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titolo: "Sicurezza sul lavoro e sostenibilità ESG: integrare la salute dei lavoratori nella rendicontazione non finanziaria"
slug: "sicurezza-lavoro-sostenibilita-esg"
categoria: "Sicurezza per settore"
dataPubblicazione: "2026-06-21"
dataAggiornamento: "2026-06-21"
autore: "A cura della Redazione 123Formazione"
revisionatoDa: "Revisione: team tecnico sicurezza"
descrizione: "Come collegare sicurezza sul lavoro, ISO 45001 e indici INAIL alla rendicontazione CSRD e ai rating ESG. Guida pratica per PMI manifatturiere."
sommario: "La salute e la sicurezza dei lavoratori sono diventate un indicatore chiave dei rating ESG e un requisito della rendicontazione CSRD. Questa guida spiega come integrare gli obblighi del D.Lgs. 81/08 con il principio DNSH, la Tassonomia UE e gli standard ESRS S1 per le PMI manifatturiere."
keywords:
  - "sicurezza lavoro sostenibilità ESG"
  - "CSRD sicurezza lavoratori"
  - "ISO 45001 ESG rating"
  - "DNSH salute sicurezza tassonomia UE"
  - "indici INAIL rendicontazione non finanziaria"
  - "benessere organizzativo ESG PMI"
  - "formazione sicurezza sostenibilità aziendale"
fonti:
  - "https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32022L2464"
  - "https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/09/10/24G00152/SG"
  - "https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32020R0852"
  - "https://store.uni.com/uni-iso-45001-2018"
  - "https://www.inail.it/cs/internet/attivita/ricerca/aree-di-ricerca/salute-e-sicurezza-sul-lavoro/analisi-statistiche.html"
  - "https://www.efrag.org/Assets/Download?assetUrl=/sites/webpublishing/SiteAssets/Appendix%202.6%20-%20WP%20on%20draft%20ESRS%20S1.pdf"
canonical: "https://123formazione.com/guide/sicurezza-lavoro-sostenibilita-esg"
licenza: "CC-BY-4.0"
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# Sicurezza sul lavoro e sostenibilità ESG: integrare la salute dei lavoratori nella rendicontazione non finanziaria

> La salute e la sicurezza dei lavoratori sono diventate un indicatore chiave dei rating ESG e un requisito della rendicontazione CSRD. Questa guida spiega come integrare gli obblighi del D.Lgs. 81/08 con il principio DNSH, la Tassonomia UE e gli standard ESRS S1 per le PMI manifatturiere.

*A cura della Redazione 123Formazione*

*Revisione: team tecnico sicurezza*

*Pubblicato: 2026-06-21 · Aggiornato: 2026-06-21*

## Perché la sicurezza sul lavoro è diventata un tema ESG

Per molti anni la sicurezza sul lavoro e la sostenibilità aziendale hanno vissuto in compartimenti separati: la prima era territorio del RSPP e dell'ufficio risorse umane, la seconda del reparto comunicazione o della direzione generale nei momenti di reportistica volontaria. Questa separazione si è dissolta con l'entrata in vigore della Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive, 2022/2464/UE), recepita in Italia con il D.Lgs. 125/2024.

La CSRD introduce l'obbligo di rendicontazione non finanziaria secondo gli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards). Lo standard ESRS S1 — "Forza lavoro propria" — richiede la comunicazione di una serie di indicatori su salute, sicurezza e benessere dei lavoratori: tassi di infortuni, malattie professionali, ore di formazione per la sicurezza, copertura del sistema di gestione SSL, politica aziendale sul benessere organizzativo. In altre parole, i dati che una PMI raccoglie per adempiere al D.Lgs. 81/08 diventano la materia prima di un report ESG.

La connessione non è solo burocratica. Gli investitori istituzionali, le banche che applicano i criteri ESG nei rating creditizi e i grandi gruppi industriali che richiedono ai fornitori il rispetto di specifici standard di catena del valore guardano alla performance in materia di salute e sicurezza come a un indicatore di governance e di solidità organizzativa. Una PMI manifatturiera con un basso tasso di infortuni, un sistema di gestione SSL certificato ISO 45001 e una formazione documentata dei lavoratori ha un profilo ESG più solido rispetto a un competitor che rispetta solo il minimo normativo.

