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titolo: "Sicurezza sul lavoro in viticoltura e cantine vinicole: obblighi D.Lgs 81/08"
slug: "sicurezza-lavoro-viticoltura-cantina-vino"
categoria: "Sicurezza per settore"
dataPubblicazione: "2026-07-02"
dataAggiornamento: "2026-07-02"
autore: "A cura della Redazione 123Formazione"
revisionatoDa: "Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione"
descrizione: "Sicurezza in vigna e cantina: rischi da fitofarmaci, CO2 e SO2, spazi confinati, DPI categoria III, formazione rischio alto e sorveglianza sanitaria. Guida D.Lgs 81/08."
sommario: "Le aziende vitivinicole concentrano rischi molto eterogenei: cadute in pendenza durante la vendemmia, esposizione a pesticidi nelle fasi fitosanitarie, atmosfere asfissianti da CO₂ e SO₂ nelle vasche di fermentazione, movimentazione di botti e carichi pesanti. Il D.Lgs. 81/08 si applica integralmente, con ulteriori prescrizioni specifiche per i trattamenti fitosanitari (DPR 290/2001) e per i lavori in spazi confinati (DPR 177/2011). Ecco il quadro normativo e operativo completo."
keywords:
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  - "DPI fitofarmaci vigna"
  - "sorveglianza sanitaria viticoltori"
  - "D.Lgs 81/08 agricoltura vitivinicola"
fonti:
  - "https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-04-09;81"
  - "https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2011-09-14;177"
  - "https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2001-04-23;290"
  - "https://www.statoregioni.it"
  - "https://www.inail.it/cs/internet/attivita/ricerca/aree-di-ricerca/salute-e-sicurezza-sul-lavoro/fattori-di-rischio/rischio-chimico.html"
  - "https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32016R0425"
canonical: "https://123formazione.com/guide/sicurezza-lavoro-viticoltura-cantina-vino"
licenza: "CC-BY-4.0"
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# Sicurezza sul lavoro in viticoltura e cantine vinicole: obblighi D.Lgs 81/08

> Le aziende vitivinicole concentrano rischi molto eterogenei: cadute in pendenza durante la vendemmia, esposizione a pesticidi nelle fasi fitosanitarie, atmosfere asfissianti da CO₂ e SO₂ nelle vasche di fermentazione, movimentazione di botti e carichi pesanti. Il D.Lgs. 81/08 si applica integralmente, con ulteriori prescrizioni specifiche per i trattamenti fitosanitari (DPR 290/2001) e per i lavori in spazi confinati (DPR 177/2011). Ecco il quadro normativo e operativo completo.

*A cura della Redazione 123Formazione*

*Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione*

*Pubblicato: 2026-07-02 · Aggiornato: 2026-07-02*

## Il profilo di rischio del settore vitivinicolo in Italia

La vitivinicoltura è uno dei comparti agricoli più articolati sotto il profilo della sicurezza sul lavoro: unisce la fase colturale in vigna — con rischi analoghi a quelli dell’agricoltura generale amplificati dalla conformazione spesso accidentata del terreno — alla fase di trasformazione in cantina, che introduce pericoli specifici legati ai processi fermentativi. L’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, aggiornato dall’Accordo SR 78/CSR del 17 aprile 2025, colloca le colture agricole permanenti (codice ATECO A01.1, che include la viticoltura) nella classe di rischio alto, con obbligo di formazione dei lavoratori di 16 ore complessive.

Secondo i dati INAIL, il settore agricolo — di cui la vitivinicoltura è parte rilevante — registra un tasso di infortuni mortali tra i più elevati dell’economia italiana, con una quota significativa ascrivibile a ribaltamento di trattori e macchine agricole, cadute dall’alto in versanti in pendenza e investimento da parte di attrezzature. A questi si sommano, nelle cantine, i decessi per intossicazione da gas asfissianti nelle vasche di fermentazione: episodi ricorrenti, quasi sempre evitabili con corrette procedure di lavoro in spazi confinati. Il DVR di un’azienda vitivinicola deve quindi affrontare sia i rischi del lavoro agricolo sia quelli del processo di vinificazione, in un documento unitario che spesso richiede competenze tecniche specialistiche.

