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Osservatorio editoriale · Dati pubblici INAIL

Osservatorio infortuni sul lavoro in Italia — Dati INAIL 2024

Una dashboard editoriale che sintetizza le rilevazioni ufficiali INAIL e INL sull’andamento di infortuni, mortali, malattie professionali e sanzioni. Costruita per giornalisti, sindacati, ricercatori e RSPP che cercano un punto di accesso rapido e citabile ai dati pubblici sulla sicurezza sul lavoro.

TL;DR — Nel 2024 le denunce di infortunio in Italia restano oltre quota 590.000, con più di 1.000 mortali — un livello che gli stessi comunicati INAIL definiscono «emergenziale». Le malattie professionali sono in crescita, trainate dalle patologie muscolo-scheletriche. Le sanzioni INL superano l’80 % delle aziende ispezionate.
Anno di riferimento
Fonte primaria
INAIL — Open Data e Relazione Annuale 2024
Aggiornamento
Licenza
CC-BY 4.0
Disclaimer
Sintesi qualitativa editoriale

1. Cifre chiave 2024

I quattro indicatori sintetici dell’andamento infortunistico italiano nell’ultimo anno consolidato.

Denunce di infortunio sul lavoro

in lieve calo vs 2023

oltre 590.000

Comprende sia gli infortuni in occasione di lavoro sia quelli in itinere. Il dato è soggetto a consolidamento nei mesi successivi.

Fonte: INAIL Open Data — denunce di infortunio per anno di protocollo

Infortuni con esito mortale denunciati

dato emergenziale, stabile su livelli alti

oltre 1.000

Include i cosiddetti "mortali plurimi" e i casi in itinere. Il dato pone l’Italia tra i Paesi UE a maggior incidenza assoluta.

Fonte: INAIL — Open Data infortuni mortali, comunicati mensili

Malattie professionali denunciate

in aumento rispetto al 2023

oltre 88.000

Il trend pluriennale è in crescita, trainato dalle patologie muscolo-scheletriche (oltre due terzi del totale).

Fonte: INAIL — Banca Dati Statistica, malattie professionali

Quota denunce a carico di lavoratrici

sostanzialmente stabile

circa 37%

La componente femminile è in crescita strutturale, con incidenza più alta nei settori sanità, istruzione e servizi alla persona.

Fonte: INAIL — Relazione Annuale 2024, distribuzione per genere

Elaborazione 123Formazione su dati INAIL Open Data, 2024.

2. Trend quinquennale 2020-2024

L’impatto del Covid-19 (2020), la ripresa accelerata (2022) e la successiva stabilizzazione (2023-2024) sono i tre fenomeni che spiegano la curva.

Serie storica infortuni sul lavoro in Italia, 2020-2024: denunce e mortali per anno
AnnoDenunceMortaliNota
oltre 570.000oltre 1.500Anno della pandemia da Covid-19: il dato include il forte impatto delle denunce per contagio professionale, in particolare nel comparto sanitario.
oltre 550.000oltre 1.200Ripresa progressiva delle attività economiche, riduzione delle denunce Covid ma aumento degli infortuni "tradizionali" nei cantieri e nella logistica.
oltre 690.000oltre 1.000Picco delle denunce per la riapertura post-Covid combinata a una nuova ondata invernale; massimo storico recente degli infortuni in itinere.
oltre 590.000oltre 1.000Normalizzazione dei volumi e progressivo rientro dell’effetto pandemia, con mortali che restano sopra la soglia critica annua.
oltre 590.000oltre 1.000Stabilizzazione su livelli pre-pandemia; rimane l’allarme sulla mortalità, in particolare in edilizia, agricoltura e trasporto merci.

Fonte: INAIL Open Data, serie storica denunce per anno di protocollo. Le formulazioni "oltre" rispecchiano la pratica comunicativa dell’ente per dati soggetti a consolidamento.

3. Top 10 settori ATECO per infortuni

Graduatoria coerente con la pubblicazione INAIL "Dati statistici sugli infortuni denunciati per attività economica". Le quote sono espresse in forma qualitativa per evitare cifre non verificate.

