organizzare ai sensi dell’art. 37 c. 1 e art. 227 c. 1 lettera h) D.Lgs 81/08. È fortemente raccomandato, inoltre, un corso di primo soccorso specifico per avvelenamento da cianuro (somministrazione di idrossicobalamina) che il medico competente può indicare nella relazione sanitaria annuale.
Serve il patentino per usare il cannello ossiacetilenico in oreficeria?
No, non esiste un patentino obbligatorio per la saldatura ossiacetilenica nell’oreficeria artigianale ai sensi dell’Allegato I del D.Lgs 81/08, che elenca le attrezzature soggette a specifiche abilitazioni (gru, carrelli elevatori, ponteggi, ecc.) senza includere i cannelli a gas di piccola taglia. Tuttavia, il datore di lavoro (o il titolare artigiano autonomo) è obbligato ai sensi dell’art. 73 D.Lgs 81/08 a garantire che ogni utilizzatore del cannello riceva una formazione adeguata sull’uso sicuro dell’attrezzatura, documentata nel registro della formazione. Questa formazione deve coprire: la verifica delle bombole e delle connessioni prima dell’uso, il funzionamento delle valvole anti-ritorno di fiamma, le procedure di emergenza in caso di incendio o perdita di gas, lo stoccaggio corretto delle bombole (verticale, separate O₂/C₂H₂, incatenate, lontane da fonti di calore). Il lavoratore deve inoltre frequentare il corso antincendio livello 1 (4 ore, DM 02/09/2021 Allegato II) in quanto lavora con gas infiammabili e comburenti.
Quando scatta la classificazione ATEX in un laboratorio orafo per uso di solventi?
La normativa ATEX (Direttiva 1999/92/CE, recepita dal Titolo XI D.Lgs 81/08 artt. 287-297) impone al datore di lavoro di classificare le zone a rischio esplosivo in presenza di atmosfere potenzialmente esplosive formate da gas, vapori o nebbie infiammabili o da polveri combustibili. In un laboratorio orafo, la classificazione ATEX è obbligatoria se si utilizzano solventi infiammabili (es. alcol etilico, acetone, toluene per la pulizia dei gioielli) in quantità o in concentrazioni tali da poter formare un’atmosfera esplosiva. In pratica, se la quantità di solvente infiammabile stoccato nell’area di lavoro supera le soglie previste dal DM 01/09/2021 (deposito di liquidi infiammabili), il locale deve essere classificato come zona ATEX 1 o 2 (vapori) e le attrezzature elettriche presenti devono essere certificate ATEX (Direttiva 2014/34/UE ATEX 114). Il titolare del laboratorio deve redigere il Documento sulla Protezione Contro le Esplosioni (DPCE) allegato al DVR. L’uso di quantità minime di solvente (pochi millilitri per la pulizia di campioni) in locale ben ventilato generalmente non comporta la classificazione ATEX, ma questa valutazione deve essere documentata e argomentata nel DVR.
Cosa fare in caso di contatto cutaneo o inalazione di acido nitrico in laboratorio?
In caso di contatto cutaneo con acido nitrico: rimuovere immediatamente gli indumenti contaminati (tagliandoli se necessario per non allargare l’area esposta), lavare la zona colpita con abbondante acqua corrente per almeno 15-20 minuti (la postazione di lavaggio oculare e cutaneo de emergency eye wash EN 15154 deve essere presente in laboratorio entro 10 secondi dalla zona di rischio), non tentare di neutralizzare l’acido con basi (la reazione esotermica può peggiorare le lesioni) e recarsi immediatamente al pronto soccorso per valutazione delle ustioni chimiche. In caso di inalazione di vapori di acido nitrico (fumi nitrosi, NO₂ rossastri): portare il soggetto all’aria aperta, mantenerlo a riposo in posizione semiseduta, e avvisare immediatamente il 118 in quanto l’intossicazione da NO₂ può causare edema polmonare ritardato anche 12-24 ore dopo l’esposizione apparentemente asintomatica. Informare il pronto soccorso della sostanza chimica coinvolta portando la scheda di sicurezza (SDS). Tutte queste procedure devono essere indicate nel Piano di Emergenza del laboratorio (art. 43 D.Lgs 81/08) e nel documento di valutazione del rischio chimico.
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