- Categoria
- Sicurezza per professione
- Pubblicato
- 19 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 19 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 5 min (1023 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026
La mansione del fochino addetto al brillamento
Il fochino è l’addetto autorizzato a maneggiare, caricare e far brillare gli esplosivi nelle attività di abbattimento della roccia: cave, gallerie, scavi in roccia e demolizioni controllate. Prepara i fori da mina, inserisce le cariche e i detonatori, collega le linee di accensione, mette in sicurezza l’area e provoca la volata, cioè l’esplosione che frantuma la roccia. È un mestiere estremo e altamente regolamentato, in cui ogni gesto segue procedure rigide perché un errore può essere fatale per l’operatore e per i colleghi.
Questa guida è tagliata sulla persona che fa il fochino, non sull’azienda estrattiva. Vale per il dipendente di una cava, per l’addetto di un’impresa di scavi in galleria e per chi opera nelle demolizioni con esplosivo. Per il D.Lgs. 81/08 il fochino è un lavoratore da formare, inserire nel documento di valutazione dei rischi e dotare dei DPI; l’azienda che lo impiega assume gli obblighi del datore di lavoro. La mansione richiede inoltre una specifica licenza prevista dalla normativa di pubblica sicurezza sugli esplosivi. Per il contesto produttivo sono utili la guida sulla sicurezza nelle cave e attività estrattiva e quella sulla sicurezza nelle cave di inerti e frantoi.
Maneggio degli esplosivi e rischio di esplosione
Il rischio che definisce questo mestiere è l’esplosione: incontrollata, prematura o accidentale. Esplosivi, detonatori e micce sono materiali che reagiscono a urti, calore, elettricità statica e correnti vaganti, e un innesco non previsto durante il trasporto, lo stoccaggio o il caricamento delle mine può uccidere. Anche la fase di brillamento è critica: la volata deve avvenire solo quando l’area è completamente sgombra e in sicurezza, con segnali concordati e tempi controllati.
La prevenzione è interamente fondata su procedure rigorose e sulla competenza dell’operatore: trasporto e custodia degli esplosivi secondo norma, protezione da fonti di innesco, sequenze di caricamento e collegamento verificate, e gestione attenta delle cariche inesplose (i cosiddetti colpi mancati), tra i pericoli più insidiosi. Il fochino deve possedere la licenza prevista e una formazione specifica continua; nulla in questa mansione può essere improvvisato e ogni deviazione dalla procedura è un rischio per la vita.
Proiezioni, gas post-volata e cadute di roccia
La volata genera la proiezione violenta di frammenti di roccia, che possono colpire a grande distanza chi non si è messo al riparo: per questo l’area va sgomberata, delimitata e sorvegliata, e il personale deve raggiungere postazioni protette prima dello sparo. Dopo l’esplosione, l’atmosfera del fronte di scavo o della galleria si carica di gas tossici e polveri prodotti dalla detonazione, con rischio di intossicazione per chi rientra troppo presto.
La prevenzione richiede tempi di attesa e ventilazione prima del rientro, verifica della qualità dell’aria, e attenzione alle cadute di roccia dal fronte instabile dopo la volata. In galleria si aggiungono il rischio di crollo, gli spazi confinati e la scarsa visibilità. Servono DPI per vie respiratorie, elmetto, protezione di occhi e udito, e procedure di disgaggio del fronte prima di riprendere il lavoro. Il coordinamento tra fochino e squadra è essenziale: nessuno rientra finché l’area non è dichiarata sicura.
Rumore, vibrazioni e ambiente di cava o galleria
Oltre al brillamento, il fochino lavora in un ambiente estrattivo pieno di rischi: rumore intenso delle perforatrici e dei mezzi, vibrazioni trasmesse dagli utensili di perforazione, polveri minerali (con possibile presenza di silice) e movimentazione di attrezzature pesanti. L’esposizione prolungata al rumore può causare ipoacusia, le vibrazioni disturbi a mani e braccia, le polveri patologie respiratorie serie. Tutti questi fattori richiedono valutazione, DPI adeguati e sorveglianza sanitaria del medico competente.
Il lavoro su fronti di scavo, terreni instabili e in prossimità di mezzi d’opera comporta anche rischi di caduta, schiacciamento e investimento. La circolazione dei mezzi va regolata, l’accesso ai fronti gestito, e l’uso delle attrezzature di perforazione e movimentazione affidato solo a personale formato e abilitato. L’ambiente di cava e di galleria impone una cultura della sicurezza condivisa da tutta la squadra, perché i rischi di un operatore ricadono su tutti.
Licenza, procedure e formazione obbligatoria
La mansione di fochino è subordinata al possesso di una specifica licenza prevista dalla normativa sugli esplosivi, che attesta l’idoneità a maneggiare e far brillare le cariche. A questa si affianca la formazione prevista dal D.Lgs. 81/08: formazione generale e specifica del lavoratore a rischio elevato, con aggiornamento periodico, integrata dalla formazione su rischi specifici come spazi confinati in galleria, rumore, vibrazioni e movimentazione dei carichi.
Per il D.Lgs. 81/08 la base resta la formazione del lavoratore — formazione generale più formazione specifica sui rischi della mansione, con aggiornamento ogni cinque anni — completata prima di iniziare a lavorare. Data la pericolosità estrema dell’attività, la formazione deve essere costantemente aggiornata e accompagnata da addestramento pratico, procedure scritte e una rigorosa sorveglianza sanitaria. Restano obbligatori anche gli addetti al primo soccorso, fondamentali in contesti isolati come cave e gallerie.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Per il fochino il piano formativo essenziale comprende la formazione del lavoratore a rischio elevato con il relativo aggiornamento, la formazione sui rischi specifici dell’ambiente estrattivo (rumore, vibrazioni, movimentazione dei carichi) e la formazione sul primo soccorso, particolarmente importante nei cantieri isolati. La licenza per il maneggio degli esplosivi resta un requisito a parte, rilasciato secondo la normativa di pubblica sicurezza.
Con 123Formazione puoi attivare la parte di formazione prevista dal D.Lgs. 81/08 in aula, in videoconferenza o in e-learning per i contenuti generali, ottenendo attestati validi in tutta Italia, e tenere sotto controllo le scadenze degli aggiornamenti. Possiamo aiutarti a comporre il percorso di formazione del lavoratore proporzionato a questa mansione ad alto rischio, integrandolo con la formazione degli addetti alle emergenze.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
Corsi correlati
Hai bisogno di assistenza sulla formazione della tua azienda?
Il nostro team verifica gratuitamente il piano formativo e ti propone le soluzioni più adatte al tuo settore.
ContattaciGuide correlate
Corsi di sicurezza per cave e attività estrattiva: la guida
Polveri di silice, uso di esplosivi, mezzi pesanti e fronti di scavo instabili: la cava è un settore regolato anche dal DPR 128/59 e impone una formazione di livello alto.
Corsi di sicurezza per cave di inerti e frantoi: la guida
Estrazione di inerti e impianti di frantumazione e vagliatura: polveri e silice cristallina, macchine di frantumazione e nastri, mezzi d’opera in movimento, rumore e fronti di scavo richiedono una formazione completa e mirata.
Spazi confinati e D.P.R. 177/2011: requisiti e formazione
Cosa prevede il D.P.R. 177/2011 per i lavori in spazi confinati: qualificazione delle imprese, esperienza del personale e formazione specifica.