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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Categoria: Rischi

DPA — Distanza di Prossimità ATEX

DPA (Distanza di Prossimità ATEX) e classificazione delle zone pericolose

DPA — Distanza di Prossimità ATEX
Distanza di sicurezza che definisce l'estensione delle zone pericolose con atmosfera potenzialmente esplosiva (ATEX) attorno a sorgenti di rilascio di gas, vapori o polveri infiammabili, in conformità al D.Lgs 81/08 Titolo XI e alla Direttiva 1999/92/CE.

La distanza di prossimità ATEX (DPA) è il parametro geometrico che consente di delimitare le zone pericolose attorno a sorgenti di rilascio di sostanze infiammabili (gas, vapori, nebbie, polveri). La classificazione delle zone segue criteri di probabilità e frequenza di presenza dell'atmosfera esplosiva: per i gas si distinguono zona 0 (presenza continua o frequente, > 1000 ore/anno), zona 1 (presenza periodica, 10-1000 ore/anno) e zona 2 (presenza rara e breve, < 10 ore/anno). Per le polveri le analoghe classificazioni sono zona 20, zona 21 e zona 22.

Il Titolo XI del D.Lgs 81/08 (artt. 287-297) recepisce la Direttiva 1999/92/CE (ATEX 137, lato utilizzatore) e la Direttiva 2014/34/UE (ATEX 114, lato produttore di apparecchiature). Il datore di lavoro deve redigere il Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPE) che include la classificazione delle zone, la valutazione delle sorgenti di rilascio e la scelta delle attrezzature idonee alle categorie ATEX pertinenti. La norma tecnica CEI EN 60079-10-1 (gas) e CEI EN 60079-10-2 (polveri) fornisce i criteri per la classificazione.

La determinazione della DPA si basa sul tipo di sorgente di rilascio (continua, primaria, secondaria), sulla quantità e sulla volatilità della sostanza rilasciata, sull'efficacia della ventilazione e sulle caratteristiche fisico-chimiche della sostanza (LIE/LSE, densità relativa rispetto all'aria). Per sorgenti in ambiente aperto con ventilazione naturale le zone si estendono tipicamente per pochi metri; in ambienti chiusi con ventilazione inadeguata l'intera area può essere classificata come zona 1 o zona 2.

Le apparecchiature da installare nelle zone classificate devono essere certificate ATEX in conformità alla Direttiva 2014/34/UE: il gruppo di apparecchi (I per miniere, II per superficie) e la categoria (1, 2 o 3 per gas; 1D, 2D, 3D per polveri) determinano il livello di protezione richiesto. La norma CEI EN 60079-14 disciplina la progettazione, selezione, montaggio e messa in servizio degli impianti elettrici nelle zone ATEX. I lavoratori che operano nelle zone classificate devono ricevere formazione specifica sui rischi ATEX e sulle misure di prevenzione.

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