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titolo: "Corsi di sicurezza per pesca e acquacoltura: la guida"
slug: "sicurezza-pesca-acquacoltura"
categoria: "Sicurezza per settore"
dataPubblicazione: "2026-06-19"
dataAggiornamento: "2026-06-19"
autore: "A cura della Redazione 123Formazione"
descrizione: "Formazione obbligatoria per pesca e acquacoltura: rischio annegamento, lavoro a bordo, freddo e umidità, movimentazione e igiene del pescato. Cosa serve."
sommario: "Lavoro a bordo di imbarcazioni e in impianti di allevamento ittico: rischio di annegamento e caduta in mare, mare mosso, freddo e bagnato, movimentazione manuale del pescato e delle attrezzature richiedono una formazione mirata."
keywords:
  - "corsi sicurezza pesca acquacoltura"
  - "formazione sicurezza lavoro a bordo"
  - "rischio annegamento caduta in mare"
  - "sicurezza pescatori imbarcazioni"
  - "movimentazione manuale pescato"
canonical: "https://123formazione.com/guide/sicurezza-pesca-acquacoltura"
licenza: "CC-BY-4.0"
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# Corsi di sicurezza per pesca e acquacoltura: la guida

> Lavoro a bordo di imbarcazioni e in impianti di allevamento ittico: rischio di annegamento e caduta in mare, mare mosso, freddo e bagnato, movimentazione manuale del pescato e delle attrezzature richiedono una formazione mirata.

*Pubblicato: 2026-06-19 · Aggiornato: 2026-06-19*

## Mare, ponte e impianto: i rischi della filiera ittica

La pesca professionale e l’acquacoltura raggruppano mansioni che si svolgono in condizioni ambientali estreme: a bordo di pescherecci e imbarcazioni, su ponti instabili e scivolosi, in mezzo al moto ondoso, e negli impianti di allevamento — valli, gabbie a mare, vasche e avannotterie — spesso a contatto continuo con acqua, freddo e umidità. Il rischio dominante è quello di caduta in mare e annegamento, cui si sommano cadute e scivolamenti sul ponte bagnato, schiacciamenti e impigliamenti con verricelli, salpa-reti, argani e attrezzi da pesca, movimentazione manuale di reti, casse e pescato, rumore dei motori, freddo, lavoro notturno e isolamento dai soccorsi.

La pesca è un settore storicamente ad altissimo indice infortunistico. Le imprese ittiche, dal momento in cui impiegano lavoratori dipendenti o equiparati, rientrano nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08, che si applica al lavoro a bordo coordinandosi con la normativa speciale marittima sulla sicurezza delle navi da pesca. Il datore di lavoro (armatore, titolare dell’impianto di acquacoltura) deve predisporre la valutazione dei rischi — comprensiva del rischio di caduta in mare, del moto ondoso, del freddo e del microclima — e garantire la formazione del personale di bordo e di impianto.

## Formazione lavoratori: generale, specifica e quadro speciale

La formazione del lavoratore si compone delle 4 ore di formazione generale, comuni a tutti i settori, più la formazione specifica sui rischi della mansione, la cui durata (4, 8 o 12 ore) dipende dalla classe di rischio attribuita in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni. Pesca e acquacoltura si collocano nelle classi di rischio medio-alto, e la formazione specifica deve calarsi sulla realtà concreta: lavoro a bordo, recupero degli attrezzi, lavorazione del pescato, gestione delle gabbie e delle vasche.

La formazione va completata prima dell’adibizione al lavoro e aggiornata periodicamente, di norma ogni cinque anni. Per il personale imbarcato restano fermi gli obblighi marittimi (titoli, addestramento alla sopravvivenza in mare, antincendio di bordo): si tratta di obblighi distinti e cumulativi rispetto alla formazione sulla sicurezza sul lavoro del D.Lgs. 81/08, che non vengono sostituiti l’uno dall’altro. La frequente presenza di lavoro stagionale impone di verificare la formazione a ogni nuovo imbarco o inserimento.

