- Categoria
- Sicurezza per professione
- Pubblicato
- 21 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 21 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 10 min (2054 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
- Riferimenti normativi
- Normattiva – D.Lgs. 81/2008 Allegato V · Normattiva – D.Lgs. 150/2012 (uso sostenibile pesticidi) · EUR-Lex – Reg. CE 1107/2009 (prodotti fitosanitari) · INAIL – Sicurezza in agricoltura · Ministero della Salute – Piano d'Azione Nazionale pesticidi
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione
Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2026
Quadro normativo per i lavoratori agricoli professionali
Il settore agricolo è soggetto al D.Lgs 81/08 con le specificità introdotte per questo comparto: il Titolo IV bis (artt. 176 bis e seguenti, introdotti dal D.Lgs 106/2009) non è applicabile all'agricoltura, ma le disposizioni generali del Testo Unico si applicano con le adattamenti previsti per il lavoro agricolo. I periti agrari e gli agronomi che svolgono attività professionale — come liberi professionisti, come dipendenti di studi agronomici, di cooperative agricole o di enti pubblici — sono soggetti agli obblighi del D.Lgs 81/08 nelle vesti che di volta in volta assumono (datore di lavoro, lavoratore autonomo, collaboratore).
Il Regolamento (CE) 1107/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari disciplina l'autorizzazione, l'uso e il controllo dei pesticidi in Europa. Il D.Lgs 150/2012, che ha attuato la Direttiva 2009/128/CE (uso sostenibile dei pesticidi), impone l'obbligo di abilitazione per gli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari: l'abilitazione si ottiene con un corso formativo approvato dalla Regione e ha validità quinquennale, con rinnovo tramite aggiornamento. Il perito agrario e l'agronomo che utilizzano o prescrivono prodotti fitosanitari devono essere in possesso dell'abilitazione vigente.
La certificazione dei distributori e dei consulenti di prodotti fitosanitari è anch'essa disciplinata dal D.Lgs 150/2012: il professionista che fornisce consulenza tecnica sull'uso dei fitosanitari (incluse le prescrizioni contenute nel piano di trattamento aziendale) deve essere in possesso dell'abilitazione come consulente, che prevede un percorso formativo specifico e l'aggiornamento periodico. Il Piano d'Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN, D.M. 22/01/2014) definisce i criteri e le procedure per il sistema di formazione e certificazione.
Il D.Lgs 81/08 si applica ai lavoratori agricoli che utilizzano trattori e macchine agricole attraverso il Titolo III (attrezzature di lavoro) e l'Allegato V (requisiti minimi di sicurezza per le attrezzature di lavoro): i trattori agricoli devono essere dotati di telaio di protezione contro il ribaltamento (ROPS — Roll-Over Protective Structure) e cintura di sicurezza, i quali costituiscono il sistema di protezione primario contro il rischio di schiacciamento in caso di ribaltamento. L'Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012 definisce le abilitazioni per la conduzione dei trattori agricoli a ruote e a cingoli.
Sicurezza nell'uso dei trattori agricoli: ribaltamento e ROPS
Il ribaltamento del trattore è la causa più frequente di infortuni mortali nel settore agricolo in Italia: le statistiche INAIL mostrano che ogni anno decine di conduttori di trattori perdono la vita a causa del ribaltamento del mezzo, spesso su terreni in pendio, su scarpate o fossati, o durante le manovre in spazi angusti. Il ROPS (Roll-Over Protective Structure) — il telaio o la cabina di protezione — è il dispositivo che protegge il conduttore in caso di ribaltamento, riducendo drasticamente la probabilità di schiacciamento. La cintura di sicurezza è imprescindibile per l'efficacia del ROPS: senza cintura il conduttore può essere espulso dall'abitacolo.
Il D.Lgs 81/08 Allegato V (requisiti minimi per le attrezzature già in uso) impone che i trattori agricoli utilizzati dai lavoratori siano dotati di ROPS. Per i trattori che ne sono sprovvisti (modelli storici o importati senza ROPS) il datore di lavoro ha l'obbligo di adeguare il trattore con l'installazione di un ROPS conforme alle norme tecniche (OCSE codice 4 o 7, UNI ISO 11684). L'INAIL ha contribuito nel corso degli anni al finanziamento dell'adeguamento dei trattori agricoli con ROPS attraverso specifici incentivi (bando ISI Agricoltura).
La formazione dei conduttori di trattori agricoli ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012 prevede: un modulo teorico sulla normativa di sicurezza, sui rischi del ribaltamento e sui sistemi di protezione (ROPS, cintura di sicurezza), e un modulo pratico con prova di conduzione su diversi tipi di terreno e di pendio. Il corso è obbligatorio per i lavoratori che utilizzano il trattore come attrezzatura di lavoro (dipendenti, collaboratori) e ha validità quinquennale con aggiornamento. La patente di guida di categoria B non è sufficiente: l'abilitazione specifica per il trattore agricolo è un requisito distinto.