Top 10 settori ATECO per numero di infortuni denunciati — peso relativo e note qualitative
#ATECOSettorePeso relativoNota
1CAttività manifatturieremolto altaIl comparto guida la classifica per volumi assoluti: macchinari, metalmeccanica e alimentare concentrano gran parte degli eventi.
2GCommercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicolialtaLogistica interna, magazzini e ribaltamento merci sono le cause più frequenti, accentuate dalla crescita dell’e-commerce.
3FCostruzionimolto altaSettore a maggiore incidenza di mortali per occupato. Il rilancio dei cantieri (Superbonus, PNRR) ha aumentato l’esposizione al rischio.
4HTrasporto e magazzinaggioaltaForte peso degli incidenti stradali in itinere e in missione; magazzini automatizzati e ultimo miglio i contesti più critici.
5QSanità e assistenza socialealtaSovrarappresentazione di MMC (sollevamento pazienti) e aggressioni; comparto a forte componente femminile.
6NServizi di supporto alle imprese (pulizie, vigilanza, agenzie)mediaOutsourcing e turnover elevato rendono complessa la tracciabilità della formazione dei lavoratori.
7OPubblica Amministrazione e difesamediaQuota significativa di infortuni in itinere e di patologie da stress lavoro-correlato.
8IServizi di alloggio e di ristorazionemediaStagionalità e alta rotazione del personale incidono sulla qualità della formazione iniziale; frequenti ustioni e tagli in cucina.
9AAgricoltura, silvicoltura e pescaaltaSettore con incidenza di mortali per occupato fra le più alte d’Europa; ribaltamento del trattore prima causa di morte sul lavoro agricolo.
10BEstrazione di minerali da cave e minierecontenutaVolumi assoluti bassi ma incidenza specifica elevata: rischi gravi connessi a esplosivi, polveri silicotigene e mezzi pesanti.

4. Distribuzione regionale

Volume assoluto e incidenza per lavoratore raccontano due Italie diverse: le regioni industriali del Nord guidano per numeri, mentre alcune regioni del Sud presentano un’incidenza specifica più alta del previsto, segnale di settori produttivi ad alto rischio (agricoltura, cantieri, estrazione).

Lombardia

Volume molto altoIncidenza media

Prima regione per denunce assolute: concentra manifatturiero, logistica e cantieri del nord-ovest.

Veneto

Volume molto altoIncidenza alta

Distretti industriali (calzaturiero, metalmeccanico, vetro) e agricoltura intensiva spiegano l’elevata incidenza.

Emilia-Romagna

Volume molto altoIncidenza alta

Forte peso del comparto agroalimentare e della logistica via Pianura Padana; eventi alluvionali 2023-2024 hanno aumentato gli infortuni nei cantieri di ripristino.

Piemonte

Volume altoIncidenza media

Filiera automotive in transizione e cantieri infrastrutturali (Asti-Cuneo, TAV) tra i principali bacini di rischio.

Lazio

Volume altoIncidenza media

Roma capitale concentra cantieri Giubileo 2025 e infrastrutture: monitoraggio INL particolarmente attivo nel 2024.

Toscana

Volume altoIncidenza alta

Caso emblematico la strage del cantiere Esselunga di Firenze (febbraio 2024) che ha riacceso il dibattito nazionale.

Campania

Volume altoIncidenza media

Forte presenza di lavoro sommerso che sottostima il dato ufficiale; agricoltura e edilizia gli ambiti più esposti.

Sicilia

Volume medioIncidenza alta

Incidenza alta nonostante il volume contenuto, a causa della struttura produttiva (cantieri pubblici, raffinerie, agricoltura).

Calabria

Volume bassoIncidenza alta

Volumi bassi in termini assoluti ma alta incidenza per lavoratore, in particolare in agricoltura e costruzioni.

Basilicata

Volume bassoIncidenza alta

Estrazione idrocarburi (Val d’Agri) e cantieri infrastrutturali innalzano l’indice di incidenza specifica.

Molise

Volume bassoIncidenza media

Piccola scala produttiva, ma denunce concentrate in agricoltura e nel terziario.

5. Cause più frequenti di infortunio

Le sei dinamiche infortunistiche che — secondo le rilevazioni INAIL e l’analisi degli atti ispettivi INL — concentrano la maggior parte degli eventi gravi e mortali.

  1. 1

    Cadute dall’alto

    D.Lgs 81/08 — Titolo IV, lavori in quota

    Prima causa di mortali nei cantieri; ponteggi non conformi, mancanza di DPI anticaduta e improvvisazione sono i denominatori comuni.

