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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance

Formazione sicurezza per impiantisti fotovoltaici: lavori in quota, rischio elettrico e DPI

L’impiantista fotovoltaico installa pannelli solari su tetti e coperture ed è classificato a rischio alto dall’Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 (ATECO 43.21/43.99). La mansione comporta lavori in quota su superfici inclinate, rischio di elettrocuzione dalla tensione DC lato pannelli (non disattivabile con interruttore), movimentazione manuale di pannelli da 15–25 kg e prolungata esposizione solare. La formazione obbligatoria comprende 16 ore di sicurezza lavoratori, il corso specifico per lavori in quota (8 ore) e il corso per addetti ai lavori elettrici (PES/PAV/PEI) secondo la norma CEI 11-27.

Dati chiave

Livello rischio
alto
ATECO tipici
43.21 — Installazione di impianti elettrici, 43.99.09 — Altri lavori specializzati di costruzione nca, 35.11 — Produzione di energia elettrica (per gli operatori di impianti FV utility-scale), 71.12.09 — Attività tecniche specializzate (progettazione impianti FV)
Corsi obbligatori
7
Costo annuo indicativo
€ 400 – € 800 per addetto (formazione 16 ore + lavori in quota 8 ore + corso PES/PAV + antincendio + primo soccorso, esclusi aggiornamenti)

Corsi obbligatori

CorsoDurataRiferimento normativo
Formazione generale lavoratori4 oreAccordo Stato-Regioni 21/12/2011 — Allegato A
Formazione specifica rischio alto (cantiere temporaneo)12 oreAccordo Stato-Regioni 21/12/2011 — Allegato A
Aggiornamento lavoratori6 ore ogni 5 anniAccordo Stato-Regioni 21/12/2011 — punto 9
Corso addetti lavori in quota (utilizzo DPI anticaduta)8 ore (teorico-pratico)Accordo Stato-Regioni 22/02/2012 — abilitazione uso DPI anticaduta; art. 77 c.5 D.Lgs 81/08
Corso addetti ai lavori elettrici (PES/PAV/PEI)secondo programma CEI 11-27 (minimo 8–16 ore in base al livello)Norma CEI 11-27:2014 (4a edizione); norma CEI EN 50110-1
Antincendio livello 2 (cantiere edile con rischio medio)8 ore + prova praticaDM 02/09/2021 — Allegato III
Primo soccorso gruppo B12 ore + aggiornamento 4 ore ogni 3 anniDM 388/2003

Rischi specifici

  • Caduta dall’alto da tetti inclinati, lucernari e bordi di copertura: principale causa di infortuni gravi e mortali nel settore — obbligo di sistemi anticaduta collettivi (parapetti, reti) o DPI di III categoria (art. 107–108 D.Lgs 81/08)
  • Elettrocuzione da tensione DC lato generatore fotovoltaico: i pannelli in condizioni di luce solare generano tensione fino a 1000 V DC (sistemi residenziali) o 1500 V DC (sistemi utility-scale) che non può essere interrotta aprendo l’interruttore AC — il rischio persiste anche con l’inverter spento
  • Scivolamento su superfici inclinate umide o ricoperte da muschio/licheni durante l’installazione e la manutenzione dei pannelli
  • Esposizione UV solare prolungata: lavoro su superfici riflettenti (pannelli e lamiere metalliche) con irradianza aumentata — rischio eritema solare, cheratosi attinica, melanoma in esposizione cronica
  • Movimentazione manuale di carichi: pannelli fotovoltaici da 15–25 kg, inverter, strutture di montaggio in alluminio — rischio rachialgie e patologie muscolo-scheletriche (Titolo VI D.Lgs 81/08)
  • Rischio incendio durante le operazioni di cablaggio e collegamento: cortocircuiti, scintille su materiali isolanti, surriscaldamento di giunzioni non idonee — rischio amplificato in presenza di pannelli in funzione (lato DC)
  • Vibrazioni mano-braccio da trapani, avvitatori e flessibili per il montaggio delle strutture di supporto

DPI obbligatori

  • Imbracatura anticaduta certificata EN 361 con cordino di posizionamento EN 358 e assorbitore di energia EN 355 — obbligatoria per lavori su coperture con pendenza > 15° o in prossimità di bordi non protetti (art. 111 D.Lgs 81/08)
  • Casco di protezione (EN 397) con sottogola per evitare la caduta dell’elmetto durante lavori su tetti inclinati
  • Guanti isolanti in tensione fino a 1000 V AC / 1500 V DC (EN 60903, classe 00 o classe 0) per operazioni sui connettori MC4 lato DC con pannelli in funzione
  • Calzature isolanti con suola antiperforazione e antiscivolo (EN ISO 20345, S3 EH — electrical hazard) per protezione da scariche elettriche e scivolamento su coperture
  • Occhiali di protezione UV (EN 166, filtro UV categoria 2 o 3) per proteggere il cristallino dall’irradianza solare riflessa dai pannelli
  • Abbigliamento ad alta visibilità (EN ISO 20471, classe 2) in cantieri su coperture accessibili da gru o carrelli elevatori
  • Crema solare SPF 50+ per la protezione cutanea dall’esposizione UV prolungata su superfici riflettenti

