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Consulenti del Lavoro — Compliance 231

Modello Organizzativo 231 e sicurezza sul lavoro: il ruolo del Consulente del Lavoro

Il D.Lgs 231/2001 espone le aziende a sanzioni fino a 1,5 milioni di euro in caso di infortuni gravi. Il Consulente del Lavoro che assiste le PMI clienti nella redazione e nell’aggiornamento del Modello Organizzativo e di Gestione (MOG) aggiunge valore concreto allo studio e tutela i propri assistiti da rischi che spesso non conoscono.

Cos’è il MOG 231 e perché riguarda la sicurezza sul lavoro

Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG) è lo strumento previsto dall’art. 6 del D.Lgs 8 giugno 2001, n. 231 che consente a un ente — società di capitali, società di persone, associazione o fondazione — di ottenere l’esimente dalla responsabilità amministrativa per i reati commessi nel suo interesse o vantaggio da soggetti apicali o subordinati.

Il collegamento con la sicurezza sul lavoro nasce dall’art. 25-septies del D.Lgs 231/2001 (introdotto dalla L. 123/2007 e integrato dal D.Lgs 81/08): l’omicidio colposo (art. 589 c.p.) e le lesioni personali colpose gravi o gravissime (art. 590 c.p.) commessi con violazione di norme antinfortunistiche sono reati presupposto della responsabilità 231. In termini pratici: se un lavoratore muore o riporta lesioni gravi per un infortunio sul lavoro, il pubblico ministero avvia automaticamente il procedimento 231 a carico dell’azienda.

L’art. 30 del D.Lgs 81/08 stabilisce il contenuto minimo che il MOG deve avere per essere riconosciuto idoneo in materia di sicurezza: deve coprire il rispetto degli standard tecnico-legali di sicurezza, la valutazione dei rischi, il controllo delle attività pericolose, la gestione degli appalti, la sorveglianza sanitaria, la formazione e la comunicazione interna, l’acquisto di attrezzature e DPI conformi, la gestione delle emergenze. Un MOG che non copra tutte queste aree rischia di essere giudicato inadeguato, vanificando l’investimento fatto dall’azienda.

Le sanzioni in gioco per le PMI

  • Sanzione pecuniaria fino a 1.000 quote da max 1.549 € ciascuna: oltre 1,5 milioni di euro per omicidio colposo
  • Sanzioni interdittive: sospensione dell’attività, divieto di contrattare con la PA, esclusione da agevolazioni e contributi pubblici (da 3 mesi a 2 anni)
  • Confisca del profitto del reato, anche per equivalente (es. risparmio sui costi di sicurezza)
  • La sentenza ThyssenKrupp (Cass. Pen. Sez. IV, n. 38343/2014) ha confermato per la prima volta la condanna dell’ente per omicidio colposo da infortuni, con sanzione superiore a 1 milione di euro

Chi è obbligato ad adottare il MOG 231?

Nessuna impresa è obbligata per legge ad adottare un Modello Organizzativo. Il D.Lgs 231/2001 non contiene alcuna norma che imponga la redazione del MOG come adempimento obbligatorio. Tuttavia, il procedimento 231 scatta in automatico dopo un infortunio grave: senza un MOG adeguato e attuato prima del fatto, l’azienda non dispone di alcuno strumento difensivo.

PMI senza MOG

  • Nessuna esimente disponibile in caso di procedimento 231
  • Piena esposizione a sanzioni pecuniarie e interdittive
  • Impossibilità di dimostrare l’adeguatezza dei controlli interni
  • Rischio reputazionale in appalti pubblici e privati che richiedono la dimostrazione di conformità 231

PMI con MOG adeguato

  • Esimente ex art. 6 D.Lgs 231/2001 se il MOG era attuato prima del fatto
  • Riduzione significativa del premio INAIL tramite OT24 (fino al 28%)
  • Vantaggio competitivo in gare d’appalto e qualifiche di fornitori che valutano i sistemi di gestione
  • Riduzione strutturale del rischio infortuni grazie ai protocolli e alla formazione specifica

Per il CDL che assiste PMI in settori a rischio — costruzioni, manifattura, logistica, ristorazione, agricoltura — segnalare al cliente la necessità di valutare l’adozione del MOG non è solo un consiglio di buona pratica: è parte della consulenza preventiva che distingue uno studio da un mero gestore di adempimenti.

Il ruolo del CDL nella redazione del MOG

Dalla mappatura dei rischi penali alla strutturazione dell’OdV: le sei fasi in cui il Consulente del Lavoro porta valore concreto.

1

Analisi dei rischi penali (risk mapping)

Identificazione delle aree aziendali in cui possono verificarsi i reati presupposto dell’art. 25-septies: omicidio colposo e lesioni gravi da violazione di norme SSL (artt. 589 e 590 c.p.). Include la lettura del DVR, dei registri infortuni e dei verbali di ispezione.