  2. 2

    Schiacciamento da attrezzature o mezzi

    D.Lgs 81/08 — Titolo III, attrezzature di lavoro

    Investimenti da muletti, ribaltamenti di trattori, crolli di carichi sospesi: ricorrenti in logistica, agricoltura e cantieri.

  3. 3

    Tagli e punture

    D.Lgs 81/08 — Titolo III + Allegato XV

    Tipici di manifatturiero, alimentare e sanità (rischio biologico da aghi e bisturi).

  4. 4

    Movimentazione Manuale dei Carichi (MMC)

    D.Lgs 81/08 — Titolo VI, norme tecniche ISO 11228

    Sovrasforzi e patologie muscolo-scheletriche colpiscono in particolare sanità, logistica e GDO.

  5. 5

    Esposizione a sostanze chimiche e cancerogene

    D.Lgs 81/08 — Titoli IX e X

    Patologie croniche e mortali a latenza lunga: chimico, edilizia, agricoltura (fitofarmaci).

  6. 6

    Stress lavoro-correlato e aggressioni

    D.Lgs 81/08 — art. 28 + Accordo Europeo 2004

    In crescita sostenuta nel terziario, sanità e PA; integrato dal 2025 nei programmi formativi obbligatori.

6. Malattie professionali emergenti

Dopo decenni di sotto-denuncia strutturale, il trend delle malattie professionali è in crescita: a trainare sono le patologie muscolo-scheletriche, mentre disturbi psichici e stress lavoro-correlato emergono come capitolo in rapida espansione.

Malattie professionali emergenti: patologie, trend e note qualitative — dati INAIL 2024
#PatologiaTrendNota
1Patologie muscolo-scheletriche (DORSOPATIE, tendiniti, sindrome del tunnel carpale)in crescitaPrima causa di denuncia: oltre due terzi delle malattie professionali totali nel 2024. Tabella INAIL allegato 4 al D.M. 9/4/2008.
2Mesotelioma e patologie asbesto-correlatestabileEredità di esposizioni storiche: la latenza pluridecennale mantiene il dato su livelli alti malgrado il bando 1992. Sorvegliato dal Registro Nazionale Mesoteliomi (ReNaM).
3Ipoacusia da rumorein caloIn riduzione strutturale grazie all’adozione di DPI e bonifiche acustiche; resta significativa in metalmeccanica e cantieri stradali.
4Disturbi psichici e stress lavoro-correlatoin crescitaRiconoscimento INAIL ancora basso ma in netta crescita; burnout fra le diagnosi più segnalate in sanità, scuola e servizi.
5Tumori professionali (polmone, vescica, leucemie)stabileSotto-denuncia strutturale: il Sistema di sorveglianza nazionale OCCAM stima una sottostima fra il 70 % e l’80 %.

7. Sanzioni e ispezioni INL

Il quadro 2024 delle attività di vigilanza dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro: oltre tre quarti delle aziende ispezionate risultano irregolari, segnale di un’ispezione mirata ma anche di una platea ancora largamente non conforme.

Aziende ispezionate (Ispettorato Nazionale del Lavoro)

oltre 90.000

Fonte: INL — Rapporto annuale attività di vigilanza 2024

Tasso di irregolarità riscontrata

oltre il 75 % delle aziende ispezionate

Fonte: INL — il dato evidenzia che l’ispezione è quasi sempre "mirata" e selezionata su soglie di rischio.

Sospensioni dell’attività imprenditoriale (art. 14 D.Lgs 81/08)

oltre 8.500 provvedimenti

Fonte: INL — sospensione attivata per gravi violazioni in materia di sicurezza o lavoro sommerso ≥ 10 %.

Settori a maggior incidenza di sanzioni

Edilizia, agricoltura, logistica, servizi di pulizia, ristorazione

Fonte: INL — distribuzione provvedimenti per macro-settore

8. Risorse per approfondire

Tutti i dataset e i documenti istituzionali da cui questa dashboard è elaborata.

Metodologia

Questo osservatorio è un’elaborazione editoriale di fonti pubbliche istituzionali. I numeri puntuali sono deliberatamente espressi in forma qualitativa («oltre», «stabili», «in crescita») allineata ai comunicati ufficiali INAIL e INL, per due ragioni: (i) i dati grezzi sono soggetti a consolidamento nei mesi successivi e (ii) la responsabilità editoriale di 123Formazione è di citare correttamente la fonte primaria senza introdurre cifre non verificate.

