- Categoria
- Sicurezza per professione
- Pubblicato
- 19 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 19 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 5 min (1056 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026
La mansione del corriere e del rider
Il corriere e il rider consegnano merci, pacchi e cibo spostandosi continuamente con furgone, auto, scooter, e-bike o bicicletta. La giornata è fatta di tappe ravvicinate, salite e discese dal mezzo, ricerca di parcheggio e citofoni, percorsi a piedi con il carico, in ogni condizione di traffico e di tempo. È un lavoro mobile, frammentato e a contatto col pubblico, molto diverso da una mansione svolta in un luogo fisso, e proprio questa mobilità rende i rischi diffusi e difficili da “vedere” in un unico ambiente.
Questa guida è tagliata sulla persona che fa il corriere o il rider, non sull’organizzazione. Vale per il dipendente di un’azienda di logistica, per il fattorino delle consegne di cibo e per chi guida in proprio per conto di una piattaforma. Per il D.Lgs. 81/08 il corriere dipendente è un lavoratore da formare, inserire nel documento di valutazione dei rischi e dotare dei DPI; l’azienda che impiega rider e fattorini assume gli obblighi del datore di lavoro anche quando l’attività si svolge su strada. Per il quadro d’insieme è utile la guida sulla sicurezza nell’autotrasporto e corrieri e quella sulla sicurezza per gli autisti e camionisti.
Rischio stradale: guida, bici e traffico
L’incidente stradale è di gran lunga il rischio più grave per chi consegna. Furgoni, scooter e biciclette condividono la strada con il traffico urbano, le manovre frequenti in retromarcia e in doppia fila, le distrazioni del navigatore e dei dispositivi di gestione delle consegne. Per il rider in bici o in scooter la vulnerabilità è massima: bastano una buca, una portiera aperta all’improvviso o un veicolo che non concede la precedenza per un infortunio serio. L’infortunio in itinere e l’incidente durante il servizio sono parte integrante del profilo di rischio della mansione.
La prevenzione passa dalla manutenzione del mezzo (freni, gomme, luci, specchi), dal rispetto del codice della strada anche sotto pressione, dall’uso di casco e di abbigliamento ad alta visibilità per chi va in bici o scooter, e da una pianificazione dei giri che non costringa a guida frettolosa. Vanno evitati l’uso dello smartphone alla guida e la sovrapposizione di tappe che induce a correre. La formazione del lavoratore deve trattare in modo specifico il rischio stradale come rischio lavorativo, non come fatto privato del conducente.
Movimentazione dei carichi e sovraccarico biomeccanico
Caricare, scaricare e trasportare pacchi è la parte fisica del mestiere. Il corriere solleva decine o centinaia di colli al giorno, spesso di peso e forma irregolari, salendo scale, attraversando cortili e infilandosi in androni stretti. La ripetizione del gesto, le posture incongrue nel vano di carico del furgone e gli strappi per afferrare colli mal posizionati sollecitano la schiena, le spalle e le ginocchia, generando sia infortuni acuti sia disturbi muscolo-scheletrici cronici.
La prevenzione richiede la formazione sulla movimentazione manuale dei carichi e l’uso di ausili: carrelli, transpallet manuali, sponde idrauliche del furgone. Vanno rispettati i limiti di peso, organizzato il carico in modo da ridurre torsioni e sollevamenti dal basso, e suddivisi i colli più pesanti. Anche il rider che porta lo zaino termico carico per ore subisce un sovraccarico su spalle e schiena, che va gestito con attrezzature adeguate e una distribuzione equilibrata del peso.
Meteo, microclima ed esposizione all’aperto
Lavorare su strada significa essere esposti al caldo e al freddo, alla pioggia, al vento e al sole per gran parte del turno. Il rider in bici sotto la pioggia battente o nelle ore più calde dell’estate affronta condizioni che incidono sia sulla sicurezza (visibilità ridotta, fondo scivoloso, colpi di calore) sia sulla salute (disidratazione, ipotermia, malori). Anche il corriere che entra ed esce continuamente dal furgone alterna ambienti a temperatura diversa, con sbalzi termici ripetuti.
La gestione del rischio meteo e microclima prevede abbigliamento adeguato alla stagione e impermeabile, idratazione e pause nelle ondate di calore, e la possibilità di rimodulare o sospendere l’attività nelle condizioni più pericolose. Sono temi che richiamano la valutazione del microclima e delle temperature estreme: il datore di lavoro deve tenerne conto nell’organizzazione dei turni, non scaricarli interamente sulla resistenza del singolo.
Stress, ritmi e contatto con il pubblico
Il lavoro su consegne è governato dal tempo: finestre di consegna strette, conteggio delle tappe, valutazioni dei clienti e algoritmi che misurano la performance generano una pressione costante. Lo stress lavoro-correlato è qui un rischio concreto, che spinge a guidare più in fretta, a saltare le pause e a trascurare gli accorgimenti di sicurezza. A questo si aggiunge il contatto con il pubblico, che può sfociare in incomprensioni, attese e, in alcuni casi, in aggressioni verbali o nel rischio rapina per chi gestisce contanti o merce di valore.
La valutazione dello stress lavoro-correlato deve considerare i ritmi imposti, la solitudine del lavoro su strada e la reperibilità prolungata. La formazione del lavoratore — formazione generale più formazione specifica sui rischi della mansione, con aggiornamento ogni cinque anni — è il punto di partenza, da completare prima di iniziare a lavorare. Per chi gestisce incassi o consegne a rischio è utile inquadrare anche il rischio di rapine e aggressioni sul lavoro.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Per chi fa il corriere o il rider il piano formativo essenziale comprende la formazione del lavoratore con il relativo aggiornamento, con attenzione specifica al rischio stradale, e la formazione sulla movimentazione manuale dei carichi per chi solleva colli tutto il giorno. Dove ci sono dipendenti, l’azienda deve curare la valutazione dello stress lavoro-correlato, la nomina degli addetti alle emergenze e il percorso del datore di lavoro.
Con 123Formazione puoi attivare questi corsi in aula, in videoconferenza o in e-learning per la parte generale, ottenendo attestati validi in tutta Italia, e tenere sotto controllo le scadenze degli aggiornamenti. Possiamo aiutarti a costruire un percorso adatto a una flotta di corrieri come a un gruppo di rider, proporzionato ai rischi reali della consegna su strada.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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