Contributo specifico del CDL

Il CDL, già in possesso del DVR e della documentazione paghe del cliente, individua le lavorazioni ad alto rischio e le posizioni di garanzia (datore, dirigenti, preposti) su cui si concentra l’esposizione penale.

2

Mappatura dei processi decisionali

Descrizione dei flussi autorizzativi interni: chi dispone l’acquisto dei DPI, chi approva il piano di manutenzione delle macchine, chi autorizza i lavori in quota o in spazi confinati. La mappatura evidenzia i punti di controllo critici.

Contributo specifico del CDL

La conoscenza dell’organigramma aziendale — che il CDL gestisce ai fini delle comunicazioni INPS, INL e contrattualistica — consente di ricostruire la catena delle responsabilità senza dover partire da zero.

3

Redazione dei protocolli di prevenzione

Procedure operative che definiscono come devono essere prese e documentate le decisioni a rischio: autorizzazioni scritte per lavori pericolosi, checklist DPI, registro manutenzioni, gestione dei near-miss e delle segnalazioni interne.

Contributo specifico del CDL

Il CDL coordina la redazione con il RSPP e, se necessario, con un legale esperto in diritto penale dell’impresa, assicurando coerenza tra MOG, DVR e contratti di lavoro.

4

Nomina e strutturazione dell’OdV

L’Organismo di Vigilanza deve essere autonomo, continuativo, professionale e onorabile. Nelle PMI è ammesso l’OdV monocratico (un solo componente esterno). La nomina richiede delibera del CdA o dell’organo amministrativo.

Contributo specifico del CDL

Il CDL redige la delibera di nomina, definisce il mandato e il budget dell’OdV, e cura la comunicazione ai soci e ai dipendenti dell’avvenuta istituzione dell’organismo.

5

Sistema disciplinare e codice etico

Elemento obbligatorio del MOG: sanzioni graduate per chi non rispetta le procedure SSL, dal richiamo scritto al licenziamento per giusta causa in caso di violazioni gravi e reiterate. Deve essere integrato nel contratto collettivo applicato.

Contributo specifico del CDL

Il CDL è il professionista naturalmente deputato a redigere o aggiornare il regolamento aziendale e il codice etico, garantendo la coerenza con il CCNL applicato e con le norme di legge sul potere disciplinare.

6

Formazione specifica 231 e aggiornamento periodico

La formazione sul MOG deve essere distinta dalla formazione SSL obbligatoria ex D.Lgs 81/08, documentata e differenziata per livello gerarchico. Il MOG va aggiornato dopo ogni infortunio significativo o modifica organizzativa rilevante.

Contributo specifico del CDL

Il CDL pianifica il calendario della formazione 231 in coordinamento con quella SSL, sfruttando le stesse sessioni per ridurre i costi al cliente e monitorando le scadenze di aggiornamento del Modello.

Il CDL e l’OdV: confini da rispettare

Il Consulente del Lavoro che svolge attività di consulenza continuativa per un cliente (gestione paghe, adempimenti INL, contrattualistica) non può far parte dell’OdV dello stesso cliente, perché verrebbe meno il requisito di indipendenza richiesto dall’art. 6 D.Lgs 231/2001. Il CDL può invece collaborare con l’OdV come fornitore di dati rilevanti (nuove assunzioni, cessazioni, cambi mansione, variazioni organizzative), fungendo da antenna sul territorio del cliente senza assumere responsabilità di vigilanza.

Costi-benefici del MOG 231 per le PMI clienti

Una stima orientativa dei costi di implementazione e dei benefici attesi. I valori si riferiscono a PMI con 10-50 dipendenti in settori a rischio medio-alto.

VoceCosto indicativoBeneficio corrispondente
Redazione iniziale del MOG2.000 – 8.000 € (PMI fino a 50 dip.) a seconda della complessità del settore ATECO e del numero di aree a rischioEsimente dalla responsabilità 231: fino a 1.549.000 € di sanzioni pecuniarie evitate; esclusione delle sanzioni interdittive (sospensione attività)
OdV monocratico esterno (annuale)1.500 – 4.000 €/anno per un professionista esterno (legale o consulente 231 con competenze tecniche)Vigilanza continuativa sull’attuazione del MOG; riduzione del rischio che il Modello venga giudicato inefficacemente attuato in caso di procedimento
Aggiornamento annuale del MOG500 – 1.500 €/anno per revisione e adeguamento a modifiche normative o organizzativeMantenimento dell’efficacia esimente; allineamento automatico al DVR aggiornato e alle novità giurisprudenziali
Formazione specifica 231 ai dipendenti300 – 800 € per sessione formativa (gruppo fino a 20 persone, 2-4h)Prova documentale che i dipendenti conoscevano il MOG; riduzione del rischio di violazioni inconsapevoli dei protocolli SSL
Certificazione ISO 45001 (opzionale)3.000 – 10.000 € per la prima certificazione; 1.500 – 3.000 €/anno per i rinnovi (costi variabili in base all’organismo certificatore e alla complessità aziendale)Base documentale del SGSL utilizzabile per dimostrare l’idoneità del MOG; accesso a OT24 INAIL con riduzione del premio fino al 28%; vantaggio competitivo negli appalti

I costi sono indicativi e dipendono dalla complessità organizzativa, dal settore ATECO e dal numero di aree a rischio-reato identificate. La riduzione del premio INAIL tramite OT24 richiede la presentazione telematica entro il 28 febbraio dell’anno di competenza.