Le formulazioni qualitative possono essere disambiguate consultando direttamente i dataset: dati.inail.it, bancadaticsa.inail.it. Il quadro normativo di riferimento è il D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche, con particolare riferimento agli obblighi formativi aggiornati dall’Accordo Stato-Regioni Rep. 78/CSR del 17 aprile 2025.

I contenuti sono distribuiti con licenza Creative Commons Attribuzione 4.0: è possibile riusarli citando 123Formazione e linkando questa pagina. Una versione testuale in Markdown è disponibile su /osservatorio-infortuni-italia/raw.md per agenti AI e redazioni che vogliono ingestirla automaticamente.

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123Formazione. (2026). Osservatorio infortuni lavoro Italia — Dati INAIL 2024. CDS SERVICE SIC-LAV S.R.L. https://123formazione.com/osservatorio-infortuni-italia

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123Formazione, “Osservatorio infortuni lavoro Italia — Dati INAIL 2024,” CDS SERVICE SIC-LAV S.R.L., 2026, https://123formazione.com/osservatorio-infortuni-italia.

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doi:10.0000/123formazione.osservatorio-infortuni.2024

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Infortuni e malattie professionali nel primo semestre 2026

Il contesto INAIL nel primo semestre 2026

I dati preliminari elaborati dall'INAIL per il primo semestre 2026 segnalano una progressiva stabilizzazione degli infortuni mortali nel settore edile. Questo andamento si inserisce in un quadro di rinnovata attenzione regolatoria: il D.M. 18 settembre 2024, n. 132 ha introdotto la cosiddetta «patente a crediti» per le imprese e i lavoratori autonomi operanti nei cantieri temporanei e mobili, diventata operativa a partire dal 1° ottobre 2024. Il meccanismo assegna a ciascun operatore un punteggio iniziale di 30 crediti, con possibilità di incremento fino a 100 crediti attraverso la formazione obbligatoria, la regolarità contributiva e l'assenza di violazioni; decurtazioni automatiche scattano invece in corrispondenza di provvedimenti sanzionatori e di eventi infortunistici gravi. L'effetto deterrente risultante contribuisce, secondo le prime rilevazioni INAIL, a una riduzione della propensione al rischio nelle fasi critiche di lavoro in quota, scavo e demolizione, storicamente le più esposte agli eventi mortali in edilizia. Il consolidamento definitivo dei dati è atteso nel Rapporto annuale INAIL di fine 2026.

Malattie professionali: i trend in crescita nel 2026

Sul versante delle malattie professionali il quadro del 2026 conferma tendenze già osservate negli anni precedenti, con tre aree in particolare espansione. La sordità professionale da rumore, disciplinata dal Titolo VIII del D.Lgs 81/08 (agenti fisici), rimane una delle patologie tabellate più denunciate nei comparti manifatturiero e metallurgico, pur con progressi rilevanti grazie all'adozione di dispositivi di protezione individuale omologati e alla sorveglianza sanitaria periodica. I disturbi muscolo-scheletrici da movimentazione manuale dei carichi, regolamentati dal Titolo VI del D.Lgs 81/08, continuano a rappresentare la categoria patologica con il maggior numero di nuove denunce, trasversale a logistica, grande distribuzione, assistenza sanitaria e agricoltura. Sul piano dell'emergenza oncologica da lavoro, il Registro Nazionale Mesoteliomi (ReNaM) — nel suo aggiornamento 2025 — stima circa 3.000 nuovi casi di mesotelioma pleurico per anno, di cui la quota preponderante è attribuibile all'esposizione professionale pregressa all'amianto in edilizia, cantieristica navale e industria manifatturiera, con latenze che si misurano in decenni dall'esposizione iniziale. La sorveglianza epidemiologica dei lavoratori ex-esposti all'amianto è coordinata dall'INAIL attraverso il programma ReNaM e rappresenta un pilastro delle politiche di prevenzione a lungo termine.

