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titolo: "Pause obbligatorie per operatori VDT: art. 175 D.Lgs 81/08"
slug: "vdt-pausa-visiva-orari"
categoria: "Rischi specifici"
dataPubblicazione: "2026-06-21"
dataAggiornamento: "2026-06-21"
autore: "A cura della Redazione 123Formazione"
descrizione: "Le pause obbligatorie per i lavoratori VDT: 15 minuti ogni 120 di applicazione continuativa. Art. 175 D.Lgs 81/08, orari e cambiamento di attività."
sommario: "L'art. 175 D.Lgs 81/08 garantisce al videoterminalista 15 minuti di pausa ogni 2 ore di applicazione continuativa. Scopri come gestire correttamente pause e cambiamenti di attività per ridurre affaticamento visivo e posturale."
keywords:
  - "pause VDT obbligatorie art. 175"
  - "pausa videoterminale 15 minuti"
  - "lavoratore videoterminalista pause"
  - "affaticamento visivo videoterminale"
  - "cambiamento attività VDT"
  - "rischio VDT astenopia"
  - "D.Lgs 81/08 art. 175"
canonical: "https://123formazione.com/guide/vdt-pausa-visiva-orari"
licenza: "CC-BY-4.0"
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# Pause obbligatorie per operatori VDT: art. 175 D.Lgs 81/08

> L'art. 175 D.Lgs 81/08 garantisce al videoterminalista 15 minuti di pausa ogni 2 ore di applicazione continuativa. Scopri come gestire correttamente pause e cambiamenti di attività per ridurre affaticamento visivo e posturale.

*A cura della Redazione 123Formazione*

*Pubblicato: 2026-06-21 · Aggiornato: 2026-06-21*

## L'art. 175 D.Lgs 81/08: il diritto alla pausa del videoterminalista

L'articolo 175 del D.Lgs 81/08 stabilisce che il lavoratore videoterminalista, inteso come chi usa il VDT in modo sistematico o abituale per almeno 20 ore settimanali (al netto delle interruzioni di cui al medesimo articolo), ha diritto a una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale. La norma è applicabile in assenza di una disposizione più favorevole prevista dalla contrattazione collettiva: i CCNL possono prevedere pause più frequenti o più lunghe, mai inferiori al minimo di legge.

La pausa è considerata a tutti gli effetti orario di lavoro retribuito: non può essere accumulata all'inizio, alla fine della giornata o a fine turno. Questa disposizione è fondamentale perché tutela il lavoratore da pratiche di accumulo che azzererebbero il beneficio fisiologico delle interruzioni distribuite nel corso della giornata. Il mancato rispetto dell'art. 175 configura una violazione punita dall'art. 178 del D.Lgs 81/08.

## Pausa vs. cambiamento di attività: le due modalità consentite

L'art. 175 prevede due modalità equivalenti per garantire il recupero dall'affaticamento visivo e posturale: la pausa vera e propria, durante la quale il lavoratore si distacca completamente dal videoterminale, e il cambiamento di attività, che consiste nello svolgimento per almeno quindici minuti di compiti che non richiedano l'uso del VDT (telefonate senza schermo, archiviazione cartacea, riunioni, spostamenti, attività manuali).

Le due modalità sono entrambi valide e producono benefici simili dal punto di vista fisiologico, a condizione che il cambiamento di attività comporti un reale distacco dallo schermo e dalla postura seduta prolungata. Non soddisfa questo requisito spostarsi da un monitor a un tablet o svolgere attività di lettura su carta in postura identica a quella precedente. L'obiettivo della norma è spezzare sia l'affaticamento visivo sia il sovraccarico posturale statico.

In molte realtà organizzative il cambiamento di attività è preferito alla pausa passiva perché mantiene la produttività: un operatore di call center che alterna venti minuti di chiamate a quindici minuti di inserimento dati cartacei rispetta la norma pur non smettendo di lavorare. Questo rende l'istituto della pausa VDT compatibile con organizzazioni del lavoro intensive, a condizione che la pianificazione dei compiti sia strutturata di conseguenza.

## Affaticamento visivo: meccanismi e prevenzione

L'affaticamento visivo da videoterminale, noto come astenopia, è causato dalla combinazione di diversi fattori: la fissazione prolungata dello schermo riduce la frequenza di ammiccamento da circa 15-20 volte al minuto a 5-7, con conseguente secchezza oculare e irritazione; il continuo processo di accomodazione dell'occhio per mettere a fuoco lo schermo affatica i muscoli ciliari; la necessità di mantenere la convergenza per la visione binoculare a breve distanza genera tensione oculomotoria.

