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Sicurezza per professione

Sicurezza per parrucchieri: corsi e rischi della mansione

Tinture e prodotti chimici sulle mani, in piedi per ore con le braccia sollevate, contatto continuo con la cute dei clienti: la mansione del parrucchiere ha rischi molto specifici.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 19 giugno 2026 · Tempo di lettura 4 min

Categoria
Sicurezza per professione
Pubblicato
19 giugno 2026
Ultimo aggiornamento
19 giugno 2026
Tempo di lettura
4 min (828 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026

Una mansione con rischi specifici e sottovalutati

Il parrucchiere è una figura professionale con un profilo di rischio molto particolare: maneggia ogni giorno tinture, decoloranti, permanenti, lacche e prodotti per il trattamento dei capelli; lavora per ore in piedi con le braccia sollevate e il busto flesso; ha contatto continuo con acqua, detergenti e con la cute dei clienti; respira aerosol e vapori in ambienti spesso poco areati. Si tratta di rischi prevalentemente chimici, posturali e cutanei, diversi da quelli di una mansione “fisica” classica ma altrettanto seri.

Questa guida è tagliata sulla professione e sulla mansione del parrucchiere, e si distingue dalla guida di settore dedicata complessivamente a parrucchieri ed estetisti: qui l’attenzione è su cosa rischia concretamente chi tiene le forbici e applica le tinture, e su quali corsi e comportamenti gli servono. Per il D.Lgs. 81/08 il dipendente di un salone è un lavoratore da formare e tutelare; il titolare che lavora come parrucchiere ha comunque obblighi di salute e sicurezza verso sé e verso eventuali collaboratori.

Formazione del lavoratore: generale e specifica

L’attività di acconciatore rientra, secondo l’Accordo Stato-Regioni, tendenzialmente nella classe di rischio basso, ma la presenza significativa di rischio chimico e cutaneo rende la formazione specifica tutt’altro che formale. Il percorso del lavoratore comprende le 4 ore di formazione generale più la formazione specifica sui rischi della mansione, con aggiornamento di norma ogni cinque anni.

La formazione va erogata prima dell’inizio del lavoro, comprese le figure di apprendista e i collaboratori a tempo determinato, frequenti nel settore. Mettere un giovane alle prime armi a contatto con tinture e decoloranti senza una specifica formazione sul rischio chimico e cutaneo è una scopertura sostanziale, non un dettaglio burocratico.

Rischio chimico: tinture, decoloranti e aerosol

Il rischio chimico è il cuore della mansione: tinture (spesso contenenti sostanze sensibilizzanti come la parafenilendiammina), decoloranti a base di persolfati, ammoniaca, perossido di idrogeno, prodotti per permanenti e lisciature. La formazione, ai sensi del Titolo IX del D.Lgs. 81/08, deve insegnare a leggere le schede di sicurezza, a usare i DPI (guanti adeguati, eventuale protezione delle vie respiratorie), a dosare e miscelare correttamente i prodotti e a non combinare sostanze incompatibili.

Fondamentale è anche la gestione degli aerosol e dei vapori: lavorare in ambienti ben ventilati, usare prodotti spray con attenzione e ridurre il tempo di esposizione. La sorveglianza sanitaria affidata al medico competente assume qui un ruolo concreto, perché permette di intercettare precocemente sensibilizzazioni e problemi respiratori.

Dermatiti, rischio cutaneo e biologico

Le dermatiti professionali sono la malattia più caratteristica della mansione: il contatto ripetuto con acqua, shampoo, tinture e decoloranti danneggia la barriera cutanea delle mani e può portare a dermatiti irritative e allergiche. La prevenzione, da trattare in formazione, comprende l’uso costante di guanti adeguati, l’asciugatura accurata delle mani, l’uso di creme barriera e protettive e la limitazione del contatto diretto con i prodotti.

Esiste inoltre un rischio biologico legato al contatto con la cute e con eventuali lesioni del cuoio capelluto dei clienti e all’uso di forbici, rasoi e strumenti taglienti: vanno trattate la corretta disinfezione e sterilizzazione degli strumenti, la gestione delle ferite accidentali e le buone pratiche igieniche. Questo taglio cutaneo-biologico distingue la mansione del parrucchiere da quella, pur affine, dell’estetista.

Postura, posizione eretta e movimenti ripetitivi

Lavorare ore in piedi, con le braccia sollevate e il collo e il busto piegati sul cliente, con movimenti ripetitivi di mani e polsi (taglio, spazzolatura, asciugatura), espone il parrucchiere a disturbi muscoloscheletrici a spalle, collo, schiena e polsi, fino a patologie come la sindrome del tunnel carpale. La formazione deve insegnare le buone pratiche posturali, l’uso di sgabelli e poltrone regolabili, l’alternanza dei compiti e l’uso di forbici e strumenti ergonomici.

Va gestita anche la posizione eretta protratta, con i suoi effetti su circolazione e affaticamento, attraverso pause, calzature adeguate e organizzazione del lavoro. Questi aspetti, insieme al rischio chimico e cutaneo, vanno inseriti nella valutazione dei rischi del salone e ripresi nell’informazione e formazione del lavoratore.

Emergenze e formazione con 123Formazione

Anche un salone deve gestire le emergenze: presenza di prodotti infiammabili (lacche, alcolici, aerosol), apparecchi elettrici a contatto con l’acqua, presenza di clienti. Vanno definiti il piano di emergenza, le vie di fuga e, dove richiesto, la nomina e formazione di addetti antincendio e primo soccorso, ruolo che nei piccoli saloni ricade spesso sul titolare e sui collaboratori stabili.

Con 123Formazione puoi attivare i corsi per parrucchieri in aula, in videoconferenza o in e-learning per le parti teoriche, con attestati validi in tutta Italia. Ti aiutiamo a costruire un percorso che valorizzi il rischio chimico, cutaneo e posturale tipico della mansione, senza moduli superflui.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

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