Formazione sicurezza per saldatori: corsi obbligatori, rischi e DPI
Il saldatore è esposto a rischi molteplici e gravi — fumi di saldatura, radiazioni ottiche artificiali (ROA), campo elettromagnetico, ustioni, incendio ed esplosione — che richiedono una valutazione dei rischi approfondita (D.Lgs 81/08 Titolo VIII Capi III e IV) e la formazione specifica su più tematiche. In Italia operano circa 180.000 addetti alla saldatura in metalmeccanica, impiantistica e cantieristica (ATECO 25, 28, 33, 43).
Dati chiave
- Livello rischio
- alto
- ATECO tipici
- 25-prodotti-metallo, 28-fabbricazione-macchinari, 43-lavori-costruzione-specializzati, 33-riparazione-manutenzione-macchinari
- Corsi obbligatori
- 6
- Costo annuo indicativo
- € 320 – € 520 per addetto (formazione SSL base + specifici rischi ROA/chimico)
Corsi obbligatori
| Corso | Durata | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Formazione generale lavoratori | 4 ore | Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 — Allegato A |
| Formazione specifica rischio alto | 12 ore | Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 — Allegato A |
| Formazione rischio chimico (fumi di saldatura) | compresa nella formazione specifica + informazione art. 36 | Titolo IX D.Lgs 81/08 |
| Formazione ROA (radiazioni ottiche artificiali) | compresa nella formazione specifica | Titolo VIII Capo V D.Lgs 81/08; D.Lgs 159/2006 recepimento Dir. 2006/25/CE |
| Antincendio livello 2 (rischio medio-alto) | 8 ore + prova pratica | DM 02/09/2021 — Allegato III |
| Primo soccorso gruppo A | 16 ore + 6h aggiornamento ogni 3 anni | D.M. 388/2003 — Allegato 4 |
Rischi specifici
- Esposizione a fumi e gas di saldatura (manganese, cromo esavalente, nichel, ozono, CO)
- Radiazioni ottiche artificiali (ROA): UV, luce visibile intensa e IR da arco elettrico
- Ustioni da scintille, schizzi di metallo fuso e contatto con superfici calde
- Rischio incendio ed esplosione (gas tecnici: ossigeno, acetilene, CO2, argon)
- Campo elettromagnetico prodotto dalle apparecchiature di saldatura ad arco
- Rumore da attrezzature di saldatura e finitura (mole, martelli pneumatici)
- Movimentazione manuale carichi pesanti (bombole gas, pezzi metallici)
- Postura vincolata e vibrazioni trasmesse alle mani (HAV) da utensili
DPI obbligatori
- Schermo/maschera da saldatura con filtro idoneo (EN 169/379) anti-ROA
- Guanti da saldatore in cuoio (EN 12477 tipo A)
- Grembiule e ghette in pelle o materiale ignifugo
- Scarpe antinfortunistiche S3 con suola antiperforazione e tomaia resistente al calore
- Respiratore filtrante P3 + filtro gas organici (o semimaschere EN 143/140) per fumi
- Indumenti ignifugi EN ISO 11611 classe 2 per saldatura ad arco
Sorveglianza sanitaria
- Idoneità a lavori con rischio chimico (fumi saldatura): spirometria, Rx torace periodico
- Valutazione ROA: esame oculistico periodico (rischio cataratta da IR)
- Audiometria per rischio rumore (se LAeq > 80 dB)
- Valutazione neurologica per esposizione a manganese nei fumi di saldatura
Approfondimenti
Normativa di riferimento per la saldatura
Il saldatore è soggetto a un quadro normativo articolato che coinvolge più titoli del D.Lgs 81/08. Il Titolo VIII disciplina gli agenti fisici: il Capo III regola le vibrazioni (HAV trasmesse agli arti superiori da utensili di finitura), il Capo IV i campi elettromagnetici (generati dalle apparecchiature di saldatura ad arco), il Capo V le radiazioni ottiche artificiali (ROA) prodotte dall’arco elettrico. Il Titolo IX disciplina invece il rischio chimico derivante dai fumi e dai gas generati durante la saldatura.
L’Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 classifica le attività di saldatura in contesti metalmeccanici e cantieristici come rischio alto, con 16 ore di formazione lavoratori (4 generale + 12 specifica). All’interno di queste ore devono essere trattati i rischi caratteristici della mansione: fumi, ROA, campo elettromagnetico, incendio ed esplosione da gas tecnici.