## Il principio DNSH e la Tassonomia UE: cosa cambia per le imprese

Il Regolamento Tassonomia UE (2020/852/UE) definisce un sistema di classificazione delle attività economiche "sostenibili" ai fini degli investimenti verdi. Per essere classificata come attività allineata alla Tassonomia, un'impresa deve soddisfare tre condizioni: contribuire positivamente ad almeno uno dei sei obiettivi ambientali (dalla mitigazione climatica alla transizione verso un'economia circolare), non arrecare danni significativi agli altri obiettivi — il principio Do No Significant Harm, DNSH — e rispettare le garanzie sociali minime (Minimum Social Safeguards).

Le garanzie sociali minime includono esplicitamente il rispetto dei diritti dei lavoratori così come definiti dall'OCSE e dalle linee guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani. La salute e la sicurezza sul lavoro è parte integrante di questo perimetro: un'impresa che vuole accedere a finanziamenti classificati come "verdi" — obbligazioni green, prestiti sustainability-linked, fondi PNRR con criteri ESG — deve dimostrare di rispettare gli standard di sicurezza applicabili, inclusa la formazione obbligatoria dei lavoratori ai sensi del D.Lgs. 81/08.

Il principio DNSH non riguarda solo gli aspetti ambientali in senso stretto: secondo le linee guida della Commissione Europea, un'attività economica non può essere considerata sostenibile se arrecano danni alle persone, inclusi i lavoratori. Questo significa che una strategia ESG solida deve partire dalla compliance SSL come base irrinunciabile, non come optional. La buona notizia per le PMI manifatturiere è che la formazione obbligatoria prevista dal D.Lgs. 81/08 — formazione generale e specifica per i lavoratori, aggiornamento per RSPP, preposti e RLS — è già il fondamento su cui costruire la documentazione richiesta per le garanzie sociali minime della Tassonomia.

## CSRD e ESRS S1: quali indicatori SSL comunicare

Lo standard ESRS S1 ("Own workforce") è quello che interessa più direttamente chi si occupa di sicurezza aziendale. Richiede la comunicazione di indicatori quantitativi e qualitativi che le imprese soggette alla CSRD devono includere nella propria dichiarazione di sostenibilità. I principali sono: il numero di infortuni registrabili (con distinzione tra infortuni mortali, gravi e lieve entità), il tasso di frequenza degli infortuni (calcolato come numero di infortuni per milione di ore lavorate, la stessa metrica usata da INAIL), il numero di giorni lavorativi persi per infortuni, il numero di casi di malattia professionale e il tasso di assenza per malattia.

Sul fronte qualitativo, ESRS S1 richiede una descrizione della politica aziendale in materia di salute e sicurezza, l'indicazione di eventuali certificazioni (come ISO 45001), la copertura del sistema di gestione SSL in percentuale dei lavoratori coinvolti e le azioni di miglioramento intraprese. Richiede inoltre informazioni sul coinvolgimento dei lavoratori nelle decisioni che riguardano la salute e la sicurezza — un riferimento diretto alla figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), già prevista dal D.Lgs. 81/08.

Per una PMI che dispone di un DVR aggiornato, di un RSPP nominato, di attestati di formazione documentati e di una procedura di gestione degli infortuni, raccogliere questi dati non è un'operazione complessa: si tratta di estrarre informazioni che l'azienda già possiede per adempiere agli obblighi di legge e riorganizzarle nella struttura richiesta dagli ESRS. Il passaggio critico è disporre di un sistema di registrazione degli infortuni e delle ore di formazione che sia consultabile e audit-ready, non solo archiviato in forma cartacea.

## Gli indici INAIL come strumento di rendicontazione ESG

L'INAIL pubblica e mette a disposizione delle imprese una serie di indici statistici sugli infortuni e le malattie professionali, sia a livello nazionale e di comparto sia — attraverso il portale — a livello aziendale. I principali sono l'indice di frequenza (IF), che misura il numero di infortuni ogni milione di ore lavorate, e l'indice di gravità (IG), che misura i giorni di assenza per infortuni ogni mille ore lavorate.