I sintomi dell'astenopia includono bruciore e lacrimazione, visione sfocata o sdoppiata, sensazione di peso alle palpebre, mal di testa e fotofobia. In assenza di patologie visive preesistenti, questi disturbi regrediscono generalmente con il riposo e la riduzione del tempo di esposizione allo schermo. La pausa di quindici minuti ogni due ore è dimensionata proprio per consentire il recupero dall'affaticamento accumulato, prima che raggiunga livelli sintomatici.

La regola 20-20-20 — ogni 20 minuti fissare per 20 secondi un oggetto a 20 piedi (circa 6 metri) — è una buona prassi complementare, raccomandata dalla letteratura oftalmologica per ridurre l'affaticamento da accomodazione anche nei periodi tra una pausa e l'altra. Non sostituisce le pause di legge ma le integra efficacemente nella gestione quotidiana del lavoro al videoterminale.

## Affaticamento posturale e disturbi muscoloscheletrici al VDT

La postura seduta prolungata al VDT determina un carico statico sui muscoli del rachide cervicale e lombare significativamente superiore alla postura ortostatica o alla postura seduta con adeguato supporto lombare. Il mantenimento per ore della stessa posizione — anche se corretta — genera ischemia muscolare da compressione dei capillari e accumulo di metaboliti che si traduce in tensione, dolore e contrattura. La pausa serve anche a spezzare questo carico statico e a ripristinare la circolazione muscolare.

Le zone più frequentemente interessate dai disturbi posturali al VDT sono il rachide cervicale (cervicalgia, cefalea tensiva), le spalle (tensione dei muscoli trapezi e sollevatori della scapola), la regione lombare (lombalgia da postura seduta) e gli arti superiori (tensione da uso prolungato di tastiera e mouse). Gli esercizi di stretching cervicale, scapolare e lombare durante le pause sono una misura semplice ed efficace per ridurre l'accumulo di tensione muscolare nel corso della giornata lavorativa.

## Obblighi del datore di lavoro e organizzazione del lavoro

Il datore di lavoro è responsabile dell'organizzazione del lavoro in modo da garantire concretamente le pause previste dall'art. 175. Non è sufficiente informare i lavoratori del loro diritto: l'organizzazione dei turni, la gestione del carico di lavoro e la pianificazione dei compiti devono essere strutturate in modo da rendere possibile l'effettiva fruizione delle pause senza penalizzare il lavoratore. Sistemi di monitoraggio o di avviso automatico che ricordano al lavoratore di fare la pausa ogni due ore sono misure organizzative utili e apprezzate.

La contrattazione collettiva può migliorare le condizioni minime previste dalla legge: molti CCNL del settore impiegatizio e del lavoro d'ufficio prevedono pause aggiuntive, orari di lavoro ridotti in presenza di attività particolarmente intensive al VDT o accesso a spazi dedicati al riposo e al rilassamento visivo. La valutazione del rischio deve tenere conto di queste disposizioni contrattuali e verificarne l'effettiva applicazione.

## Sanzioni e verifica ispettiva

Il mancato rispetto dell'obbligo di pausa di cui all'art. 175 è sanzionato dall'art. 178 del D.Lgs 81/08, che prevede per il datore di lavoro l'arresto da due a quattro mesi o l'ammenda da 1.500 a 6.000 euro. In sede di ispezione del lavoro, la verifica dell'organizzazione delle pause avviene attraverso l'esame dell'organizzazione del lavoro documentata, le dichiarazioni dei lavoratori e, quando disponibili, i log dei sistemi informativi. È opportuno che il datore di lavoro mantenga evidenza documentale delle modalità con cui organizza le pause o i cambiamenti di attività.

Oltre alle sanzioni pecuniarie, la violazione sistematica degli obblighi di pausa può concorrere all'accertamento di responsabilità civile o penale in caso di patologie visive o muscolo-scheletriche riconosciute come professionali. La prevenzione documentata — valutazione del rischio, formazione, organizzazione delle pause, sorveglianza sanitaria — è la migliore tutela sia per il lavoratore sia per il datore di lavoro.

## Guide correlate

- [Requisiti della postazione VDT: monitor, seduta e illuminamento](https://123formazione.com/guide/ergonomia-vdt-requisiti-postazione)
- [Sorveglianza sanitaria per operatori VDT: visite, frequenza e medico competente](https://123formazione.com/guide/ergonomia-sorveglianza-sanitaria-vdt)
- [Ergonomia nel lavoro agile e smart working: obblighi del datore di lavoro](https://123formazione.com/guide/vdt-smart-working-ergonomia)

## Corsi correlati

- [Videoterminali (VDT)](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/videoterminali)
- [Movimentazione Manuale dei Carichi](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/movimentazione-manuale-carichi)

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