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Valutazione preliminare stress lavoro-correlato (metodologia INAIL)

Tool conforme alla metodologia INAIL 2017 per la fase preliminare oggettiva ex art. 28 c.1-bis D.Lgs 81/08: 30 indicatori divisi in indicatori sentinella, contesto e contenuto del lavoro. Calcolo automatico del punteggio, classificazione del livello di rischio (basso / medio / alto) e report stampabile da allegare al DVR.

In sintesi (TL;DR)

Metodo:
INAIL 2017 — 30 indicatori oggettivi raggruppati in 3 aree (sentinella, contesto, contenuto), punteggi 0 / 1 / 4.
Fonti:
Art. 28 c.1-bis D.Lgs 81/08; Accordo Europeo 8/10/2004; metodologia INAIL — Dip. Medicina Sperimentale Univ. Sapienza (revisione 2017); HSE Indicator Tool (UK).
Periodicità:
2 anni (rischio basso), 1 anno (medio), 6 mesi per fase soggettiva + 12 mesi per re-valutazione (alto). E ad ogni modifica organizzativa significativa.
Soglie:
0–25 rischio basso (verde); 26–50 medio (giallo); 51–120 alto (rosso, fase soggettiva obbligatoria).

Il quadro normativo della valutazione dello stress lavoro-correlato

L'art. 28 comma 1-bis del D.Lgs 81/08, introdotto dalla L. 122/2010, ha reso obbligatoria per tutti i datori di lavoro la valutazione dello stress lavoro-correlato secondo i contenuti dell'Accordo Europeo dell'8 ottobre 2004. L'esito va riportato nel DVR ed è sanzionabile come carenza valutativa ai sensi dell'art. 55 in caso di omissione. La Commissione Consultiva Permanente ha indicato la metodologia INAIL come riferimento operativo nazionale, affiancata dalla possibilità di utilizzare il modello dell'HSE Indicator Tool inglese da cui la metodologia INAIL deriva.

La metodologia INAIL, nella revisione 2017 curata insieme al Dipartimento di Medicina Sperimentale dell'Università Sapienza di Roma, struttura il processo in due fasi distinte: una fase preliminare oggettiva — basata su 30 indicatori aziendali rilevati da RSPP, medico competente, preposti e RLS — e una fase soggettiva approfondita che si attiva solo quando la preliminare evidenzia un rischio non gestibile con le misure ordinarie. Questa distinzione è centrale: la fase preliminare è obbligatoria per tutte le aziende, la soggettiva è condizionata all'esito della prima.

La fase preliminare lavora su tre famiglie di indicatori: gli indicatori aziendali sentinella (eventi misurabili: infortuni, assenze, turnover, lamentele, mobbing), il contesto del lavoro (dimensioni organizzative e relazionali: cultura, ruoli, autonomia, equità, comunicazione) e il contenuto del lavoro (caratteristiche intrinseche delle mansioni: carichi, ritmi, orario, ripetitività, carico emotivo, responsabilità). A ciascun indicatore si assegna un punteggio di 0, 1 o 4 in base al trend e alla gravità rilevati nel triennio: la somma classifica il rischio in basso, medio o alto.

La periodicità della valutazione non è fissa ma è funzione dell'esito e degli eventi: indicativamente ogni 2 anni se il rischio è basso, annualmente se è medio, ogni 6 mesi (per la fase soggettiva) se è alto. Va comunque ripetuta al verificarsi di cambiamenti organizzativi significativi: riorganizzazioni, fusioni, cambi di sede, modifiche dei processi produttivi, passaggi a smart working strutturato. Lo strumento qui sotto implementa fedelmente la fase preliminare con i 30 indicatori standard e produce un report stampabile da allegare al DVR.

Dati della valutazione

Compila i dati identificativi: verranno riportati nel report stampabile.

Indicatori compilati: 0/30Punteggio attuale: 0/120

Area I — Indicatori aziendali sentinella

Eventi oggettivi rilevati negli ultimi 3 anni

Dati ricavati da registri infortuni, presenze, procedimenti disciplinari, segnalazioni del medico competente. Vanno valutati come trend (stabile/positivo, scarsamente negativo, negativo) rispetto al triennio precedente.