Questi indici hanno una doppia utilità nel contesto ESG. Sul fronte interno, confrontare i propri indici con la media del comparto ATECO di riferimento consente all'azienda di capire dove si posiziona rispetto al settore e di fissare obiettivi di miglioramento misurabili da includere nel report CSRD. Un'impresa manifatturiera che lavora nel settore metalmeccanico (ATECO 25) con un indice di frequenza inferiore alla media INAIL del comparto può comunicare questo risultato come indicatore positivo di performance S nel rating ESG.

Sul fronte esterno, gli indici INAIL sono dati verificabili e prodotti da un ente pubblico: hanno quindi un valore probatorio nelle procedure di due diligence ESG condotte da banche, investitori o grandi committenti. Chi acquista servizi o forniture da una PMI con un profilo INAIL documentato e favorevole dispone di un dato oggettivo, non di un'autodichiarazione. Questo è uno degli argomenti pratici più efficaci per convincere la direzione di una PMI a investire nella prevenzione oltre il minimo normativo: migliori indici INAIL equivalgono a un minor premio assicurativo INAIL (oscillazione del tasso) e a un migliore posizionamento nelle catene di fornitura orientate ai criteri ESG.

## ISO 45001:2018: il sistema di gestione SSL come asset ESG

La norma ISO 45001:2018 — "Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro" — è lo standard internazionale di riferimento per chi vuole strutturare la propria gestione della sicurezza in modo sistematico e verificabile. Non è un obbligo di legge in Italia (a meno che non sia richiesta contrattualmente dal committente), ma sta diventando un requisito de facto nelle gare di appalto delle grandi aziende e nella valutazione dei fornitori da parte delle funzioni di procurement ESG.

La certificazione ISO 45001 dimostra che l'azienda ha implementato un sistema che identifica e valuta i rischi, definisce obiettivi misurabili di miglioramento, coinvolge i lavoratori nelle decisioni sulla sicurezza e sottopone il sistema a revisione periodica da parte della direzione e a audit da parte di un ente terzo accreditato. Questi elementi sono esattamente quelli richiesti dallo standard ESRS S1 per la descrizione della governance in materia di salute e sicurezza.

Per una PMI manifatturiera che già dispone di un DVR strutturato, di un RSPP qualificato e di una formazione documentata, l'integrazione con ISO 45001 non richiede di ricominciare da zero: il sistema di gestione si costruisce a partire dalla documentazione esistente, aggiungendo gli elementi di pianificazione, monitoraggio e riesame che la norma richiede. Il percorso verso la certificazione è anche un'occasione per allineare il sistema di gestione SSL con il più ampio sistema di gestione integrato (qualità ISO 9001, ambiente ISO 14001) adottato dall'azienda, creando sinergie operative e riducendo la duplicazione documentale.

## Benessere organizzativo: la dimensione "S" che va oltre la compliance

I rating ESG — sia quelli prodotti dalle principali agenzie internazionali (MSCI, Sustainalytics, ISS) sia quelli delle banche italiane nei prodotti di finanza sostenibile — includono nella dimensione "S" (Social) non solo gli infortuni e la malattia professionale, ma anche indicatori di benessere organizzativo più ampi: stress lavoro-correlato, orario di lavoro, accesso alla formazione continua, politiche di diversità e inclusione, soddisfazione dei lavoratori.

Il D.Lgs. 81/08 già prevede la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato (art. 28, con riferimento all'indicazione della Commissione Consultiva Permanente del 2010) come parte del DVR. Questa valutazione, spesso trattata come un adempimento formale da minimizzare, è in realtà un punto di partenza per azioni concrete di miglioramento del clima organizzativo che producono risultati misurabili: riduzione dell'assenteismo, miglioramento della produttività, riduzione del turnover involontario.