Le piccole aziende a conduzione familiare costituiscono la struttura prevalente del settore: l’art. 3, comma 12, del D.Lgs. 81/08 prevede per esse un regime semplificato fintanto che lavorano solo componenti del nucleo familiare, ma non appena è presente un lavoratore subordinato — compreso il lavoratore stagionale assunto per la vendemmia — tutti gli obblighi del Testo Unico diventano immediatamente operativi: DVR, RSPP, formazione, sorveglianza sanitaria, gestione delle emergenze.

## Rischi specifici in vigna: cadute, attrezzature, pesticidi e stress da caldo

Il lavoro in vigna si svolge in ambienti caratterizzati da terreni in pendenza, spesso non raggiungibili con mezzi meccanici se non con trattori a carreggiata stretta o con piccoli veicoli cingolati. Il rischio di caduta — sia del lavoratore sia del mezzo agricolo — è tra i più gravi. Il D.Lgs. 81/08, Titolo III, Capo I, e le norme tecniche di riferimento (UNI EN ISO 4254 per le macchine agricole; ISO 11684 per la segnaletica di sicurezza delle attrezzature) impongono al datore di lavoro di valutare le condizioni del terreno, scegliere mezzi idonei alle caratteristiche del vigneto e vietare o regolamentare il transito su pendii con inclinazione oltre i limiti indicati dalla documentazione tecnica del mezzo. I sistemi di protezione anti-ribaltamento (ROPS, Roll-Over Protective Structure) sui trattori sono obbligatori per legge e la loro rimozione o manomissione è sanzionata penalmente.

L’irrorazione dei prodotti fitosanitari (fungicidi, insetticidi, erbicidi, insetticidi) è una delle fasi più rischiose dell’anno vitivinicolo. Il DPR 23 aprile 2001 n. 290 — che recepisce le direttive europee sull’autorizzazione dei prodotti fitosanitari — impone al datore di lavoro di mettere a disposizione dei lavoratori le schede di sicurezza (SDS) dei prodotti utilizzati, di valutarne il rischio ai sensi del Titolo IX, Capo I del D.Lgs. 81/08 (rischio chimico) e di fornire DPI adeguati a protezione delle vie respiratorie, della cute e degli occhi. La valutazione del rischio da esposizione a fitofarmaci deve tenere conto della frequenza e della durata dei trattamenti, delle caratteristiche tossicologiche delle sostanze (classificazione CLP/GHS, frasi di pericolo H e precauzione P), delle condizioni meteorologiche e dei mezzi di distribuzione impiegati (atomizzatore a scavalco, irroratrice trainata, nebulizzatori).

Lo stress da caldo è un rischio trasversale in vigna, particolarmente acuto durante la vendemmia estiva e i trattamenti fitosanitari nei mesi più caldi. Il Titolo I del D.Lgs. 81/08 e le linee guida INAIL sull’esposizione al calore prevedono che il datore di lavoro organizzi l’orario di lavoro evitando le ore più calde, garantisca acqua fresca a disposizione continua, preveda pause in zone ombreggiate e formi i lavoratori al riconoscimento dei sintomi del colpo di calore. Per i lavoratori stagionali stranieri, spesso non abituati al microclima locale, l’informazione sui rischi da stress termico deve avvenire nella lingua compresa dall’interessato, come richiesto dalla giurisprudenza sull’art. 36 del D.Lgs. 81/08.