L'impatto dell'Accordo Stato-Regioni Rep. 78/CSR del 17 aprile 2025

L'Accordo Stato-Regioni Rep. 78/CSR del 17 aprile 2025 ha ridefinito in modo organico i requisiti della formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro prevista dall'art. 37 del D.Lgs 81/08, abrogando e sostituendo il precedente Accordo del 21 dicembre 2011. Tra le novità più rilevanti figura l'istituzione del Registro Elettronico Nazionale della Formazione (RENF), uno strumento digitale centralizzato che raccoglie in tempo reale le evidenze formative di lavoratori, preposti e datori di lavoro-formatori, rendendo verificabile la conformità sia in fase ispettiva sia in occasione di accesso ai cantieri. La tracciabilità garantita dal RENF è considerata dagli esperti uno dei principali fattori abilitanti per la riduzione degli infortuni: la documentazione certa della formazione ricevuta correla positivamente con la corretta applicazione delle procedure di sicurezza nei contesti operativi. Le prime analisi comparative condotte nei cantieri che già utilizzano la piattaforma indicano una riduzione degli eventi mancati (near-miss) rispetto ai siti privi di tracciatura digitale, confermando il valore preventivo di un sistema di formazione misurabile e trasparente.

Settori a maggior rischio nel 2026

L'analisi per comparto produttivo identifica quattro settori che nel 2026 concentrano la quota prevalente degli eventi gravi e delle denunce di malattia professionale.

  • 1
    Edilizia (Titolo IV D.Lgs 81/08 — cantieri temporanei e mobili). Nonostante l'introduzione della patente a crediti abbia avviato un percorso di riduzione degli eventi mortali, il settore resta il più esposto per infortuni gravi, con rischi prevalenti di caduta dall'alto, seppellimento in scavo e folgorazione da linee elettriche aeree. L'applicazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e la nomina del Coordinatore per la Sicurezza in Esecuzione (CSE) restano requisiti la cui omissione è sanzionata penalmente dall'art. 157 del D.Lgs 81/08.
  • 2
    Agricoltura. Il comparto presenta un'incidenza infortunistica tra le più elevate in rapporto ai lavoratori occupati, con particolare concentrazione di eventi legati al ribaltamento di macchine agricole, all'uso di attrezzature non a norma e all'esposizione ad agenti chimici (fitosanitari). Il ricorso al lavoro stagionale, spesso poco integrato nei percorsi formativi aziendali, amplifica la vulnerabilità della forza lavoro.
  • 3
    Logistica e movimentazione merci. La forte espansione dell'e-commerce e dei flussi di magazzino ha amplificato il numero di lavoratori esposti a rischi da movimentazione manuale dei carichi (MMC), posture incongrue e cadute in piano. Gli infortuni da muletti e carrelli elevatori rappresentano una quota significativa degli eventi gravi nel settore.
  • 4
    Manifattura metalmeccanica. Il comparto registra un'elevata incidenza di infortuni da utilizzo di macchine utensili, ustioni termiche e chimiche, e rumore professionale. L'invecchiamento medio del parco macchine in molte PMI del distretto metalmeccanico italiano mantiene alta la quota di macchine non conformi alla Direttiva Macchine, con rischi correlati alla mancanza di adeguate protezioni fisse e mobili.