Subtotale area: 0 (0/10 compilati, max 40)

  • Infortuni

    Andamento del numero e gravità degli infortuni nel triennio.

    Infortuni
  • Assenze per malattia

    Indice di assenza per malattia e relativa durata media.

    Assenze per malattia
  • Assenze dal lavoro

    Assenze non per malattia (permessi, ferie improvvise, allontanamenti).

    Assenze dal lavoro
  • Ferie non godute

    Percentuale di ferie non fruite al termine dell'anno di maturazione.

    Ferie non godute
  • Rotazione del personale (turnover)

    Tasso di uscite volontarie (dimissioni) sul totale dipendenti.

    Rotazione del personale (turnover)
  • Procedimenti e sanzioni disciplinari

    Numero di procedimenti disciplinari avviati nel triennio.

    Procedimenti e sanzioni disciplinari
  • Visite mediche su richiesta del lavoratore

    Visite ex art. 41 c.2 lett. c) D.Lgs 81/08 richieste dai lavoratori.

    Visite mediche su richiesta del lavoratore
  • Segnalazioni del medico competente

    Segnalazioni al datore di lavoro su criticità organizzative o psico-sociali.

    Segnalazioni del medico competente
  • Lamentele formalizzate

    Segnalazioni scritte di lavoratori/RLS su condizioni di lavoro.

    Lamentele formalizzate
  • Istanze giudiziarie per molestie morali / mobbing

    Cause o denunce per mobbing, straining o molestie sul lavoro.

    Istanze giudiziarie per molestie morali / mobbing

Area II — Contesto del lavoro

Dimensioni organizzative e relazionali

Aspetti legati a cultura organizzativa, ruoli, rapporti, equità, comunicazione e gestione HR. Vanno valutati dal RSPP insieme al datore di lavoro, ai preposti e al medico competente.

Subtotale area: 0 (0/10 compilati, max 40)

  • Funzione e cultura organizzativa

    Chiarezza di mission, valori e regole condivise.

    Funzione e cultura organizzativa
  • Ruolo nell'organizzazione

    Chiarezza di ruoli, mansioni e linee di riporto.

    Ruolo nell'organizzazione
  • Evoluzione di carriera

    Opportunità di crescita professionale e di sviluppo.

    Evoluzione di carriera
  • Autonomia decisionale e controllo del lavoro

    Margine di autonomia decisionale nei compiti assegnati.

    Autonomia decisionale e controllo del lavoro
  • Rapporti interpersonali sul lavoro

    Qualità delle relazioni tra colleghi e con i superiori.

    Rapporti interpersonali sul lavoro
  • Interfaccia casa-lavoro

    Conciliazione tra vita privata e impegni professionali.

    Interfaccia casa-lavoro
  • Equità organizzativa

    Equità percepita nelle decisioni, premi e carichi.

    Equità organizzativa
  • Politiche di gestione delle risorse umane

    Selezione, accoglienza, formazione, valutazione del personale.

    Politiche di gestione delle risorse umane
  • Sistema di comunicazione interna

    Strumenti e frequenza della comunicazione interna.

    Sistema di comunicazione interna
  • Sistema di valutazione delle prestazioni

    Esistenza e percezione di equità del sistema di valutazione.

    Sistema di valutazione delle prestazioni

Area III — Contenuto del lavoro

Caratteristiche intrinseche delle mansioni

Ambiente, attrezzature, carichi, ritmi, orario, ripetitività, responsabilità e carico emotivo connessi all'esecuzione delle mansioni.

Subtotale area: 0 (0/10 compilati, max 40)

  • Ambiente di lavoro e attrezzature

    Adeguatezza di spazi, microclima, illuminazione, dotazioni.

    Ambiente di lavoro e attrezzature
  • Pianificazione dei compiti

    Carico cognitivo, pianificazione e prevedibilità delle attività.

    Pianificazione dei compiti
  • Carico e ritmi di lavoro

    Bilanciamento tra carico assegnato e risorse disponibili.

    Carico e ritmi di lavoro
  • Orario di lavoro

    Turni, lavoro notturno, straordinari, reperibilità.

    Orario di lavoro
  • Ripetitività e monotonia

    Grado di varietà delle mansioni.

    Ripetitività e monotonia
  • Complessità delle attività

    Adeguatezza fra complessità richiesta e competenze possedute.