## Rischi in cantina: atmosfere asfissianti (CO₂ e SO₂), cadute e movimentazione carichi

La fase di vinificazione introduce rischi specifici che non si riscontrano nella fase colturale. Il più insidioso è la formazione di atmosfere povere di ossigeno o arricchite di gas tossici nelle aree di fermentazione. Durante la fermentazione alcolica, i lieviti trasformano gli zuccheri dell’uva in alcol etilico e anidride carbonica (CO₂): in un serbatoio di fermentazione chiuso o in uno spazio scarsamente ventilato, la CO₂ — gas inodore, incolore e più pesante dell’aria — può raggiungere concentrazioni che causano perdita di coscienza e morte per asfissia in pochi minuti. Il biossido di zolfo (SO₂), impiegato come conservante e antiossidante sia in forma gassosa sia come metabisolfito di potassio, è un gas irritante e tossico che può causare broncoconstrizione, edema polmonare e, ad alte concentrazioni, arresto respiratorio.

Le procedure di solforazione delle botti e dei serbatoi, lo svuotamento e la pulizia delle vasche di fermentazione e la discesa nelle cantine interrate o nelle gallerie per l’affinamento sono tutte attività che espongono al rischio di atmosfere pericolose. Il datore di lavoro è tenuto a misurare la concentrazione di O₂, CO₂ e SO₂ prima di qualsiasi accesso con strumenti rilevatori portatili multi-gas omologati, a garantire una ventilazione meccanica forzata preventiva e a vietare l’accesso individuale senza assistente esterno. Ogni lavoratore che accede a questi spazi deve essere dotato di sistema di recupero (imbracatura di sicurezza, linea vita e trépied) e comunicare in modo continuo con il collega esterno.

I rischi meccanici ed ergonomici in cantina riguardano principalmente la movimentazione delle botti (botti di rovere da 225 a 500 litri e, una volta riempite, fino a 400-500 kg di peso), il sollevamento di fusti, la movimentazione di casse e bottiglie nelle linee di imbottigliamento. Il Titolo VI del D.Lgs. 81/08 (artt. 167-171) impone la valutazione del rischio da MMC (movimentazione manuale dei carichi) e la progressiva sostituzione delle operazioni manuali con ausili meccanici: transpallet, sollevatori idraulici, convogliatori a rulli, rotativi automatici per le botti. Le cadute su pavimenti bagnati o scivolosi — frequenti nelle cantine dove si lavano continuamente pavimenti e attrezzature — richiedono pavimentazioni antiscivolo certificate (EN 13036-4) e calzature di sicurezza con suola antiscivolo.

## DPI obbligatori per viticoltori e addetti cantina (classificazione III categoria)

La selezione dei DPI in un’azienda vitivinicola deve essere effettuata sulla base della valutazione dei rischi, in conformità al D.Lgs. 81/08, Titolo III, Capo II (artt. 74-79) e al Regolamento UE 2016/425 che classifica i DPI in tre categorie. La terza categoria — la più elevata, che richiede certificazione e sorveglianza da parte di un organismo notificato — comprende i dispositivi per la protezione delle vie respiratorie contro agenti chimici classificati come pericolosi e i dispositivi per la protezione contro le cadute dall’alto. In viticoltura, questi includono i respiratori usati durante i trattamenti con fitofarmaci, le imbracature per il lavoro su versanti molto acclivi e le attrezzature di protezione per l’accesso agli spazi confinati.

Per i trattamenti fitosanitari in vigna sono richiesti: semimaschera con filtri combinati A2P3 (EN 140, EN 143, EN 14387) o maschera intera per i prodotti più tossici; tuta di protezione chimica di tipo 4, 5 o 6 in funzione del rischio (EN 13982-1 per tipo 5 — polveri; EN 13034 per tipo 6 — spruzzi leggeri); guanti in nitrile o neoprene con resistenza chimica certificata (EN ISO 374); stivali impermeabili con puntale antiurto (EN ISO 20345); occhiali a tenuta o visiera. Per il lavoro meccanizzato con atomizzatori cabinati con filtrazione dell’aria, il datore di lavoro deve verificare l’efficacia della cabina filtrata (EN 15695) e formare l’operatore al mantenimento e alla sostituzione periodica dei filtri.