## Annegamento, caduta in mare e dispositivi di salvataggio

La caduta in mare è il rischio più grave del settore: la formazione deve trattare l’uso costante dei dispositivi individuali di galleggiamento, le procedure di lavoro sul ponte in sicurezza, il comportamento con mare mosso, le manovre in prossimità delle aperture e delle murate, e le procedure di uomo a mare e di recupero. L’addestramento alla sopravvivenza e all’uso dei mezzi collettivi di salvataggio (zattere, segnalatori, mezzi di richiamo) è parte integrante della preparazione del personale di bordo.

Verricelli, salpa-reti, argani, gru di bordo e attrezzi da pesca sono fonte di impigliamento, trascinamento e schiacciamento: la formazione e l’addestramento all’uso sicuro delle attrezzature, ai sensi dell’art. 73 del D.Lgs. 81/08, devono coprire la conduzione di questi mezzi, le distanze di sicurezza, i punti di presa e le procedure in caso di anomalia. Negli impianti di acquacoltura il lavoro da pontili, gabbie galleggianti e barche di servizio ripropone il rischio di annegamento e richiede analoghe misure.

## Freddo, umidità, movimentazione e igiene del pescato

Il lavoro a contatto con acqua, ghiaccio e basse temperature espone a rischio da freddo e microclima: la formazione deve trattare l’abbigliamento e i DPI idonei, la gestione delle pause, la protezione delle estremità e i segnali di ipotermia. La movimentazione manuale di reti, casse di pescato e attrezzature, spesso pesanti e bagnate, è un fattore di rischio per il rachide e gli arti, regolato dal Titolo VI del D.Lgs. 81/08: vanno previste misure organizzative e formazione sulle corrette tecniche di sollevamento, integrate con la sorveglianza sanitaria del medico competente.

La pesca e l’acquacoltura sono filiere alimentari: il pescato è un alimento e la sua manipolazione, conservazione e prima lavorazione a bordo o in impianto rientrano negli obblighi di igiene alimentare. Gli operatori del settore alimentare devono ricevere la formazione HACCP commisurata alle mansioni di manipolazione, conservazione sotto ghiaccio e tracciabilità del prodotto, in coerenza con il piano di autocontrollo aziendale. Igiene del prodotto e sicurezza del lavoratore vanno gestite insieme, non come adempimenti separati.

## Antincendio, primo soccorso e figure di sistema

La presenza di motori, carburante e impianti a bordo e a terra impone una gestione delle emergenze: vanno nominati e formati gli addetti antincendio, con livello del corso commisurato alla valutazione del rischio incendio delle specifiche attività, e gli addetti al primo soccorso in base al gruppo dell’azienda. Nel lavoro in mare la distanza dai presidi sanitari rende cruciale la presenza a bordo di personale formato al primo soccorso e dotato dei presidi adeguati, perché i tempi di intervento esterno possono essere lunghi.

Sul piano organizzativo vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP (interno o esterno, o il datore di lavoro che ne svolge i compiti nei casi consentiti, previa formazione modulo A e seguenti), l’RLS e i preposti. Il comandante o il capobarca riveste di fatto il ruolo di preposto a bordo e necessita della specifica formazione aggiuntiva, decisiva per la vigilanza sulle manovre, sull’uso dei dispositivi di galleggiamento e sul rispetto delle procedure in mare.

## Organizzare la formazione con 123Formazione

Tenere insieme formazione lavoratori, prevenzione dell’annegamento, gestione del freddo, movimentazione manuale dei carichi, igiene del pescato, antincendio, primo soccorso e formazione dei preposti, su un organico stagionale e imbarcato, richiede uno scadenzario ordinato: in un’impresa di pesca o in un impianto di acquacoltura è facile che le scadenze si sovrappongano e che un nuovo membro dell’equipaggio resti formato solo a metà.

Con 123Formazione puoi attivare i corsi per la pesca e l’acquacoltura scegliendo tra aula, videoconferenza per le parti teoriche e prove pratiche dedicate, con attestati validi in tutta Italia. Possiamo aiutarti a comporre il piano formativo sulle mansioni effettivamente presenti — equipaggio di bordo, addetti di impianto, lavorazione del pescato — senza percorsi superflui.

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- [Movimentazione Manuale dei Carichi](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/movimentazione-manuale-carichi)
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