- Categoria
- Rischi specifici
- Pubblicato
- 19 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 19 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 4 min (809 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026
Che cosa sono le radiazioni ottiche artificiali
Le radiazioni ottiche artificiali (ROA) sono disciplinate dal Titolo VIII, Capo V, del D.Lgs. 81/08. Si tratta delle radiazioni elettromagnetiche nel campo dell’ultravioletto, della luce visibile e dell’infrarosso, emesse da sorgenti diverse dal sole, ossia generate da apparecchiature e processi di lavoro.
La normativa distingue le radiazioni ottiche coerenti, prodotte dai laser, dalle radiazioni ottiche incoerenti, generate da tutte le altre sorgenti come archi di saldatura, lampade UV, forni e materiali incandescenti. Questa distinzione è importante perché i metodi di valutazione e i rischi associati sono differenti.
Gli organi bersaglio sono principalmente gli occhi e la pelle. Gli effetti dipendono dalla lunghezza d’onda: le radiazioni ultraviolette possono provocare fotocheratiti, congiuntiviti, eritemi e, nel lungo periodo, contribuire all’insorgenza di tumori cutanei; la luce blu e l’infrarosso possono danneggiare la retina e il cristallino, favorendo lesioni retiniche e cataratta.
Le sorgenti più comuni: saldatura, laser e UV
La saldatura ad arco è una delle sorgenti più diffuse e pericolose di radiazioni ottiche incoerenti: emette intense radiazioni ultraviolette, visibili e infrarosse. Il classico “colpo d’arco”, una dolorosa infiammazione della cornea, è un infortunio frequente quando non si usa una protezione adeguata anche per chi si trova nelle vicinanze.
I laser, sorgenti coerenti, sono impiegati in lavorazioni dei materiali, in ambito medico-estetico e in molte applicazioni industriali. Sono classificati in classi di rischio crescente in base alla potenza e alla capacità di provocare danni: i laser di classe più elevata possono ledere la retina anche a distanza e per riflessione, rendendo essenziali procedure rigorose e schermature.
Le sorgenti UV comprendono lampade germicide, sistemi di polimerizzazione di inchiostri e vernici, apparecchiature per controlli non distruttivi e lampade abbronzanti nei centri estetici. Anche forni, vetro e metalli incandescenti emettono radiazioni infrarosse rilevanti in fonderie e vetrerie.
La valutazione del rischio ROA
Il datore di lavoro valuta il rischio da radiazioni ottiche artificiali considerando il livello, la gamma di lunghezze d’onda e la durata dell’esposizione, gli effetti su occhi e pelle, la presenza di lavoratori particolarmente sensibili e gli eventuali effetti indiretti come l’abbagliamento o l’innesco di incendi.
Per molte sorgenti di uso comune è possibile fare riferimento alle informazioni fornite dai fabbricanti e alle classificazioni di gruppo di rischio previste dalle norme tecniche di prodotto, evitando misurazioni complesse. Per le sorgenti significative, invece, possono rendersi necessarie misurazioni o calcoli specifici da affidare a personale competente.
La normativa definisce valori limite di esposizione distinti per le diverse lunghezze d’onda e per occhi e pelle. Per i valori numerici è indispensabile fare riferimento agli allegati aggiornati del Titolo VIII, anziché a parametri ricordati a memoria, e alle guide tecniche che orientano la valutazione pratica.
Misure di protezione e DPI specifici
La prevenzione segue la consueta gerarchia: ridurre l’emissione alla fonte, schermare e confinare le sorgenti, delimitare e segnalare le aree a rischio, limitare i tempi e il numero di lavoratori esposti e, infine, impiegare i dispositivi di protezione individuale.
I DPI per le ROA sono altamente specifici. Per gli occhi si usano maschere e schermi per saldatura con il giusto grado di protezione (numero di scala), occhiali con filtri adeguati alla lunghezza d’onda e occhiali specifici per laser, calibrati sulla precisa emissione dell’apparecchiatura: un filtro adatto a un laser non protegge necessariamente da un altro. Per la pelle si utilizzano indumenti coprenti e creme barriera contro gli UV.
La scelta del DPI deve basarsi sulla valutazione del rischio e sulle caratteristiche della sorgente. Un dispositivo inadeguato offre una protezione solo apparente; per questo l’addestramento all’uso corretto e alla verifica dell’integrità dei filtri è parte essenziale della gestione del rischio.
Sorveglianza sanitaria, formazione e corsi 123Formazione
I lavoratori esposti a rischi per i quali la valutazione evidenzia un rischio per la salute sono sottoposti a sorveglianza sanitaria, con particolare attenzione agli occhi e alla pelle. In caso di esposizione superiore ai valori limite o di effetti riscontrati, il lavoratore deve poter accedere a un controllo medico mirato.
Il datore di lavoro garantisce informazione e formazione specifiche sui risultati della valutazione, sui rischi per occhi e pelle, sul corretto uso dei DPI, sulle procedure di lavoro sicure e sulle situazioni anomale da segnalare. Questa formazione integra quella generale e specifica prevista dall’Accordo Stato-Regioni.
I corsi 123Formazione sul rischio da agenti fisici, incluse le radiazioni ottiche artificiali, sono disponibili in aula, in videoconferenza ed e-learning, con attestati validi su tutto il territorio nazionale e contenuti calibrati su lavorazioni come saldatura, taglio laser e impieghi di sorgenti UV.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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