In cantina, per le operazioni in prossimità delle vasche di fermentazione o per l’accesso agli spazi confinati, i DPI di III categoria comprendono: autorespiratore a circuito aperto (EN 137) o dispositivo di protezione respiratoria con adducente d’aria (EN 14593) per l’accesso in spazi con atmosfera potenzialmente asfissiante; imbracatura anticaduta completa (EN 361) con linea vita e dissipatore di energia (EN 355) per l’accesso a vasche profonde; guanti di protezione chimica per la manipolazione di SO₂ liquido e metabisolfiti. I DPI sono forniti dal datore di lavoro senza costi a carico del lavoratore; il datore di lavoro è tenuto a documentare l’addestramento al loro corretto indossamento, uso, rimozione e manutenzione.

## Formazione obbligatoria: lavoratori rischio alto, preposti, RSPP (Accordo SR 78/CSR 17/04/2025)

Il settore vitivinicolo ricade nel codice ATECO A01.1 (colture permanenti, comprensive di vite da vino), classificato nella fascia di rischio alto in base all’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 e confermato dall’Accordo SR 78/CSR del 17 aprile 2025. La formazione obbligatoria dei lavoratori è pertanto di 16 ore totali: 4 ore di formazione generale — comune a tutti i settori, incentrata sui concetti di rischio, prevenzione, organizzazione della sicurezza, diritti e doveri — e 12 ore di formazione specifica sui rischi propri del comparto vitivinicolo (attrezzature agricole, rischio chimico da fitofarmaci, rischi in cantina, movimentazione manuale dei carichi, stress da caldo). La formazione deve precedere l’adibizione alla mansione, essere svolta durante l’orario di lavoro e non comportare oneri economici a carico del lavoratore.

L’aggiornamento quinquennale è di almeno 6 ore ogni cinque anni, anche con moduli dedicati alle novità normative o agli infortuni più ricorrenti nel settore. I preposti delle aziende vitivinicole — il capo vigna, il cantiniere responsabile di turno, il responsabile del magazzino di imbottigliamento — devono seguire, oltre alla formazione da lavoratore, il corso specifico per preposti previsto dall’Accordo SR 78/CSR 2025, con aggiornamento biennale (non più quinquennale) come introdotto dal D.Lgs. 13 ottobre 2021 n. 146. L’aggiornamento biennale per i preposti enfatizza il loro ruolo attivo di vigilanza sul rispetto delle misure di sicurezza da parte dei lavoratori.

Il datore di lavoro che intende svolgere direttamente il ruolo di RSPP (figura frequente nelle piccole cantine familiari con dipendenti) deve frequentare il corso di formazione per datori di lavoro RSPP per il settore ad alto rischio, articolato in modulo A (28 ore, comune a tutti), modulo B7 specifico per l’agricoltura (24 ore) e modulo C (24 ore per la gestione della sicurezza), per un totale di 76 ore, con aggiornamento quinquennale di 40 ore. Il mancato aggiornamento del datore di lavoro RSPP equivale alla mancata designazione di un RSPP esterno qualificato, con le relative sanzioni previste dall’art. 55 del D.Lgs. 81/08.

## Sorveglianza sanitaria: esposti a pesticidi (DPR 290/2001), rumore, vibrazioni

La sorveglianza sanitaria è obbligatoria nelle aziende vitivinicole per diverse esposizioni a rischio. L’esposizione professionale ai prodotti fitosanitari è il caso più caratteristico: il DPR 290/2001 e le disposizioni del D.Lgs. 81/08 (artt. 229-230 sul rischio chimico) impongono la visita preventiva e le visite periodiche per i lavoratori che effettuano trattamenti fitosanitari, con cadenza stabilita dal medico competente in funzione delle sostanze utilizzate e dell’entità dell’esposizione. Il medico competente valuta i parametri biologici di esposizione (colinesterasi eritrocitaria e plasmatica per gli organofosfati; metaboliti urinari per altri pesticidi) e la comparsa di sintomi sentinella.