Oltre al rischio di ribaltamento, il trattore presenta altri rischi meccanici: il presa di potenza (PTO) è una delle fonti di infortuni più gravi in agricoltura — l'impigliamento di indumenti, capelli o arti nell'albero cardanico del PTO a causa dell'assenza o del danneggiamento della protezione tubolare è causa di gravissime amputazioni e di decessi. Il datore di lavoro ha l'obbligo di verificare che tutte le protezioni del PTO siano in essere e in buono stato di conservazione prima dell'utilizzo del trattore.
Rischio da prodotti fitosanitari: classificazione e DPI
I prodotti fitosanitari (pesticidi) comprendono insetticidi, fungicidi, erbicidi, acaricidi, rodenticidi e altri agenti chimici usati per la protezione delle colture. La classificazione della pericolosità si basa sul Regolamento CLP (CE 1272/2008): molti prodotti fitosanitari sono classificati come tossici acuti (H300, H310, H330), cancerogeni (H350), mutageni (H340) o tossici per la riproduzione (H360). Il Reg. CE 1107/2009 impone che solo i prodotti autorizzati dall'EFSA e dalla Commissione europea siano immessi sul mercato e utilizzati.
I percorsi di esposizione dei lavoratori ai fitosanitari sono: cutaneo (contatto diretto con il prodotto durante la preparazione della miscela, la pulizia dell'attrezzatura, il rientro in campo prima del rispetto dell'intervallo di rientro), inalatorio (esposizione agli aerosol e vapori durante la distribuzione con atomizzatori, lance e barre irroratrici), orale (ingestione accidentale per inadeguata igiene delle mani). La valutazione dell'esposizione occupazionale ai fitosanitari può avvalersi di modelli predittivi (German BBA model, UK POEM — Predictive Operator Exposure Model) o di misurazioni biologiche (biomonitoraggio degli inibitori delle colinesterasi per gli organofosforati).
I DPI per l'uso dei prodotti fitosanitari devono essere indicati sull'etichetta del prodotto e specificati nella scheda di dati di sicurezza: in genere comprendono tuta monouso di categoria III (EN 13982 o EN 13034) con cappuccio, guanti di protezione chimica adeguati al prodotto (la resistenza chimica dipende dal solvente del formulato), occhiali o visiera di protezione, stivali in gomma o PVC. Per i prodotti con rischio inalatorio elevato (es. fumiganti, prodotti con altissima volatilità) è richiesta la protezione respiratoria con maschera e filtri adeguati alla natura dell'agente (filtro combinato A2-P3 per la maggior parte dei fitosanitari).
L'intervallo di rientro — il tempo minimo che deve trascorrere tra il trattamento fitosanitario e il rientro dei lavoratori nel campo trattato — è stabilito dall'autorizzazione del prodotto e riportato in etichetta. Il mancato rispetto dell'intervallo di rientro è una fonte di esposizione acuta ai fitosanitari per i lavoratori agricoli (raccoglitori, potatori, squadre di manutenzione). Il datore di lavoro deve comunicare i trattamenti effettuati, i prodotti usati e gli intervalli di rientro a tutti i lavoratori che operano nelle aree trattate.
Stress termico estivo e lavoro outdoor in agricoltura
Il lavoro outdoor in agricoltura durante i mesi estivi espone i lavoratori al rischio di stress da calore (heat stress): l'esposizione prolungata ad alte temperature e irraggiamento solare, in combinazione con l'attività fisica intensa delle operazioni agricole (vendemmia, raccolta, potatura), può causare colpo di calore (heat stroke), esaurimento da calore (heat exhaustion) e crampi da calore (heat cramps). Il D.Lgs 81/08 impone la valutazione del rischio da microclima lavorativo (Titolo VIII Capo III, artt. 180-185 e Allegato XXXIV) anche per i contesti outdoor.
Le linee guida INAIL e del Ministero della Salute per la prevenzione del rischio da calore in agricoltura raccomandano: programmazione delle attività più faticose nelle ore più fresche della giornata (prime ore del mattino, tardo pomeriggio), pause frequenti all'ombra, disponibilità di acqua fresca per la reidratazione (almeno 1 litro/ora nelle condizioni più calde), formazione dei lavoratori sul riconoscimento dei sintomi di colpo di calore e sulle procedure di pronto intervento. L'indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature), standardizzato dalla norma ISO 7933, è lo strumento di riferimento per la valutazione del rischio da calore in ambienti caldi e per la definizione dei limiti di lavoro.