Sorveglianza sanitaria

  • Visita medica preventiva e periodica per lavori in quota: valutazione dell’idoneità all’esposizione a rischio di caduta dall’alto — esame neurologico, test dell’equilibrio, esame cardiovascolare (art. 41 D.Lgs 81/08)
  • Valutazione per rischio elettrico: idoneità alla mansione in ambienti con rischio di elettrocuzione — esclusione di condizioni che riducano la reattività (epilessia non controllata, cardiopatie con suscettibilità alle aritmie)
  • Audiometria periodica se Lex,8h > 80 dB(A) durante l’uso prolungato di trapani e avvitatori
  • Valutazione per vibrazioni mano-braccio se l’uso di attrezzature vibranti supera i valori di azione (2,5 m/s²)
  • Sorveglianza dermatologica per esposizione UV cronica: visita dermatologica annuale per operatori con > 5 anni di esposizione prolungata al sole in attività di installazione/manutenzione FV

Approfondimenti

Caduta dall’alto e rischio elettrico DC: i due pericoli principali dell’impiantista FV

L’impiantista fotovoltaico affronta due rischi maggiori che lo distinguono dagli altri elettricisti e dagli altri lavoratori edili: il rischio di caduta dall’alto da coperture inclinate e il rischio di elettrocuzione da tensione continua (DC) lato generatore. La caduta dall’alto è la prima causa di mortalità nei cantieri edili italiani: secondo i dati INAIL, le cadute da tetti e coperture rappresentano circa il 30% degli infortuni mortali nel settore costruzioni. La normativa (artt. 107–111 D.Lgs 81/08 e Titolo IV per i cantieri temporanei) impone di privilegiare i sistemi di protezione collettiva (parapetti fissi o provvisori, reti di sicurezza) rispetto ai DPI individuali; quando i sistemi collettivi non sono applicabili per ragioni tecniche, il lavoratore deve utilizzare un sistema anticaduta personale (imbracatura + assorbitore di energia + punto di ancoraggio certificato EN 795) e avere ricevuto il corso di abilitazione all’uso dei DPI anticaduta (Accordo SR 22/02/2012).

Il rischio elettrico DC è specifico degli impianti fotovoltaici e spesso sottovalutato: a differenza dei sistemi AC dove è possibile disattivare la tensione aprendo l’interruttore automatico o il sezionatore, il lato DC di un impianto fotovoltaico genera tensione finché c’è luce solare che colpisce i pannelli. Un impianto da 10 kWp tipico può avere una tensione a circuito aperto di 700–900 V DC: a questa tensione la corrente di arco è sufficiente a causare gravi ustioni o arresto cardiaco. La norma CEI 11-27 (4a edizione, 2014) e la norma CEI EN 50110-1 classificano il lavoro sui connettori MC4 lato DC come lavoro su impianti in tensione o in prossimità di parti in tensione: richiede l’abilitazione come Persona Esperta (PES) o Persona Avvertita (PAV) e l’uso di DPI isolanti (guanti classe 0 o 00, strumenti isolati, tappeti isolanti).

Corso lavori in quota e abilitazione PES/PAV per impianti FV

L’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 ha introdotto l’obbligo di abilitazione per l’uso dei DPI anticaduta (categoria III — rischio di caduta dall’alto): il corso teorico-pratico ha durata minima di 8 ore e include la teoria sui sistemi anticaduta, le tipologie di imbracature e cordini, la normativa di riferimento, e la parte pratica con indossatura dell’imbracatura, verifica pre-uso, tecniche di collegamento ai punti di ancoraggio e esercitazioni su piano inclinato. L’addestramento documentato è obbligatorio ai sensi dell’art. 77 c.5 D.Lgs 81/08 e deve essere ripetuto ogni volta che il tipo di DPI cambia significativamente. Le linee di vita permanenti installate sulle coperture ai fini della manutenzione devono essere certificate EN 795 classe C (linea di vita orizzontale flessibile) o classe D (linea di vita orizzontale rigida) e il loro utilizzo richiede anch’esso l’addestramento specifico.

Il corso PES/PAV/PEI secondo la norma CEI 11-27 qualifica il lavoratore come Persona Esperta (PES — con conoscenza approfondita degli impianti elettrici), Persona Avvertita (PAV — con sufficiente conoscenza per lavorare in prossimità di parti in tensione sotto sorveglianza di una PES) o Persona Idonea (PEI — che può lavorare su impianti in tensione con metodologie di lavoro sotto tensione). Per l’impiantista fotovoltaico che connette i cavi DC è necessaria come minimo la qualifica PAV, in quanto opera in prossimità di parti in tensione (connettori MC4, cavi DC attivi). La qualifica PES è richiesta per chi esegue le misure di commissioning dell’impianto e per il responsabile del lavoro. La formazione secondo CEI 11-27 deve essere documentata dal datore di lavoro e aggiornata periodicamente.