L’uso di trattori e macchine agricole espone i lavoratori a vibrazioni trasmesse al corpo intero (WBV): il valore di azione giornaliero è 0,5 m/s² (A(8)) e il valore limite è 1,15 m/s² secondo il Titolo VIII, Capo III del D.Lgs. 81/08 (artt. 200-209). In vigna, i trattori che operano su terreni sconnessi producono livelli di WBV spesso superiori al valore di azione, rendendo obbligatoria la sorveglianza sanitaria con valutazione delle patologie del rachide lombare. Le macchine per la potatura meccanica e per la vendemmia meccanica possono esporre il lavoratore anche a vibrazioni mano-braccio (HAV) se si opera con attrezzature portatili; il valore di azione giornaliero per le HAV è 2,5 m/s² (A(8)), il valore limite 5 m/s².

Il rumore dei trattori, dei compressori, degli impianti di solforazione e delle linee di imbottigliamento può superare i valori di azione inferiori (80 dB(A)) e superiori (85 dB(A)) del Titolo VIII, Capo II del D.Lgs. 81/08 (artt. 188-198). La sorveglianza audiometrica è obbligatoria al superamento dell’80 dB(A) di esposizione quotidiana e va effettuata con periodicità stabilita dal medico competente, che può imporre controlli più frequenti in caso di deficit uditivi già presenti o di esposizioni particolarmente intense. L’esposizione a SO₂ in cantina può richiedere sorveglianza delle funzioni respiratorie nei lavoratori che effettuano solforazioni frequenti.

## Stagionali e lavoratori stranieri: obblighi specifici del datore di lavoro

La vendemmia è tradizionalmente un’attività stagionale che in poche settimane concentra un’elevata domanda di manodopera, spesso proveniente dall’estero (UE ed extra-UE). Il datore di lavoro che assume lavoratori stagionali è tenuto, senza eccezione alcuna, a rispettare tutti gli obblighi del D.Lgs. 81/08: formazione (che deve completarsi prima dell’adibizione alla mansione, anche se il contratto è di pochi giorni), fornitura dei DPI, sorveglianza sanitaria preventiva (visita medica prima dell’inizio del lavoro o, in caso di brevissime assunzioni, attestazione di idoneità dell’ultimo giudizio del medico competente di un datore di lavoro precedente), inserimento nel DVR come mansione specifica con i relativi rischi.

Per i lavoratori stranieri — comunitari o extracomunitari — vige l’obbligo rafforzato dell’art. 36 del D.Lgs. 81/08 in materia di informazione: le istruzioni di sicurezza devono essere fornite in una lingua comprensibile per il lavoratore. Questo non significa necessariamente tradurre l’intero DVR, ma predisporre almeno le istruzioni operative essenziali (come usare i DPI, come comportarsi in caso di emergenza, come accedere ai mezzi di soccorso) nella lingua madre o in una lingua veicolare nota al lavoratore. La mancanza di informazione adeguata per la barriera linguistica è stata più volte ritenuta dai tribunali elemento aggravante della responsabilità penale del datore di lavoro in caso di infortunio.

Il datore di lavoro che si avvale di squadre di lavoratori stagionali tramite un intermediario (caporalato regolare o cooperativa) deve verificare la regolarità dei contratti e la sussistenza degli obblighi previdenziali: l’art. 29 del D.Lgs. 276/2003 prevede la responsabilità solidale del committente per il mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi. In caso di appalto di manodopera per la vendemmia, la sicurezza rimane in capo al datore di lavoro del campo: il coordinamento dei rischi da interferenza tra i lavoratori diretti e quelli dell’appaltatore deve essere gestito attraverso un DUVRI ai sensi dell’art. 26 del D.Lgs. 81/08.