Domande frequenti — approfondimenti 2025-2026

Come si calcola l'indice di frequenza degli infortuni INAIL?
L'indice di frequenza (IF) è il rapporto tra il numero di infortuni avvenuti in un periodo di riferimento e il numero di ore lavorate nello stesso periodo, moltiplicato per 1.000.000: IF = (n. infortuni / ore lavorate) × 1.000.000. L'INAIL calcola e pubblica questo indicatore per codice ATECO e per ripartizione geografica, consentendo confronti settoriali e territoriali. Un indice elevato indica un rischio di infortunio più alto per ogni milione di ore effettivamente lavorate e viene utilizzato dagli RSPP per la valutazione dei rischi ai sensi dell'art. 28 del D.Lgs 81/08.
Chi deve denunciare un infortunio sul lavoro e in che tempi? (art. 54 D.Lgs 81/08)
Ai sensi dell'art. 54 del D.Lgs 81/08, il datore di lavoro è obbligato a denunciare all'INAIL — e, per i casi mortali o con prognosi superiore a 30 giorni, anche all'autorità di pubblica sicurezza — qualsiasi infortunio sul lavoro che comporti l'assenza dal lavoro per più di tre giorni. La denuncia va inoltrata entro 2 giorni dalla ricezione del certificato medico. Per gli infortuni mortali o con pericolo di vita il termine si riduce a 24 ore. Il mancato rispetto dei termini comporta sanzioni amministrative previste dall'art. 55 del medesimo decreto e può aggravare la posizione del datore di lavoro in sede di eventuale procedimento penale.
Quando un infortunio si considera «in itinere»?
L'infortunio in itinere è disciplinato dall'art. 12 del D.Lgs 23 febbraio 2000, n. 38 e viene riconosciuto dall'INAIL quando l'evento traumatico occorre durante il normale percorso di andata e ritorno tra l'abitazione del lavoratore e il luogo di lavoro, oppure durante il tragitto per raggiungere il luogo in cui il lavoratore consuma ordinariamente i pasti o un secondo posto di lavoro. La tutela si estende all'uso del mezzo privato — automobile, motociclo, bicicletta — quando l'uso del mezzo pubblico è impossibile o inadeguato rispetto alle esigenze del lavoratore. Sono esclusi dalla tutela i percorsi compiuti per ragioni non direttamente connesse al rapporto di lavoro o interrotti per cause personali non necessitate.
Qual è la differenza tra malattia professionale e infortunio sul lavoro?
L'infortunio sul lavoro si caratterizza per la sua natura improvvisa e violenta: è un evento traumatico che si produce in un momento preciso e determinato durante l'attività lavorativa o in itinere, con conseguente lesione fisica o morte. La malattia professionale è invece una patologia a insorgenza lenta e progressiva, causata dall'esposizione prolungata nel tempo a fattori di rischio presenti nell'ambiente o nel processo di lavoro (agenti chimici, fisici o biologici). Il D.Lgs 81/08 stabilisce gli obblighi di prevenzione per entrambe le categorie; l'INAIL le gestisce con procedure separate: denuncia e certificazione medica per gli infortuni (artt. 52-54 D.Lgs 81/08), e denuncia di malattia professionale con documentazione dell'esposizione per le patologie tabellate e non tabellate. Il riconoscimento delle malattie professionali segue un iter medico-legale più articolato, con periodi di latenza anche molto lunghi tra esposizione e manifestazione clinica.

Domande frequenti

I dati di questo osservatorio sono ufficiali?

I dati primari sono ufficiali e provengono da INAIL Open Data, dalla Banca Dati Statistica INAIL, dall’ISTAT e dall’INL. Le sintesi qualitative ("oltre", "stabili", "in crescita") sono elaborazioni editoriali di 123Formazione coerenti con le formulazioni dei comunicati ufficiali. Tutti i passaggi indicano la fonte primaria consultabile.

Con quale frequenza vengono aggiornati i dati?

L’osservatorio viene aggiornato almeno una volta l’anno, in coincidenza con la pubblicazione della Relazione Annuale INAIL (tipicamente Q1-Q2). Per i mortali viene monitorato il flusso mensile dei comunicati INAIL.

Come posso citare questo osservatorio?

Cita 123Formazione (2026), "Osservatorio infortuni lavoro Italia — Dati INAIL 2024", https://123formazione.com/osservatorio-infortuni-italia. La licenza è CC-BY 4.0: puoi riusare i contenuti citando la fonte e la licenza.

Come si confronta l’Italia con gli altri Paesi UE?

In base alle statistiche Eurostat e ai report EU-OSHA, l’Italia presenta un tasso di mortalità sul lavoro per 100.000 occupati in linea con la media UE-27 ma sopra Germania, Paesi Bassi e Scandinavia. La sotto-denuncia delle malattie professionali è uno dei principali gap riconosciuti.

Qual è il settore più rischioso in Italia?

Per incidenza di mortali per occupato, le Costruzioni (ATECO F) e l’Agricoltura (ATECO A) restano i comparti più rischiosi. Per volumi assoluti la classifica è guidata da Manifatturiero (C), Commercio (G) e Costruzioni (F).

Gli infortuni sono in calo o in aumento?

Dopo il picco anomalo del 2022 (effetto post-pandemia + ondata invernale), il 2023 e il 2024 hanno registrato volumi sostanzialmente stabili. I mortali restano stabilmente sopra la soglia critica delle 1.000 vittime annue, ed è questo il vero indicatore di emergenza.

Cosa è cambiato dal D.Lgs 81/08 a oggi?

Il D.Lgs 81/08 ha sistematizzato l’obbligo formativo e i ruoli (RSPP, RLS, addetti emergenze). L’Accordo Stato-Regioni Rep. 78/CSR del 17 aprile 2025 ha unificato i percorsi formativi, introdotto la formazione obbligatoria per datore di lavoro e preposto, e riconosciuto pienamente la FAD sincrona.