Per le PMI manifatturiere che operano in un contesto di carenza di manodopera qualificata, il benessere organizzativo è anche un vantaggio competitivo nel reclutamento: un'azienda che può dimostrare, dati alla mano, un basso tasso di infortuni, un sistema di formazione strutturato e una politica attiva di gestione dello stress è più attrattiva per i candidati. Includere questi dati nel report CSRD o nella comunicazione verso i potenziali dipendenti trasforma gli investimenti in sicurezza e benessere da costo a elemento di employer branding misurabile.

## La formazione obbligatoria SSL come indicatore ESG concreto

Tra gli indicatori SSL richiesti dagli ESRS S1, le ore di formazione per la sicurezza erogate ai lavoratori sono tra i più facili da quantificare e comunicare. L'Accordo Stato-Regioni stabilisce le durate minime della formazione per ciascuna categoria: 8 ore per i lavoratori a rischio basso, 12 ore per il rischio medio, 16 ore per il rischio alto, con aggiornamento periodico quinquennale. A queste si aggiungono le ore per figure specifiche come preposti, dirigenti, RSPP e RLS.

Per una PMI manifatturiera con 50 lavoratori in produzione classificati a rischio alto, una formazione completa con aggiornamenti quinquennali rappresenta circa 800-1.000 ore di formazione erogate su base quinquennale: un dato che, rapportato alle ore lavorate totali, produce un indicatore di "percentuale della forza lavoro formata" e "ore di formazione SSL per lavoratore" perfettamente comunicabili nel report ESRS S1. A questo si aggiungono le formazioni specialistiche (carrellisti, addetti antincendio, primo soccorso) che portano il dato totale verso l'alto.

Disporre di un registro della formazione aggiornato e consultabile — con le date di frequenza, i contenuti del corso, l'ente erogatore, le ore e l'esito della verifica di apprendimento — è quindi sia un obbligo di legge (D.Lgs. 81/08, art. 37) sia un requisito funzionale alla rendicontazione ESG. L'investimento in formazione documentata non è duplicabile: gli stessi attestati che dimostrano la compliance normativa forniscono la base per il report CSRD e per le richieste dei clienti e delle banche che applicano criteri ESG.

## Settori manifatturieri ATECO e priorità ESG-SSL

Le PMI manifatturiere italiane sono tra le prime destinatarie degli obblighi CSRD nella fascia delle imprese di minori dimensioni, sia perché molte sono fornitrici di grandi gruppi già soggetti alla Direttiva sia perché i settori manifatturieri (ATECO 10-33) sono caratterizzati da rischi SSL elevati che rendono gli indicatori di salute e sicurezza particolarmente rilevanti nel profilo ESG.

Nei settori con classificazione di rischio alto (metallurgia, lavorazione legno, produzione di macchinari, chimica di base, plastiche e gomma, lavorazioni alimentari con rischi specifici) gli indicatori SSL hanno il peso maggiore nel rating ESG perché il gap tra performance eccellente e performance nella media è più visibile agli analisti ESG. Un'impresa metalmeccanica con un tasso di frequenza infortuni inferiore del 30% alla media INAIL del comparto ATECO 25 ha un vantaggio ESG concreto che si traduce in migliori condizioni di accesso al credito sustainability-linked.

Nei settori a rischio medio (tessile, abbigliamento, elettronica, produzione di mobili), gli indicatori ESG spostano il baricentro verso il benessere organizzativo e la formazione continua: la capacità di documentare un piano di formazione strutturato, che includa aggiornamenti quinquennali e formazione su rischi specifici della mansione, è un differenziatore rispetto ai competitor che si limitano alla formazione iniziale. Anche in questi settori, la certificazione ISO 45001 è un acceleratore della performance ESG perché fornisce un framework strutturato e verificabile da terzi.

## Come integrare SSL e ESG in azienda: un percorso pratico

Il percorso di integrazione tra sicurezza sul lavoro e sostenibilità ESG non richiede di stravolgere quanto già fatto in materia di compliance: richiede di organizzarlo, misurarlo e comunicarlo in modo coerente con il linguaggio e i framework ESG. Il punto di partenza è fare una fotografia della situazione attuale: quali obblighi SSL sono già adempiuti, quali dati sono già disponibili (infortuni, ore di formazione, malattie professionali) e quale documentazione è già in formato audit-ready.