Sicurezza nei cantieri FV: PSC, POS e gestione del rischio cumulativo

L’installazione di un impianto fotovoltaico su un edificio esistente costituisce in molti casi un cantiere temporaneo o mobile soggetto al Titolo IV D.Lgs 81/08 (artt. 88–160). Se i lavori superano i 200 uomini-giorno oppure se sono presenti più di 3 imprese contemporaneamente, scatta l’obbligo di notifica preliminare all’ASL e all’Ispettorato del Lavoro (art. 99 D.Lgs 81/08) e l’obbligo di redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) da parte del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (CSP). L’impiantista fotovoltaico subappaltatore deve redigere il Piano Operativo di Sicurezza (POS) specifico per le lavorazioni di sua competenza: installazione strutture di supporto, montaggio pannelli, cablaggio DC e AC, connessione all’inverter.

Il rischio cumulativo in un cantiere FV è significativo: spesso le stesse squadre eseguono in rapida successione lavori in quota (montaggio strutture), lavori elettrici (cablaggio DC), lavori in copertura (impermeabilizzazione dei fori per le staffe di ancoraggio) e test sotto tensione. La gestione dei permessi di lavoro (PTW — Permit to Work) e la verifica preventiva delle condizioni (sistema DC disattivato o pannelli oscurati con teli coprenti opachi prima della fase di connessione) sono misure organizzative fondamentali per la prevenzione degli incidenti. Il DM 37/2008 impone al responsabile dell’impresa che ha eseguito l’impianto elettrico di rilasciare la dichiarazione di conformità (DoC) all’atto della consegna al committente.

Domande frequenti

I pannelli FV in funzione sono pericolosi anche se l’inverter è spento?

Sì. I pannelli fotovoltaici generano tensione DC finché ricevono luce solare, indipendentemente dallo stato dell’inverter e degli interruttori AC. Per azzerare la tensione lato DC è necessario coprire completamente i pannelli con teli opachi (schermatura totale dalla luce) o attendere condizioni di oscurità completa. Il sezionatore DC dell’inverter interrompe la corrente nel circuito ma non elimina la tensione a circuito aperto nei cavi e nei connettori MC4. Per questo motivo il lavoro sui connettori DC di un impianto FV è classificato lavoro in prossimità di parti in tensione ai sensi della norma CEI 11-27 e richiede DPI isolanti e abilitazione PAV o PES.

Quale imbracatura deve usare l’impiantista FV su un tetto?

L’impiantista FV deve utilizzare un sistema anticaduta composto da: imbracatura completa EN 361 (con bretelle e fasce cosciali), cordino con assorbitore di energia EN 355 (che limita la forza d’arresto a 6 kN durante la caduta) e punto di ancoraggio certificato EN 795. Non è sufficiente il solo cordino di posizionamento EN 358 (che non è un dispositivo anticaduta ma un dispositivo di posizionamento). Sulle coperture con pendenza > 15° o in prossimità di bordi liberi, il sistema anticaduta è obbligatorio indipendentemente dall’altezza. L’imbracatura deve essere ispezionata prima di ogni utilizzo e sostituita dopo ogni caduta dinamica o ogni 10 anni dalla data di fabbricazione.

Serve il PSC per installare un impianto FV su una villetta privata?

Non sempre. Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) è obbligatorio solo se i lavori superano i 200 uomini-giorno complessivi o se sono presenti più di 3 imprese. Per l’installazione di un impianto residenziale su una villetta privata, eseguita da una singola impresa in 1–3 giorni, il PSC non è obbligatorio ma il datore di lavoro deve comunque garantire la sicurezza dei propri lavoratori attraverso il POS (Piano Operativo di Sicurezza) o almeno un piano di lavoro che identifichi i rischi specifici (caduta dall’alto, rischio elettrico DC) e le misure adottate.

Quante ore di formazione deve fare un impiantista FV?

Un impiantista FV deve completare: 16 ore di formazione lavoratori D.Lgs 81/08 (4 ore generali + 12 ore specifiche rischio alto), corso lavori in quota 8 ore (Accordo SR 22/02/2012), corso PES/PAV secondo CEI 11-27 (8–16 ore in base al livello), antincendio livello 2 (8 ore + prova pratica), primo soccorso gruppo B (12 ore). Aggiornamento lavoratori quinquennale 6 ore. Il totale per un neoassunto è quindi di circa 50–65 ore di formazione obbligatoria iniziale.

Chi può firmare la dichiarazione di conformità di un impianto FV?

La dichiarazione di conformità (DoC) ai sensi del DM 37/2008 deve essere firmata dal responsabile tecnico dell’impresa che ha eseguito l’impianto elettrico, che deve essere iscritto alla Camera di Commercio con i requisiti tecnico-professionali previsti (abilitazione per impianti elettrici). La DoC attesta che l’impianto è stato realizzato a regola d’arte secondo le norme tecniche vigenti (CEI EN 62446 per impianti FV connessi alla rete, CEI 0-21 per la connessione BT). Il GSE (Gestore Servizi Energetici) richiede la DoC come documento obbligatorio per l’accesso alle tariffe incentivanti.

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