Domande frequenti — MOG 231 e sicurezza sul lavoro

Le PMI sono obbligate ad adottare il MOG 231?

No: il D.Lgs 231/2001 non impone a nessuna impresa l’obbligo di dotarsi di un Modello Organizzativo e di Gestione. L’adozione del MOG è volontaria e facoltativa. Tuttavia, in caso di infortunio mortale o lesioni gravi da violazione di norme SSL, il procedimento 231 viene avviato automaticamente a carico dell’ente. In assenza di un MOG adeguato e attuato prima del fatto, l’azienda non ha alcun strumento per ottenere l’esimente prevista dall’art. 6 del D.Lgs 231/2001 e rischia sanzioni pecuniarie fino a 1.549.000 euro e sanzioni interdittive che possono paralizzare l’attività. Per le PMI clienti del CDL che operano in settori ad alto rischio infortuni (costruzioni, manifattura, logistica, ristorazione), la valutazione del rischio 231 dovrebbe essere parte integrante della consulenza gestionale.

Cosa prevede l’art. 30 del D.Lgs 81/08 e perché è rilevante per il MOG?

L’art. 30 del D.Lgs 81/2008 stabilisce i contenuti minimi del MOG affinché questo possa avere efficacia esimente ai sensi del D.Lgs 231/2001 in materia di sicurezza sul lavoro. La norma elenca le aree che il Modello deve coprire: rispetto degli standard tecnici e legali di sicurezza; attività di valutazione dei rischi e relativa documentazione; sistemi di controllo sulle attività pericolose; gestione degli appalti e dei lavoratori autonomi; sorveglianza sanitaria; comunicazione e formazione; acquisto di attrezzature e DPI conformi; gestione delle emergenze. Un MOG che non copra tutte le aree dell’art. 30 rischia di essere giudicato inadeguato dal tribunale, vanificando l’investimento fatto dall’azienda. Il CDL che assiste nella redazione del MOG deve verificare la checklist dell’art. 30 come step obbligatorio.

Chi può fare parte dell’OdV in una piccola impresa?

Nelle imprese di piccole dimensioni l’art. 6, comma 4, del D.Lgs 231/2001 consente di affidare i compiti dell’OdV direttamente all’organo dirigente (amministratore unico o consiglio di amministrazione). Questa soluzione, però, riduce significativamente l’indipendenza e può essere contestata in caso di procedimento. La scelta preferibile è nominare un OdV monocratico esterno con competenze giuridico-penali e, per le aziende con rischi SSL significativi, anche tecnico-preventivistiche. Il Consulente del Lavoro non può far parte dell’OdV se svolge contemporaneamente attività di consulenza per lo stesso cliente in materia di rapporti di lavoro, in quanto verrebbe a mancare il requisito di indipendenza. Può però supportare l’OdV come fornitore di dati sul personale (cessazioni, cambi mansione, assunzioni) che rappresentano eventi rilevanti per il monitoraggio del MOG.

Il MOG 231 sostituisce il DVR o si affianca ad esso?

Il MOG 231 e il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi ex art. 28 D.Lgs 81/08) sono strumenti distinti con finalità complementari: il DVR valuta i rischi per la salute e sicurezza e pianifica le misure di prevenzione; il MOG 231 mappa i rischi-reato e stabilisce i protocolli per prevenire che un infortunio possa configurarsi come reato presupposto ex art. 25-septies D.Lgs 231/2001. I due documenti devono essere coerenti e aggiornati contestualmente: una modifica del ciclo produttivo che impone la revisione del DVR deve riflettersi anche nella mappatura del MOG. Il CDL che segue il cliente in entrambi gli ambiti è nella posizione ideale per garantire questa coerenza, evitando il rischio che i due documenti raccontino due realtà diverse — circostanza che in un’aula di tribunale sarebbe altamente problematica.

Quanto tempo richiede la redazione del MOG 231 per una PMI?

Per una PMI manifatturiera o di servizi con 10-50 dipendenti, la redazione di un MOG ex D.Lgs 231/2001 richiede mediamente 4-8 settimane di lavoro, distribuite tra l’analisi documentale (DVR, organigramma, CCNL applicato, contratti di appalto), i colloqui con il management, la stesura delle procedure e la formazione iniziale. La tempistica si allunga per aziende con più sedi, con lavoratori somministrati o in appalto, o in settori con rischi chimici o ambientali aggiuntivi. Il CDL che già dispone della documentazione paghe e contrattuale del cliente può ridurre significativamente i tempi di raccolta dati, accelerando la fase di analisi e abbattendo i costi complessivi del progetto.

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