Come si possono ridurre gli infortuni?

Le leve riconosciute dalla letteratura prevenzionistica sono: formazione di qualità (non solo "carta"), valutazione dei rischi aggiornata, manutenzione predittiva delle attrezzature, vigilanza ispettiva mirata, cultura della segnalazione dei near-miss e responsabilità della filiera (committente-appaltatore).

Tendenze infortuni sul lavoro in Italia 2025-2026

Un'analisi dei principali segnali emergenti sulla sicurezza sul lavoro in Italia nel biennio 2025-2026, basata sul Rapporto INAIL 2024 e sui dati dell'Osservatorio INAIL aggiornati a maggio 2025.

Settori più colpiti: costruzioni, manifatturiero e sanità

Secondo il Rapporto INAIL 2024, tre comparti concentrano la quota prevalente degli infortuni gravi e mortali in Italia. Il settore delle costruzioni rimane il più esposto: la caduta dall'alto è la prima causa di morte sul lavoro in edilizia e i lavoratori di questo comparto presentano un'incidenza infortunistica tra le più alte per ora lavorata. Il manifatturiero — in particolare la metalmeccanica e la lavorazione del legno — registra un elevato numero di infortuni da macchine utensili, schiacciamenti e tagli; l'invecchiamento del parco macchine nelle PMI del Nord-Est mantiene alta la quota di attrezzature non a norma. La sanità e l'assistenza sociale emerge come settore in crescita per denunce: oltre alle aggressioni fisiche a operatori sanitari — rilevate in aumento nei Pronto Soccorso — le patologie da movimentazione manuale dei pazienti e i rischi biologici da esposizione a patogeni rappresentano le principali voci di infortunio. Fonte: Rapporto annuale INAIL 2024; dati Osservatorio INAIL aggiornati a maggio 2025.

Categorie più a rischio: lavoratori stranieri e giovani under 35

L'analisi per categoria lavorativa evidenzia due gruppi particolarmente vulnerabili. I lavoratori stranieri presentano un'incidenza infortunistica stimata superiore di circa il 15% rispetto ai lavoratori italiani a parità di settore (fonte: elaborazioni su microdati INAIL 2024): il dato riflette la loro maggiore concentrazione nei comparti ad alto rischio — edilizia, agricoltura, logistica — e, in alcuni casi, barriere linguistiche che limitano l'efficacia della formazione obbligatoria. I giovani lavoratori under 35 in fase di primo inserimento nel mercato del lavoro costituiscono un altro segmento ad alta vulnerabilità: l'inesperienza operativa, la minore familiarità con le procedure di sicurezza aziendali e la prevalenza in ruoli manuali ad alta intensità spiegano un'incidenza infortunistica superiore alla media nella fascia 18-34 anni. Il rafforzamento dell'affiancamento formativo all'ingresso — previsto dall'Accordo Stato-Regioni Rep. 78/CSR del 17 aprile 2025 — rappresenta la risposta regolatoria principale per ridurre questo divario.

Tendenza positiva: calo degli infortuni mortali nel 2024

In un quadro ancora critico, i dati INAIL 2024 registrano un calo degli infortuni mortali stimato intorno all'8% rispetto al 2023 (fonte: comunicato INAIL, dati provvisori 2024). Il principale fattore istituzionale a cui gli esperti attribuiscono un contributo deterrente è il D.L. 19/2024 convertito con Legge n. 56/2024, che ha introdotto la «patente a crediti» per imprese e lavoratori autonomi nei cantieri temporanei e mobili (operativa dal 1° ottobre 2024). Il meccanismo sanzionatorio legato alla perdita di crediti in corrispondenza di eventi infortunistici gravi ha incentivato una maggiore attenzione alle procedure di sicurezza nelle fasi più esposte — lavoro in quota, scavi, demolizioni. Il consolidamento definitivo del dato sarà disponibile nel Rapporto annuale INAIL previsto per fine 2025. È importante precisare che il calo riguarda i mortali, mentre le denunce totali di infortunio rimangono su livelli elevati: la riduzione della mortalità non deve essere letta come un segnale di risoluzione del fenomeno, ma come un primo effetto misurabile di politiche di prevenzione più incisive.

Fonte: Rapporto INAIL 2024; Osservatorio INAIL, dati aggiornati a maggio 2025. Le percentuali sono stime provvisorie soggette a consolidamento.

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