Formazione sicurezza per operatori pressa e addetti stampaggio: obblighi, rischi e corsi
L’operatore di pressa e l’addetto allo stampaggio lavorano su macchine a energia accumulata (presse meccaniche, idrauliche, pneumatiche) o su presse ad iniezione per materie plastiche: mansioni classificate a rischio alto dall’Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 nei settori ATECO 25 (fabbricazione prodotti in metallo) e 22 (materie plastiche). Le presse figurano storicamente tra le macchine con il più alto tasso di infortuni gravi nel settore manifatturiero italiano (fonte INAIL, dati Banca Dati Statistici).
Dati chiave
- Livello rischio
- alto
- ATECO tipici
- 25.50 — Fucinatura, imbutitura, stampaggio e profilatura dei metalli; metallurgia delle polveri, 25.61 — Trattamento e rivestimento dei metalli, 25.99 — Fabbricazione di altri prodotti in metallo (n.c.a.), 22.21 — Fabbricazione di lastre, fogli, tubi e profilati in materie plastiche, 22.29 — Fabbricazione di altri prodotti in materie plastiche
- Corsi obbligatori
- 6
- Costo annuo indicativo
- € 250 – € 450 per addetto (formazione iniziale completa rischio alto + antincendio + primo soccorso, esclusi aggiornamenti quinquennali)
Corsi obbligatori
| Corso | Durata | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Formazione generale lavoratori | 4 ore | Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 — Allegato A |
| Formazione specifica rischio alto | 12 ore | Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 — Allegato A |
| Aggiornamento lavoratori | 6 ore ogni 5 anni | Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 — punto 9 |
| Antincendio livello 2 (ex rischio medio) | 8 ore + prova pratica | DM 02/09/2021 — Allegato III |
| Primo soccorso gruppo B | 12 ore + aggiornamento 4 ore ogni 3 anni | DM 388/2003 |
| Abilitazione all’uso di macchine presse (informazione, formazione e addestramento) | come da programma aziendale (minimo 8 ore per macchina specifica) | artt. 69–73 D.Lgs 81/08 — uso attrezzature di lavoro; Allegato V e VI D.Lgs 81/08 |
Rischi specifici
- Schiacciamento e amputazione da chiusura stampi o punzoni (rischio meccanico principale)
- Imprigionamento degli arti superiori nella zona di pericolo della pressa durante cicli automatici
- Proiezione di schegge metalliche o di materiale plastico durante lo stampaggio ad alta pressione
- Esposizione a rumore superiore a 85 dB(A): azionamento della pressa, espulsione del pezzo, manutensori (Titolo VIII Capo II D.Lgs 81/08)
- Contatto cutaneo con oli minerali e fluidi da taglio: dermatiti da contatto professionali
- Posture incongrue e movimenti ripetitivi degli arti superiori durante cicli di alimentazione manuale
- Movimentazione manuale degli stampi: carichi superiori a 25 kg, rischio lombare (Titolo VI D.Lgs 81/08)
- Rischio chimico da fumi di stampaggio (materie plastiche ad alta temperatura): COV, formaldeide
- Rischio elettrico da quadri di comando e organi di azionamento delle presse
DPI obbligatori
- Guanti antitaglio EN 388 (livello di protezione adeguato al materiale lavorato) per operazioni di alimentazione e scarico pezzi
- Calzature di sicurezza EN ISO 20345 con puntale e suola antiforatura per caduta stampi o pezzi
- Occhiali di protezione EN 166 o schermo facciale EN 166:2002 contro proiezione di schegge
- Cuffie antirumore o inserti auricolari EN 352 calibrati al livello di rumore misurato (LAeq ≥ 85 dB)
- Guanti in nitrile o neoprene EN 374 per manipolazione di pezzi unti da oli minerali
- Indumenti da lavoro a maniche aderenti (senza parti sfilacciabili che possano impigliarsi negli organi in movimento)
Sorveglianza sanitaria
- Visita medica preventiva con valutazione idoneità alla mansione (uso di presse, cicli ripetitivi)
- Audiometria preventiva e periodica annuale o biennale (esposizione a rumore ≥ 85 dB, Titolo VIII D.Lgs 81/08)
- Visita dermatologica e test cutanei per esposizione cronica a oli minerali (rischio dermatiti professionali)
- Valutazione muscolo-scheletrica per movimenti ripetitivi e MMC stampi (Titolo VI D.Lgs 81/08)
- Spirometria se esposto a fumi di stampaggio di materie plastiche contenenti isocianati o formaldeide
Approfondimenti
Il lavoro su pressa: contesto normativo e dimensioni del fenomeno infortunistico
L’operatore di pressa è la figura che alimenta, sorveglia e scarica presse meccaniche a volano, presse idrauliche, presse piegatrici (brake press) e presse ad iniezione per materie plastiche. Il settore metalmeccanico (ATECO 25) e il comparto delle materie plastiche (ATECO 22) sono tra i più rilevanti per numero di addetti e per tasso di infortuni gravi registrati dall’INAIL. Le presse sono macchine a energia accumulata: anche con il ciclo nominalmente fermo, la presenza di energia idraulica residua o di volani in decelerazione rappresenta un pericolo reale.