    Complessità delle attività
  • Responsabilità

    Responsabilità su sicurezza propria/altrui, beni, persone.

    Responsabilità
  • Esposizione a pubblico difficile

    Contatto con utenti aggressivi, in difficoltà o in stato di disagio.

    Esposizione a pubblico difficile
  • Lavoro emotivamente impegnativo

    Compiti che richiedono regolazione emotiva (sanitario, educativo, assistenziale).

    Lavoro emotivamente impegnativo
  • Conflitti di responsabilità

    Richieste contraddittorie tra diversi committenti / livelli gerarchici.

    Conflitti di responsabilità
Rischio bassoPunteggio totale: 0/120(valutazione parziale: compila tutti gli indicatori per il risultato definitivo)
Sentinella
0 / 40
Contesto
0 / 40
Contenuto
0 / 40

Azione consigliata: Mantenere il monitoraggio; documentare l'esito nel DVR; pianificare la ripetizione della valutazione preliminare.

Periodicità: Ripetere la valutazione ogni 2 anni o al verificarsi di cambiamenti organizzativi rilevanti.

Soglie di riferimento INAIL

  • Rischio basso025: Mantenere il monitoraggio; documentare l'esito nel DVR; pianificare la ripetizione della valutazione preliminare.
  • Rischio medio2650: Adottare misure correttive sugli indicatori critici (score 4) e verificarne l'efficacia con monitoraggio annuale.
  • Rischio alto51120: Avviare obbligatoriamente la fase di valutazione approfondita (questionari individuali OSI / HSE Indicator Tool / COPSOQ) con il supporto di psicologo del lavoro o ergonomo. Adottare immediatamente misure correttive sugli indicatori critici.
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Cos'è lo stress lavoro-correlato e quando valutarlo

L'Accordo Europeo dell'8 ottobre 2004 definisce lo stress lavoro-correlato come «una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale, ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro». Non si tratta di un disturbo individuale: è un rischio organizzativo che si manifesta quando le richieste del lavoro superano sistematicamente le risorse messe a disposizione (cognitive, materiali, temporali, relazionali).

La valutazione va effettuata al primo avvio dell'attività e in tutti i casi previsti dall'art. 29 c.3 D.Lgs 81/08: in occasione di modifiche del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro significative per la sicurezza, in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione, o a seguito di infortuni significativi. Per lo SLC in particolare, le occasioni più frequenti di re-valutazione sono: introduzione di smart working o turnistica, fusioni e acquisizioni, riorganizzazioni interne, picchi di assenteismo, lamentele formalizzate o segnalazioni del medico competente.

Cosa succede se il rischio risulta alto

Quando la fase preliminare classifica il rischio come alto (punteggio 51+) l'azienda deve attivare la fase soggettiva approfondita. Si tratta di una valutazione individuale dei lavoratori effettuata mediante questionari psicometrici validati, somministrati da figure competenti (psicologo del lavoro, ergonomo certificato) con garanzia di anonimato.

  • OSI (Occupational Stress Indicator): 167 item, misura fonti di stress, strategie di coping e effetti sulla salute. Standard storico in ambito clinico-organizzativo.
  • HSE Indicator Tool: 35 item su 7 dimensioni (domanda, controllo, supporto manager/colleghi, relazioni, ruolo, cambiamento). È lo strumento da cui deriva la stessa metodologia INAIL, ideale per confronti benchmark.
  • COPSOQ III (Copenhagen Psychosocial Questionnaire): strumento internazionale aggiornato (versione 2019), molto usato in sanità e PA, copre anche burnout, conflitto vita-lavoro e violenza da terzi.

L'output della fase soggettiva deve essere integrato nel DVR e tradotto in un piano di azione condiviso con RLS. È fortemente raccomandato l'affiancamento di un ergonomo certificato EurErg per la riprogettazione organizzativa. Per supporto sulla metodologia o per la formazione del gruppo di valutazione interno contatta il nostro team RSPP / MC.

Approfondisci

Domande frequenti

La valutazione dello stress lavoro-correlato è obbligatoria?+

Sì. L'art. 28 comma 1-bis del D.Lgs 81/08 impone a tutti i datori di lavoro la valutazione di tutti i rischi, incluso lo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'Accordo Europeo dell'8/10/2004. La metodologia di riferimento in Italia è quella INAIL 2017. L'esito va riportato nel DVR.

