Sicurezza sul lavoro per istruttori fitness e personal trainer: rischi, DPI e formazione obbligatoria
Gli istruttori fitness e i personal trainer (ATECO 93.13) operano in ambienti con rischio biologico da contatto con i clienti, pavimenti bagnati, attrezzature ad azionamento meccanico e affollamento elevato. L’Accordo Rep. 78/CSR 17/04/2025 classifica il settore a rischio medio con 12 ore di formazione lavoratori obbligatorie, a cui si aggiungono primo soccorso gruppo B e antincendio livello 1-2 in funzione del numero di presenze.
Dati chiave
- Livello rischio
- medio
- ATECO tipici
- 93.13 — Gestione di impianti sportivi (palestre, centri fitness), 93.19.09 — Altre attività sportive
- Corsi obbligatori
- 4
- Costo annuo indicativo
- € 150 – € 280 per addetto (formazione iniziale completa, esclusi aggiornamenti periodici)
Corsi obbligatori
| Corso | Durata | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Sicurezza lavoratori rischio medio | 12 ore (4 generali + 8 specifiche) | Accordo Rep. 78/CSR 17/04/2025 — art. 37 D.Lgs 81/08 |
| Aggiornamento lavoratori | 6 ore ogni 5 anni | Accordo Rep. 78/CSR 17/04/2025 — art. 37 D.Lgs 81/08 |
| Primo soccorso gruppo B | 12 ore + aggiornamento 4 ore ogni 3 anni | DM 388/2003 — palestre con più di 3 addetti |
| Antincendio livello 1 o 2 | 4 ore (livello 1) oppure 8 ore + prova pratica (livello 2) | DM 02/09/2021 — Allegato II e III (locali con affollamento superiore a 25 persone) |
Rischi specifici
- Rischio biologico da contatto con i clienti (Titolo X D.Lgs 81/08 — agenti biologici): il contatto pelle-pelle, il contatto con superfici dei macchinari sudate e l’uso di spogliatoi condivisi espongono l’istruttore ad agenti biologici di Gruppo 2 tra cui Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA), dermatofiti (Tinea pedis, Tinea corporis), virus dell’herpes simplex (herpes cutaneo gladiatorum tra lottatori e atleti da contatto); il DVR deve valutare il rischio biologico specifico e definire le procedure di pulizia e sanificazione delle attrezzature
- Sovraccarico biomeccanico del rachide e degli arti per posture incongrue durante la dimostrazione degli esercizi e l’assistenza agli utenti (all. XXXIII D.Lgs 81/08): l’istruttore è esposto a ripetute dimostrazioni di esercizi con carichi, flessioni profonde del rachide e posture di assistenza forzata che aumentano il rischio di ernie discali e patologie muscolo-tendinee; valutazione con metodo OCRA o REBA
- Attrezzature da palestra: obbligo di manutenzione periodica ai sensi dell’art. 71 D.Lgs 81/08 e dell’Allegato V (requisiti di sicurezza delle attrezzature di lavoro); tapis roulant, step e cross trainer con parti in movimento rappresentano un rischio di intrappolamento; i pesi liberi e i manubri mal posizionati sono causa frequente di infortuni da caduta di oggetti
- Scivolamento su pavimenti bagnati nelle zone docce, bordo vasca e pavimentazione trasudante di sudore nelle sale attività: obbligo di pavimenti antisdrucciolo conformi alla norma EN 13893 (art. 64 D.Lgs 81/08); posizionamento di segnaletica di avvertimento e tappeti antiscivolo nelle zone critiche
- Rischio elettrico da macchine cardio-vascolari alimentate a rete (tapis roulant, bike ellittiche): impianto elettrico deve essere conforme alla norma CEI 64-8; le macchine devono essere dotate di dispositivo di arresto di emergenza e di isolamento rispetto all’ambiente bagnato delle docce
- Rischio incendio per elevato affollamento delle sale attività (DM 02/09/2021): le palestre con presenza superiore a 25 persone rientrano nella categoria C o D ai fini del DM 02/09/2021; il piano di emergenza deve prevedere le procedure di evacuazione in relazione alla massima capienza della sala; è necessario il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) per le strutture con superficie superiore a 200 m² o capienza superiore a 100 persone ai sensi del DPR 151/2011
DPI obbligatori
- Guanti monouso in nitrile (EN 455) per la prestazione di primo soccorso o per l’assistenza a utenti con lesioni cutanee aperte: DPI di categoria III per il rischio biologico da contatto con sangue e liquidi biologici
- Calzature antiscivolo con suola in gomma a elevata resistenza all’abrasione e all’acqua: protezione contro le scivolate nelle zone bagnate di docce e bordo piscina; le calzature devono essere specifiche per ambienti sportivi e igienicamente dedicate all’ambiente di lavoro