Il D.Lgs 81/08 disciplina l’uso delle attrezzature di lavoro agli artt. 69–73 e negli Allegati V e VI: le macchine marcate CE devono essere usate conformemente al libretto d’istruzione del costruttore; le macchine non marcate CE anteriori al 1996 devono soddisfare i requisiti dell’Allegato V. Il datore di lavoro è tenuto a erogare informazione, formazione e addestramento specifici prima che il lavoratore inizi a operare su una pressa, documentando l’attività nel libretto formativo del cittadino o nel fascicolo aziendale.
L’Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 classifica le attività di fabbricazione di prodotti in metallo (ATECO 25) e di materie plastiche (ATECO 22) come settori a rischio alto, con obbligo di formazione specifica di 12 ore (oltre alle 4 ore generali). L’aggiornamento quinquennale di 6 ore è obbligatorio per mantenere l’attestato in corso di validità.
Rischi meccanici e misure di prevenzione sulle presse
Lo schiacciamento e l’amputazione sono i rischi meccanici prioritari nelle operazioni su pressa. Le norme tecniche di riferimento sono la EN ISO 12100 (principi generali di sicurezza delle macchine), la EN 692 (presse meccaniche) e la EN 693 (presse idrauliche). I ripari fissi e i dispositivi di interblocco (ripari mobili interbloccati) devono impedire l’accesso alla zona di lavoro durante il ciclo. I dispositivi sensibili alla presenza (barriere fotoelettriche, tappeti sensibili alla pressione) sono ammessi come alternativa quando i ripari fissi impediscono l’alimentazione del materiale.
L’imprigionamento degli arti è un rischio particolarmente rilevante nelle presse a ciclo singolo con alimentazione manuale: ogni azionamento corrisponde a un solo colpo del punzone, ma la velocità di discesa può essere superiore al tempo di reazione umano (< 80 ms). Per questo motivo molte presse sono dotate di comandi a due mani (EN 574): entrambe le mani devono tenere premuto il comando, eliminando la possibilità fisica di avere un arto nella zona di chiusura durante il ciclo.
La proiezione di schegge è frequente nello stampaggio di lamiera (punzonatura, tranciatura) e può verificarsi anche nello stampaggio di materie plastiche per via di microproiezioni di materiale degradato. L’uso di schermature trasparenti fisse e di occhiali di protezione certificati EN 166 è obbligatorio in queste fasi. Il datore di lavoro deve valutare in DVR l’energia e la distanza di proiezione per scegliere il corretto riparo.
Rumore, oli minerali e rischi chimici nello stampaggio
Le presse meccaniche a volano generano impulsi di rumore impulsivo al momento del colpo: i livelli di picco (LCpeak) possono superare 137 dB(C), soglia che il Titolo VIII Capo II D.Lgs 81/08 individua come valore limite di esposizione assoluto. Il livello di esposizione giornaliero (LAeq,8h) in postazioni vicine a presse punzonatrici è frequentemente compreso tra 87 e 95 dB(A). Sopra gli 85 dB(A) scattano gli obblighi di: sorveglianza sanitaria audiometrica, fornitura obbligatoria di DPI uditivi con adeguata attenuazione, segnaletica e delimitazione delle zone a rischio rumore (art. 192 D.Lgs 81/08).
Gli oli minerali utilizzati come lubrificanti e refrigeranti nello stampaggio a freddo di lamiera entrano in contatto ripetuto con la cute degli operatori. L’esposizione prolungata agli oli minerali classificati come cancerogeni (oli minerali non trattati o blandamente raffinati, classe 1 IARC) rientra nel Titolo IX Capo II D.Lgs 81/08 (agenti cancerogeni e mutageni): il datore di lavoro deve valutare l’esposizione, ridurla alla minima dose tecnicamente possibile, annotare il lavoratore nel registro degli esposti e sottoporre a sorveglianza sanitaria specifica (art. 243 D.Lgs 81/08). Per gli oli minerali raffinati (non cancerogeni classificati) permane il rischio di dermatite da contatto professionale, che richiede comunque una valutazione del rischio chimico ai sensi del Titolo IX Capo I.
Nello stampaggio a iniezione di materie plastiche, le temperature elevate del materiale fuso (150–350 °C a seconda del polimero) possono generare fumi contenenti composti organici volatili (COV), formaldeide, stirene e — per alcuni polimeri fluorurati — acido fluoridrico. La valutazione del rischio chimico deve considerare la scheda SDS della materia prima e le condizioni di processo: in presenza di concentrazioni superiori ai valori limite (TLV-TWA, OEL) è necessario adottare captazione localizzata dei fumi e, dove tecnicamente insufficiente, DPI delle vie respiratorie.