## Spazi confinati in cantina: autorizzazione lavori (DPR 177/2011)

Le vasche di fermentazione in cemento o in acciaio inox, le fosse di raccolta delle vinacce, le cisterne interrate per lo stoccaggio del vino, le botti grandi in legno nelle cantine di affinamento e i tunnel o le gallerie ipogee — presenti in molte storiche cantine dell’Italia centrale e meridionale — sono a tutti gli effetti spazi confinati ai sensi del D.P.R. 14 settembre 2011 n. 177. La norma definisce spazio confinato ogni ambiente di lavoro avente limitate aperture di accesso e uscita, ventilazione naturale sfavorevole e che non sia concepito per una presenza continua di persone; le vasche di fermentazione, le cisterne e le botti di grandi dimensioni rientrano pienamente in questa definizione, indipendentemente dalla loro dimensione.

Il D.P.R. 177/2011 impone un sistema di autorizzazione dei lavori in spazi confinati che prevede: la redazione di una procedura di lavoro scritta specifica per ogni intervento; la nomina di un assistente esterno che mantiene la comunicazione continua con chi opera all’interno e che non entra nello spazio confinato in nessun caso; la verifica preventiva della qualità dell’aria (concentrazione di O₂, CO₂, SO₂, gas infiammabili) con rilevatori portatili multi-gas prima dell’accesso e durante tutta la durata del lavoro; la ventilazione meccanica forzata preventiva e mantenuta durante il lavoro; la disponibilità di DPI isolanti per le vie respiratorie (autorespiratore o adducente d’aria) e di sistemi di recupero (imbracatura anticaduta, linea vita, trépied con argano di recupero); la formazione specifica sugli spazi confinati di almeno 8 ore (comprensiva di parte pratica) per tutti i lavoratori coinvolti.

La verifica dell’idoneità tecnico-professionale dell’impresa appaltatrice che esegue lavori in spazi confinati in cantina è un obbligo esplicito del committente ai sensi del D.P.R. 177/2011: il committente deve acquisire il piano di lavoro dell’appaltatore, verificare le abilitazioni del personale impiegato e garantire il coordinamento con le attività in corso in cantina. Le violazioni al D.P.R. 177/2011 in materia di spazi confinati comportano sanzioni penali sia a carico dell’impresa esecutrice sia, in caso di omesso controllo, del committente. La pratica di "fare in fretta" durante le pulizie di fine vendemmia — quando le vasche contengono ancora residui di fermentazione e quindi CO₂ — è tra le cause più frequenti degli incidenti mortali nelle cantine italiane.

## Guide correlate

- [Sicurezza sul lavoro in agricoltura: obblighi, rischi e formazione per D.Lgs 81/08](https://123formazione.com/guide/sicurezza-lavoro-settore-agricolo)
- [Lavori in spazi confinati: obblighi, formazione e DPR 177/2011](https://123formazione.com/guide/spazi-confinati-dpr-177-2011)
- [Sicurezza sul lavoro per lavoratori stranieri: formazione, barriera linguistica e obblighi](https://123formazione.com/guide/sicurezza-lavoratori-stranieri-barriera-linguistica)

## Corsi correlati

- [Formazione Preposti](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/preposti)
- [Primo Soccorso — Gruppo A](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/primo-soccorso-gruppo-a)
- [Antincendio — Rischio Medio](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/antincendio-medio)
- [Movimentazione Manuale dei Carichi](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/movimentazione-manuale-carichi)

## Fonti

- [D.Lgs. 81/08 — Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-04-09;81)
- [D.P.R. 14 settembre 2011 n. 177 — Lavori in spazi confinati o sospetti di inquinamento](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2011-09-14;177)
- [DPR 23 aprile 2001 n. 290 — Regolamento di semplificazione dei prodotti fitosanitari](https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2001-04-23;290)
- [Accordo SR 78/CSR 17 aprile 2025 — Formazione lavoratori e figure di sistema](https://www.statoregioni.it)
- [INAIL — Sicurezza nei settori agricolo e vitivinicolo](https://www.inail.it/cs/internet/attivita/ricerca/aree-di-ricerca/salute-e-sicurezza-sul-lavoro/fattori-di-rischio/rischio-chimico.html)
- [Regolamento UE 2016/425 — DPI: requisiti e classificazione](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32016R0425)

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