- Nessun DPI di categoria III aggiuntivo obbligatorio per la mansione ordinaria di istruttore; il datore di lavoro deve comunque valutare nel DVR le attività a rischio specifico (es. assistenza vasca piscina, pulizia attrezzature) e prevedere DPI adeguati in base alla valutazione
Sorveglianza sanitaria
- Sorveglianza sanitaria per sovraccarico biomeccanico del rachide e degli arti superiori (art. 41 D.Lgs 81/08 — Titolo VI): visita preventiva all’assunzione con valutazione dell’apparato muscolo-scheletrico; visite periodiche con cadenza almeno biennale o annuale in presenza di patologie preesistenti del rachide o degli arti
- Sorveglianza per rischio biologico (Titolo X art. 279 D.Lgs 81/08) se la valutazione del rischio classifica l’esposizione ai sensi dell’Allegato XLVI: il medico competente valuta lo stato vaccinale (epatite B, tetano) e la necessità di accertamenti microbiologici specifici in caso di esposizione a patogeni cutanei
- Idoneità alla mansione con valutazione della capacità cardiovascolare e respiratoria per l’istruttore che svolge dimostrazioni pratiche ad alta intensità: il medico competente può richiedere ECG sotto sforzo e spirometria in presenza di fattori di rischio cardiovascolare
Approfondimenti
Il profilo di rischio dell’istruttore fitness secondo il D.Lgs 81/08
L’istruttore fitness e il personal trainer operano in ambienti che combinano rischi che spesso vengono sottovalutati rispetto ad altri settori: l’apparente benessere fisico dell’ambiente palestra non deve far dimenticare la presenza di rischi biologici, biomeccanici, da scivolamento e da attrezzature in movimento. Il codice ATECO 93.13 (gestione di impianti sportivi) è classificato a rischio medio dall’Accordo Rep. 78/CSR 17/04/2025, con obbligo di 12 ore di formazione lavoratori (4 ore generali + 8 ore specifiche). La valutazione dei rischi (DVR) ai sensi dell’art. 28 D.Lgs 81/08 deve essere elaborata dal datore di lavoro — gestore della palestra — con il contributo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) e del medico competente.
Il rischio biologico è spesso il meno presidiato: la condivisione di attrezzature (manubri, panche, macchinari cardio), le superfici bagnate negli spogliatoi e la vicinanza fisica durante la correzione della postura degli utenti espongono l’istruttore ad agenti biologici di Gruppo 2. Le infezioni cutanee da dermatofiti (piede d’atleta, tigna del corpo) sono tra le malattie professionali più frequenti nel personale delle palestre. Le procedure di pulizia e disinfezione delle attrezzature con disinfettanti a base di alcol isopropilico al 70% o di composti quaternari d’ammonio devono essere documentate nel DVR e nel piano di sanificazione della struttura.
Attrezzature da palestra: obblighi dell’art. 71 D.Lgs 81/08 e manutenzione periodica
L’art. 71 D.Lgs 81/08 (obblighi del datore di lavoro nell’uso di attrezzature di lavoro) impone che le attrezzature messe a disposizione dei lavoratori — incluse le macchine da palestra, i tapis roulant e i pesi liberi — siano idonee al lavoro da effettuare e siano mantenute in efficienza e in condizioni di sicurezza mediante manutenzione periodica. L’Allegato V del D.Lgs 81/08 specifica i requisiti generali di sicurezza applicabili a tutte le attrezzature di lavoro, compresi i dispositivi di arresto di emergenza, le protezioni delle parti in movimento e la stabilità delle strutture. La manutenzione delle macchine cardio-vascolari (tapis roulant, bike ellittiche, vogatori) deve essere affidata a tecnici qualificati dal produttore e documentata in un registro di manutenzione.
Le macchine da palestra marcate CE ai sensi del Reg. UE 2023/1230 (che ha sostituito la Direttiva Macchine 2006/42/CE per le nuove macchine immesse sul mercato dopo il 20 gennaio 2027) devono essere accompagnate dal manuale di istruzioni e dal fascicolo tecnico. Per le macchine già installate, si applica ancora la Direttiva Macchine D.Lgs 17/2010. Il datore di lavoro che riscontra un difetto di sicurezza su un macchinario deve interromperne immediatamente l’uso e non riporlo in servizio prima della riparazione certificata; l’uso di macchine non conformi o mal mantenute che causa un infortunio integra la responsabilità del datore di lavoro ai sensi dell’art. 2087 c.c. e dell’art. 71 D.Lgs 81/08.
