- Categoria
- Sicurezza per professione
- Pubblicato
- 19 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 19 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 4 min (801 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026
Una mansione ad alto rischio multiplo
Infermieri e operatori socio-sanitari (OSS) svolgono una delle mansioni a più alto e più vario profilo di rischio: contatto quotidiano con sangue, fluidi biologici e agenti infettivi; uso di aghi e taglienti con il rischio di punture accidentali; sollevamento e spostamento di pazienti non autosufficienti; turni, notti e ritmi che pesano sul piano psicofisico; contatto con farmaci, chemioterapici, disinfettanti e gas medicali. È una professione in cui il rischio biologico, quello da movimentazione e quello psicosociale convivono nello stesso turno.
Questa guida è tagliata sulla persona — l’infermiere e l’OSS che lavorano al letto del paziente — e non sul tipo di struttura, valga essa un ospedale, una RSA o l’assistenza domiciliare. Per il D.Lgs. 81/08 questi operatori sono lavoratori da formare, sorvegliare sanitariamente e dotare dei DPI adeguati, con tutele rafforzate proprio per il rischio biologico del Titolo X.
Formazione del lavoratore: rischio alto
Le attività sanitarie e di assistenza rientrano, secondo l’Accordo Stato-Regioni, nella classe di rischio alto. La formazione del lavoratore comprende le 4 ore di formazione generale più la formazione specifica fino a 12 ore sui rischi della mansione, con aggiornamento di norma ogni cinque anni.
La formazione va completata prima dell’adibizione al reparto, comprese le figure neoassunte, in somministrazione o gli studenti in tirocinio clinico. In un contesto a turni continui è facile lasciare scoperti i nuovi arrivati: l’obbligo formativo, soprattutto sul rischio biologico e sulla movimentazione dei pazienti, precede sempre l’inizio dell’attività al letto del malato.
Rischio biologico e punture accidentali
Il rischio biologico è il rischio cardine della professione: esposizione a virus trasmessi per via ematica (epatite B, epatite C, HIV) e ad altri agenti infettivi. La formazione, ai sensi del Titolo X del D.Lgs. 81/08, deve trattare le precauzioni standard, l’uso corretto dei DPI (guanti, mascherine, camici, protezione oculare), l’igiene delle mani e le procedure di isolamento.
Un capitolo specifico riguarda le ferite da taglio e da punta: la normativa di recepimento della direttiva europea sui dispositivi medici taglienti impone l’uso di presidi di sicurezza, il divieto di reincappucciare gli aghi, il corretto smaltimento nei contenitori rigidi e procedure chiare per la gestione dell’infortunio in caso di puntura accidentale (lavaggio, segnalazione, profilassi). Questi contenuti devono essere parte viva della formazione specifica.
Movimentazione dei pazienti e rischio chimico
Spostare, sollevare e riposizionare pazienti non collaboranti è una delle principali cause di patologie muscoloscheletriche tra infermieri e OSS. La movimentazione manuale dei pazienti è una forma specifica del rischio del Titolo VI del D.Lgs. 81/08: la formazione e l’addestramento devono insegnare le tecniche corrette, l’uso degli ausili (sollevatori, teli ad alto scorrimento, cinture) e il lavoro in coppia, per ridurre il sovraccarico della colonna.
Esiste poi un rischio chimico legato a disinfettanti, sterilizzanti (come la formaldeide o il glutaraldeide), gas anestetici e soprattutto farmaci antiblastici (chemioterapici) nelle aree oncologiche. La formazione deve trattare la lettura delle schede di sicurezza, le procedure di preparazione e manipolazione in sicurezza e l’uso dei DPI dedicati, con il supporto della sorveglianza sanitaria del medico competente.
Turni, stress e gestione dell’aggressività
Il lavoro a turni e notturno, i ritmi elevati, il carico emotivo dell’assistenza e il rapporto con pazienti e familiari espongono il personale sanitario a un forte stress lavoro-correlato e al rischio di aggressione, particolarmente sentito in pronto soccorso, psichiatria e nelle strutture per anziani. La valutazione di questi rischi e la relativa formazione sono obbligatorie e servono a fornire strumenti per riconoscere i segnali, gestire le situazioni critiche e prevenire il burnout.
Per il lavoro notturno è prevista una sorveglianza sanitaria specifica. L’informazione e la formazione devono comprendere la corretta organizzazione dei turni, le buone pratiche per gestire l’affaticamento e le procedure aziendali in caso di comportamenti aggressivi, comprese le misure di protezione adottate dalla struttura.
Emergenze e formazione con 123Formazione
Nelle strutture sanitarie la gestione delle emergenze comprende incendio, evacuazione di pazienti allettati ed emergenze interne: ogni operatore deve conoscere il piano di emergenza, le vie di fuga e le procedure di evacuazione assistita. Una quota del personale va formata come addetto antincendio e primo soccorso, anche se gli operatori sanitari hanno già competenze cliniche.
Con 123Formazione puoi attivare i corsi per infermieri e OSS in aula, in videoconferenza o in e-learning per le parti teoriche, con attestati validi in tutta Italia. Ti aiutiamo a costruire il piano formativo sul rischio biologico, sulla movimentazione dei pazienti e sui rischi psicosociali tipici della professione, tenendo ordinate le scadenze anche con personale a turni.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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