DPI specifici per ogni tipo di saldatura
La scelta dei DPI dipende dalla tipologia di processo. Per la saldatura MIG/MAG (a filo continuo in atmosfera protetta) i principali rischi sono fumi metallici e schizzi: sono necessari maschera con filtro DIN 10-12 (secondo intensità di corrente), guanti EN 12477 tipo A, grembiule in pelle, indumenti ignifugi EN ISO 11611. Per la saldatura TIG (tungsteno in atmosfera inerte) si aggiunge il rischio da raggi UV più intensi: filtro DIN 11-13 e protezione laterale della maschera.
Per la saldatura ossiacetilenica (fiamma) il rischio da IR è elevato: occhiali con filtro DIN 5-7 e schermo facciale integrale. Per tutte le tipologie di saldatura ad arco in ambienti chiusi o poco ventilati è obbligatorio l’uso di semimaschere o apparecchi respiratori filtranti con filtro P3 abbinato a filtro per gas organici (EN 143 o EN 140), in quanto i fumi metallici sono classificati come cancerogeni (cromo VI, nichel) o neurotossici (manganese).
Ventilazione e aspirazione localizzata dei fumi
La misura preventiva principale per i fumi di saldatura è l’aspirazione localizzata (LEV — Local Exhaust Ventilation) direttamente alla fonte, come previsto dalla gerarchia delle misure di prevenzione del Titolo IX D.Lgs 81/08. L’aspirazione localizzata riduce la concentrazione di fumi nell’ambiente di lavoro prima che raggiungano le vie respiratorie del saldatore, e deve essere dimensionata e verificata secondo la norma UNI EN ISO 21904.
Quando l’aspirazione localizzata non è tecnicamente praticabile (saldature in spazi ristretti, in quota, all’esterno) è indispensabile l’utilizzo di DPI respiratori con filtro idoneo. La ventilazione generale dell’ambiente (ricambi d’aria orari) non è sufficiente da sola a garantire il rispetto dei valori limite di esposizione professionale (VLEP) per i fumi metallici più pericolosi come il cromo esavalente (VLEP: 0,005 mg/m³) e il nichel (VLEP: 0,01 mg/m³).
Rischio ROA e filtri per maschere
L’arco elettrico emette radiazioni ottiche artificiali su tutto lo spettro: UV (cancerogene per cute e cornea), luce visibile ad alta intensità (rischio abbagliamento permanente) e raggi infrarossi (rischio cataratta da esposizione cronica). Il D.Lgs 81/08 Titolo VIII Capo V impone la valutazione dell’esposizione a ROA, confrontata con i valori limite biologici di effetto per occhi e cute.
La scelta del filtro per la maschera da saldatura è regolata dalla norma EN 169 (filtri a gradazione fissa) e dalla EN 379 (filtri automatici a cristalli liquidi — ADF). Il numero di gradazione del filtro (DIN) deve essere scelto in funzione del processo e dell’intensità di corrente: per arco elettrico MIG/MAG a 200 A è raccomandato DIN 11; per TIG a 150 A, DIN 11; per elettrodo rivestito a 300 A, DIN 12-13. Le maschere ADF offrono il vantaggio di scurirsi automaticamente all’accensione dell’arco, riducendo le esposizioni involontarie al pre-arco.
Sicurezza dei gas tecnici
La saldatura ossiacetilenica e i processi MIG/MAG/TIG impiegano gas tecnici compressi (ossigeno, acetilene, CO2, argon, elio) in bombole ad alta pressione. Il rischio principale è l’incendio e l’esplosione in caso di perdite non controllate, soprattutto con ossigeno (comburente) e acetilene (gas infiammabile instabile sopra 1,5 bar). Le bombole devono essere stoccate in posizione verticale, ancorate, lontano da fonti di calore, in locali ventilati, separate tra comburenti e combustibili.
I riduttori di pressione, i tubi e i raccordi devono essere conformi alle norme tecniche (UNI EN ISO 2503 per i riduttori) e controllati periodicamente per perdite con soluzione saponosa. È vietato l’uso di olio o grasso sulle valvole delle bombole di ossigeno (rischio di combustione esplosiva). Il saldatore deve essere formato sulle procedure di emergenza in caso di perdita di gas: evacuazione, segnalazione, intervento della squadra emergenza.