Antincendio e gestione delle emergenze nelle palestre
Le palestre con affollamento superiore a 25 persone sono assoggettate al DM 02/09/2021 (Codice di prevenzione incendi) per la disciplina antincendio. Le strutture con superficie superiore a 200 m² o capienza superiore a 100 persone sono soggette al Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) ai sensi del DPR 151/2011 (punto 65 dell’Allegato I — impianti sportivi). L’istruttore designato come addetto alla squadra antincendio deve seguire la formazione antincendio di livello 1 (4 ore, DM 02/09/2021 — Allegato II) per strutture a rischio basso o il livello 2 (8 ore + prova pratica) per strutture a rischio medio, con aggiornamento quinquennale. Il piano di emergenza deve prevedere le procedure di evacuazione per la massima capienza delle sale, con percorsi chiari e segnaletica di emergenza conforme al D.Lgs 81/08 Allegato XXV.
L’uso di defibrillatori semiautomatici (DAE) nelle palestre è incoraggiato dalla Legge 116/2021 (accesso pubblico alla defibrillazione): le palestre con più di 25 presenze medie devono dotarsi di DAE e garantire la presenza di almeno un operatore formato all’uso secondo le linee guida del Ministero della Salute. Il corso BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) per l’uso del DAE non è attualmente incluso nel primo soccorso DM 388/2003 ma è fortemente raccomandato per gli istruttori fitness in quanto primo soccorritori naturali in caso di arresto cardiaco degli utenti durante l’attività sportiva.
Domande frequenti
Quante ore di formazione sicurezza deve fare un istruttore di palestra?
L’istruttore fitness (ATECO 93.13 — rischio medio) deve seguire 12 ore di formazione lavoratori secondo l’Accordo Rep. 78/CSR 17/04/2025 (4 ore di modulo generale + 8 ore di modulo specifico), con aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni. A queste si aggiungono: primo soccorso gruppo B (12 ore, DM 388/2003) e antincendio di livello 1 o 2 a seconda dell’affollamento della struttura (DM 02/09/2021). È fortemente consigliato anche il corso BLSD per l’uso del defibrillatore semiautomatico (DAE) ai sensi della Legge 116/2021.
Il gestore di una palestra deve valutare il rischio biologico nel DVR?
Sì. Il Titolo X del D.Lgs 81/08 si applica quando i lavoratori sono potenzialmente esposti ad agenti biologici per la natura della loro attività, incluso il contatto con clienti in ambienti caldi e umidi come palestre e centri fitness. Il DVR deve valutare il rischio biologico specifico (dermatofiti, batteri cutanei, MRSA) e definire le misure di prevenzione collettive (procedure di pulizia e sanificazione delle attrezzature con disinfettanti idonei, ricambio d’aria adeguato) e individuali (guanti monouso per primo soccorso, formazione dei lavoratori). La mancata valutazione del rischio biologico nel DVR espone il datore di lavoro a sanzioni ai sensi dell’art. 55 D.Lgs 81/08.
Le palestre sono soggette al Certificato di Prevenzione Incendi?
Dipende dalle caratteristiche della struttura. Sono soggette al CPI ai sensi del DPR 151/2011 (punto 65 — impianti sportivi) le palestre con superficie superiore a 200 m² o capienza superiore a 100 persone. Per le strutture di dimensioni inferiori si applicano comunque le regole generali del DM 02/09/2021 (Codice di prevenzione incendi) e l’obbligo di formazione antincendio per gli addetti alla squadra emergenza. In tutti i casi, la palestra deve disporre di estintori in numero e posizione adeguati, segnaletica di emergenza conforme all’Allegato XXV D.Lgs 81/08 e di un piano di emergenza ed evacuazione.
Il personal trainer che lavora in proprio deve fare i corsi di sicurezza?
Se il personal trainer è un lavoratore autonomo senza dipendenti, non è soggetto agli obblighi formativi del D.Lgs 81/08 pensati per i lavoratori dipendenti. Tuttavia, se opera all’interno di una palestra come lavoratore autonomo o collaboratore, può essere tenuto a seguire la formazione specifica richiesta dal gestore della struttura ai sensi dell’art. 26 D.Lgs 81/08 (coordinamento tra datori di lavoro in caso di appalto o somministrazione). Se il personal trainer ha dipendenti o collaboratori, è a tutti gli effetti datore di lavoro e deve applicare integralmente il D.Lgs 81/08 inclusi DVR, nomina di RSPP e MC, e formazione dei lavoratori.
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