Ogni quanto va aggiornata la valutazione SLC?+

La periodicità dipende dall'esito: ogni 2 anni per rischio basso, ogni anno per rischio medio, entro 6 mesi (fase soggettiva) + nuova preliminare entro 12 mesi per rischio alto. Va inoltre rifatta al verificarsi di modifiche organizzative significative (riorganizzazioni, fusioni, cambi di sede o di processi).

Qual è la differenza fra fase preliminare e fase approfondita?+

La fase preliminare (oggettiva) raccoglie dati aziendali su indicatori sentinella, contesto e contenuto del lavoro: la compila RSPP con MC, preposti e RLS. La fase approfondita (soggettiva) prevede questionari individuali validati (OSI, HSE Indicator Tool, COPSOQ) e si attiva solo se la preliminare evidenzia rischio alto o se le misure correttive non hanno funzionato.

Chi compila lo strumento di valutazione preliminare?+

Il datore di lavoro nominale è responsabile, ma la compilazione operativa è del RSPP con la collaborazione di medico competente, preposti e RLS. È prevista la consultazione del RLS ex art. 50 D.Lgs 81/08. Non è una valutazione individuale: si basa su dati aziendali aggregati.

Quanti dipendenti servono per essere obbligati?+

L'obbligo vale per tutte le aziende con almeno un lavoratore: anche le micro-imprese devono effettuare la valutazione. Per aziende con meno di 5 lavoratori la metodologia INAIL prevede una procedura semplificata che si concentra sui soli indicatori più rilevanti.

Cosa sono gli indicatori sentinella?+

Sono 10 indicatori oggettivi rilevati da registri aziendali: infortuni, assenze per malattia, ferie non godute, turnover, sanzioni disciplinari, visite mediche su richiesta, segnalazioni MC, lamentele formalizzate, istanze giudiziarie per mobbing. Si valuta il trend nell'ultimo triennio (stabile/positivo, scarsamente negativo, negativo).

Cosa devo fare se il risultato è "rischio alto"?+

Tre azioni obbligatorie: (1) attivare la fase soggettiva approfondita con questionari validati somministrati da psicologo del lavoro o ergonomo; (2) adottare immediatamente misure correttive sugli indicatori critici (score 4); (3) verificare l'efficacia con nuova valutazione preliminare entro 12 mesi. L'esito e il piano di azione vanno aggiornati nel DVR.

Posso essere sanzionato se non valuto lo stress lavoro-correlato?+

Sì. La mancata valutazione di un rischio specifico (come SLC) equivale a DVR carente: art. 55 c.1 lett. a) D.Lgs 81/08 prevede arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 3.071,27 a 7.862,44 €. In caso di infortunio o malattia professionale stress-correlata si aggrava la responsabilità penale del datore di lavoro per colpa specifica.

Qual è la differenza tra burnout e stress lavoro-correlato?+

Lo stress lavoro-correlato è il rischio organizzativo da valutare ex art. 28; il burnout (riconosciuto dall'OMS come "fenomeno professionale" nell'ICD-11) è una possibile conseguenza individuale dell'esposizione cronica a fattori SLC mal gestiti. La prevenzione del burnout passa proprio dalla corretta gestione dei fattori organizzativi che la valutazione preliminare individua.

Lo smart working aggrava lo stress lavoro-correlato?+

Non di per sé. Se gestito con interfaccia casa-lavoro chiara (diritto alla disconnessione ex L. 81/2017), obiettivi misurabili e comunicazione strutturata, lo smart working riduce alcuni indicatori (interfaccia casa-lavoro, autonomia). Diventa critico in assenza di policy: confini sfumati fra lavoro e vita privata, iperconnessione e isolamento sono i tre indicatori da monitorare.

Avvertenza. Strumento di autovalutazione preliminare basato sulla metodologia INAIL 2017. Non sostituisce la valutazione completa dello stress lavoro-correlato che, ai sensi dell'art. 28 c.1-bis D.Lgs 81/08, deve essere effettuata dal datore di lavoro con la collaborazione di RSPP e medico competente, previa consultazione del RLS. Il risultato è indicativo e supporta — ma non sostituisce — l'analisi professionale.