Percorso formativo completo per il saldatore
Il percorso formativo obbligatorio per un saldatore di nuova assunzione comprende: 16 ore di formazione lavoratori rischio alto (Accordo Stato-Regioni 21/12/2011), con all’interno trattazione dei rischi ROA, chimico e CEM; 8 ore di antincendio livello 2 con prova pratica su estintori e idranti; 16 ore di primo soccorso gruppo A con 6 ore di aggiornamento ogni 3 anni. Se il saldatore opera anche in quota o in cantiere, si aggiungono la formazione lavori in quota (8 ore) e, ove applicabile, l’abilitazione a piattaforme mobili elevabili.
La formazione sulle ROA e sui fumi di saldatura è integrata nella formazione specifica rischio alto e deve coprire: identificazione dei processi che generano rischio, lettura delle SDS dei materiali di apporto (fili, elettrodi, flussanti), scelta e uso corretto dei DPI, verifica del funzionamento dell’aspirazione, procedure in caso di intossicazione da fumi o esposizione acuta a gas di saldatura. Il saldatore deve ricevere copia del documento di valutazione dei rischi per la propria mansione.
Domande frequenti
Qual è il rischio maggiore per i saldatori?
I fumi di saldatura rappresentano il rischio cronico più grave: contengono sostanze cancerogene (cromo esavalente, nichel) e neurotossiche (manganese). L’IARC ha classificato i fumi di saldatura come cancerogeni del gruppo 1 (causa certa di cancro polmonare) dal 2017. Sul piano degli infortuni acuti, i rischi maggiori sono le ustioni da schizzi e le esposizioni oculari a ROA in assenza o inadeguatezza della maschera di protezione.
Qual è il filtro giusto per la maschera da saldatura?
Il numero DIN del filtro dipende dal processo e dall’intensità di corrente. Linee guida orientative secondo EN 169: saldatura a elettrodo rivestito fino a 100 A → DIN 10; fino a 200 A → DIN 11; fino a 350 A → DIN 12; sopra 350 A → DIN 13. Saldatura MIG/MAG: corrente fino a 150 A → DIN 10-11; fino a 250 A → DIN 11-12. TIG: DIN 10-12 secondo corrente. Saldatura ossiacetilenica: DIN 5-7. Le maschere a oscuramento automatico (ADF/EN 379) garantiscono protezione anche nelle fasi di pre-accensione.
I fumi di saldatura causano il cancro?
Sì. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato nel 2017 i fumi di saldatura nel gruppo 1 (cancerogeni certi per l’uomo), con evidenza sufficiente per il cancro polmonare e possibile associazione con il mesotelioma. Il rischio è maggiore per la saldatura su acciai inossidabili (emissione di cromo VI e nichel) e in ambienti chiusi senza adeguata aspirazione. La prevenzione si basa su aspirazione localizzata alla fonte, DPI respiratori idonei e sorveglianza sanitaria con spirometria e Rx torace periodici.
È obbligatoria la ventilazione localizzata?
La legge non impone uno specifico tipo di impianto, ma il D.Lgs 81/08 Titolo IX richiede che il datore di lavoro adotti le misure tecniche necessarie a ridurre l’esposizione ai fumi al di sotto dei VLEP. L’aspirazione localizzata (LEV) è la misura tecnica più efficace e nella pratica quasi sempre necessaria per rispettare i limiti, specialmente per cromo esavalente (VLEP 0,005 mg/m³) e nichel. La sua assenza in ambienti chiusi è difficilmente giustificabile in sede ispettiva.
Quali misurazioni periodiche sono necessarie per i fumi di saldatura?
Il datore di lavoro deve effettuare misurazioni ambientali dei fumi di saldatura (campionamento personale o in zona di respirazione) per confrontare l’esposizione con i VLEP di legge (D.Lgs 81/08 Allegato XXXVIII). Le misurazioni devono essere effettuate da igienista industriale abilitato con strumentazione conforme (EN 689 per valutazione esposizione professionale) e documentate nel DVR. La periodicità tipica è annuale o a seguito di modifiche del processo produttivo.
Il saldatore autonomo ha gli stessi obblighi del dipendente?
Il lavoratore autonomo (art. 21 D.Lgs 81/08) è tenuto a utilizzare DPI conformi e a possedere le abilitazioni richieste dalla mansione. Se opera in cantiere (Titolo IV), è soggetto agli obblighi dell’art. 94 e — dal 1° ottobre 2024 — alla patente a crediti ex D.L. 19/2024. La valutazione dei rischi da ROA e da fumi è responsabilità del committente per le lavorazioni eseguite nei locali del committente stesso (art. 26 D.Lgs 81/08 — cooperazione e coordinamento).
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