Movimentazione degli stampi, posture e abilitazione alle attrezzature
Gli stampi per pressa — in acciaio da utensile o ghisa — hanno pesi che variano da pochi chilogrammi fino a diverse tonnellate. Il cambio stampo (setup) è una delle operazioni più critiche dal punto di vista della movimentazione manuale dei carichi (MMC) e del rischio schiacciamento: gli stampi vengono movimentati con carroponti, paranchi o transpallet elevatori e posizionati sul piano della pressa con il rischio di intrappolamento delle mani tra stampo e piano. Il Titolo VI D.Lgs 81/08 impone la valutazione del rischio da MMC con i metodi riconosciuti (NIOSH, OCRA, MAPO) e l’adozione di ausili meccanici ogni volta che il carico supera 25 kg per gli uomini o 20 kg per le donne (valori limite orientativi da Norma ISO 11228).
I movimenti ripetitivi degli arti superiori durante i cicli di alimentazione manuale dei pezzi — specie nelle presse eccentriche a ciclo rapido — determinano un rischio ergonomico significativo per la spalla, il gomito e il polso: i disturbi muscoloschelatri lavoro-correlati (DMLC) negli addetti a cicli ripetitivi di imbutitura e punzonatura sono documentati nelle banche dati INAIL. La valutazione con metodo OCRA (Occupational Repetitive Actions) è lo strumento di riferimento per la mansione dell’operatore di pressa con cicli ad alta frequenza.
L’art. 73 D.Lgs 81/08 impone che l’addestramento all’uso di attrezzature pericolose sia documentato e specifico per ciascuna macchina. Per le presse, l’addestramento deve coprire: avviamento e arresto in sicurezza, procedure di blocco energia (lockout/tagout — LOTO), regolazione dei ripari e dei dispositivi di sicurezza, riconoscimento dei malfunzionamenti e procedure di emergenza. Nessun operatore deve usare una pressa senza aver ricevuto e documentato questo addestramento.
Domande frequenti
Quante ore di formazione servono per un operatore di pressa neoassunto?
L’operatore di pressa neoassunto deve completare: 4 ore di formazione generale + 12 ore di formazione specifica rischio alto (Accordo Stato-Regioni 21/12/2011) + 8 ore di antincendio livello 2 + 12 ore di primo soccorso gruppo B + formazione e addestramento specifici sulla pressa assegnata (artt. 69–73 D.Lgs 81/08, minimo 8 ore documentate per macchina). Il totale minimo indicativo è di circa 44 ore, alle quali si aggiungono eventuali moduli su rischio chimico (oli, fumi) e rumore se i livelli di esposizione lo richiedono.
Le presse meno recenti (pre-CE) richiedono misure di sicurezza particolari?
Sì. Le presse immesse sul mercato prima dell’entrata in vigore della Direttiva Macchine (1996) non hanno la marcatura CE e devono essere verificate rispetto all’Allegato V del D.Lgs 81/08, che elenca i requisiti minimi di sicurezza per le attrezzature di lavoro già in uso. INAIL e ASL hanno pubblicato linee guida specifiche per la messa a norma delle presse eccentriche: se la macchina non è adeguabile ai requisiti minimi, non può essere messa in servizio. L’adeguamento tipico include: installazione di ripari interbloccati o barriere fotoelettriche, comando a due mani, dispositivo di blocco meccanico (blocco di sicurezza del cursore), pulsante di arresto di emergenza EN ISO 13850.
Il cambio stampo rientra nella movimentazione manuale dei carichi?
Sì. Qualsiasi operazione in cui il lavoratore solleva, sposta o posiziona uno stampo rientra nella valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (Titolo VI D.Lgs 81/08). Se il peso supera i 25 kg (uomini) o 20 kg (donne) sono obbligatori ausili meccanici (carroponte, paranco, carrello elevatore). La valutazione deve essere documentata nel DVR con il metodo NIOSH o equivalente. L’operatore deve ricevere formazione specifica sulle corrette tecniche di movimentazione e sull’uso degli ausili meccanici.
Quando scatta la sorveglianza sanitaria per il rumore?
La sorveglianza sanitaria audiometrica è obbligatoria quando il livello di esposizione giornaliero al rumore (LAeq,8h) è pari o superiore a 85 dB(A) oppure il livello di picco supera 137 dB(C) (art. 196 D.Lgs 81/08). Tra 80 e 85 dB(A) il lavoratore ha diritto a richiedere la visita medica. Il medico competente stabilisce la periodicità in base al livello di rischio: di norma annuale sopra i 85 dB(A), biennale tra 80 e 85 dB(A). La fonometria aziendale deve essere aggiornata ogni 4 anni o in caso di modifiche significative del ciclo produttivo.
Gli oli minerali da pressa sono considerati cancerogeni?
Dipende dal tipo di olio. L’IARC classifica come cancerogeni di classe 1 gli oli minerali non trattati e blandamente raffinati; gli oli altamente raffinati non sono classificati. L’etichettatura e la scheda SDS dell’olio acquistato indicano la classificazione. Se l’olio è classificato come cancerogeno, si applicano gli obblighi del Titolo IX Capo II D.Lgs 81/08: registro degli esposti, sorveglianza sanitaria specifica, riduzione dell’esposizione al minimo tecnicamente possibile e comunicazione al servizio di prevenzione. Per tutti gli oli minerali — anche non classificati cancerogeni — la valutazione del rischio chimico è comunque obbligatoria.
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