Il perito agrario e l'agronomo che operano come responsabili o consulenti di aziende agricole devono garantire che i lavoratori sotto la loro supervisione siano protetti dal rischio da calore: la valutazione del rischio microclima outdoor deve essere aggiornata stagionalmente, con piani di lavoro che tengano conto delle previsioni meteorologiche e consentano la flessibilità necessaria per sospendere le attività outdoor nelle ore più calde delle giornate più calde dell'estate. Il Decreto legge 4 maggio 2023, n. 48 (convertito in Legge 85/2023) ha introdotto la possibilità per i lavoratori di richiedere la Cassa Integrazione Guadagni in caso di sospensione dell'attività per temperatura eccessiva.
La sorveglianza sanitaria dei lavoratori agricoli esposti al rischio da calore deve valutare la suscettibilità individuale: lavoratori con malattie cardiovascolari, diabete, obesità, ipertensione o che assumono farmaci che interferiscono con la termoregolazione (diuretici, betabloccanti, antipsicotici) presentano un rischio significativamente maggiore di colpo di calore. Il medico competente deve tener conto di questi fattori nel giudizio di idoneità e nella definizione delle misure di protezione individuali.
Formazione obbligatoria per periti agrari e agronomi
Il perito agrario e l'agronomo che lavorano come dipendenti di aziende agricole o di cooperative sono soggetti alla formazione obbligatoria ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni: la classificazione del rischio è generalmente elevata per chi opera direttamente in campo (16 ore di formazione base con aggiornamento quinquennale), mentre per chi svolge prevalentemente attività di ufficio e consulenza può essere classificata come rischio basso o medio. La formazione specifica deve coprire i rischi propri del lavoro agricolo: rischio meccanico delle macchine, rischio chimico da fitosanitari, stress termico, rischio da cadute e rischio biologico.
L'abilitazione all'uso dei prodotti fitosanitari (certificato di abilitazione) ai sensi del D.Lgs 150/2012 è obbligatoria per tutti gli utilizzatori professionali, inclusi i periti agrari e gli agronomi che personalmente distribuiscono fitosanitari. Il corso di abilitazione (circa 25 ore) copre: la normativa sui fitosanitari, la classificazione dei pericoli, l'etichettatura, la sicurezza nell'uso (DPI, intervalli di rientro, tempi di carenza), la gestione degli imballaggi vuoti, i principi di lotta integrata. Il rinnovo dell'abilitazione è richiesto ogni 5 anni con un corso di aggiornamento.
La formazione specifica per la conduzione del trattore agricolo (Accordo Stato-Regioni 22/02/2012) è obbligatoria per i periti agrari e gli agronomi che conducono trattori nell'esercizio della professione. Il corso comprende moduli teorici e pratici e ha validità quinquennale. Per chi utilizza macchine semoventi specifiche (mietitrebbie, vendemmiatrici meccaniche) o attrezzature speciali montate sul trattore (rimorchi, elevatori) possono essere previsti moduli specifici aggiuntivi.
Con 123Formazione i periti agrari, gli agronomi e le aziende agricole possono accedere ai percorsi formativi obbligatori in modo flessibile: videoconferenza per la formazione teorica, aula per le parti pratiche che lo richiedono, con attestati validi in tutta Italia. L'abilitazione ai prodotti fitosanitari non è erogata da 123Formazione ma si integra con i percorsi sicurezza nel piano formativo complessivo del professionista agrario. Contattaci per un preventivo personalizzato.
Piano formativo per periti agrari e agronomi con 123Formazione
Il piano formativo completo per il perito agrario e l'agronomo che operano in campo comprende: formazione lavoratori rischio elevato (16 ore ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni), formazione specifica sul rischio chimico da fitosanitari, abilitazione alla conduzione del trattore agricolo (da coordinare con enti abilitati per la parte pratica), antincendio al livello adeguato al contesto lavorativo, primo soccorso. La formazione sull'abilitazione all'uso dei prodotti fitosanitari (D.Lgs 150/2012) è un percorso parallelo che si raccorda con la formazione sicurezza nel quadro complessivo.
Con 123Formazione le aziende agricole, le cooperative e gli studi agronomici possono organizzare la formazione obbligatoria per i propri tecnici con la flessibilità che la stagionalità del lavoro agricolo richiede: videoconferenza nei periodi invernali di minore attività, aula concentrata nelle finestre temporali disponibili. Gli attestati rilasciati sono validi in tutta Italia. Contattaci per costruire il piano formativo più adatto alla tua azienda agricola o al tuo studio agronomico.
Riferimenti normativi
- Normattiva – D.Lgs. 81/2008 Allegato V (normattiva.it)
- Normattiva – D.Lgs. 150/2012 (uso sostenibile pesticidi) (normattiva.it)
- EUR-Lex – Reg. CE 1107/2009 (prodotti fitosanitari) (eur-lex.europa.eu)
- INAIL – Sicurezza in agricoltura (inail.it)
- Ministero della Salute – Piano d'Azione Nazionale pesticidi (salute.gov.it)
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