Il secondo passo è identificare i gap rispetto agli indicatori ESRS S1 e ai criteri ESG dei propri interlocutori chiave (banche finanziatrici, grandi clienti, investitori). In molti casi i gap non sono di compliance ma di documentazione e misurazione: l'azienda svolge la formazione ma non registra le ore per lavoratore; effettua la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato ma non monitora gli indicatori nel tempo; ha un sistema di gestione SSL funzionante ma non è certificato ISO 45001.

Il terzo passo è costruire un piano di miglioramento con obiettivi misurabili e scadenze definite, che includa la formazione delle figure chiave (RSPP aggiornato, preposti formati ai sensi del D.Lgs. 215/2021, RLS con ore di formazione completate), l'implementazione di un sistema di registrazione digitale degli indicatori SSL e, se strategicamente utile, il percorso verso la certificazione ISO 45001. Questo piano diventa la base della disclosure ESRS S1 e il documento che dimostra a banche, clienti e certificatori ESG che l'azienda gestisce attivamente il rischio SSL, non solo formalmente.

## Sicurezza sul lavoro e rating ESG per le PMI: cosa fare subito

Per le PMI manifatturiere che si affacciano per la prima volta al tema ESG, le prime azioni concrete in materia di SSL sono quelle che producono sia valore di compliance sia valore ESG immediato. Aggiornare il DVR con la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato se non è stata effettuata di recente; completare o aggiornare la formazione di RSPP, preposti e RLS; verificare che il registro della formazione sia completo e in formato digitale consultabile; raccogliere i dati sugli infortuni degli ultimi tre anni nel formato degli indici INAIL (IF e IG): questi quattro adempimenti, realizzabili nell'arco di pochi mesi, forniscono già la base per rispondere alle prime richieste ESG di clienti e banche.

Il passo successivo è definire un indicatore di obiettivo: ad esempio, raggiungere entro due anni un tasso di frequenza infortuni inferiore del 20% alla media INAIL del proprio comparto ATECO, o portare al 100% la percentuale di lavoratori con formazione aggiornata. Avere un obiettivo misurabile trasforma la sicurezza da obbligo a strategia, e rende il report ESG un documento che racconta un percorso di miglioramento anziché una semplice fotografia statica della compliance.

Con 123Formazione puoi progettare e erogare la formazione SSL che costituisce la base del tuo percorso ESG: formazione dei lavoratori per tutti i livelli di rischio, aggiornamento RSPP, corsi per preposti e dirigenti, RLS, formazione specifica per carrellisti, addetti antincendio e primo soccorso. I corsi sono erogati in aula, videoconferenza ed e-learning con attestati validi in tutta Italia, in modalità che si adattano alla gestione operativa delle PMI manifatturiere. Possiamo aiutarti a costruire un piano formativo documentato che sia al tempo stesso in regola con il D.Lgs. 81/08 e pronto per la rendicontazione ESRS S1.

## Guide correlate

- [RSPP: chi è e cosa fa il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione](https://123formazione.com/guide/rspp-chi-e-cosa-fa)

## Corsi correlati

- [RSPP/ASPP — Modulo A (Base)](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/rspp-modulo-a)
- [RSPP — Modulo B (Specifico per Macrosettore)](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/rspp-modulo-b)
- [Formazione Preposti](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/preposti)
- [Formazione Dirigenti](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/dirigenti)
- [Formazione RLS — Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/rls)
- [Formazione Sicurezza Lavoratori — Rischio Alto](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/sicurezza-lavoratori-alto)
- [Stress Lavoro-Correlato](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/stress-lavoro-correlato)

## Fonti

- [Direttiva CSRD 2022/2464/UE — EUR-Lex](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32022L2464)
- [D.Lgs. 125/2024 — recepimento CSRD in Italia (GU)](https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/09/10/24G00152/SG)
- [Regolamento Tassonomia UE 2020/852 — EUR-Lex](https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32020R0852)
- [ISO 45001:2018 — UNI (scheda norma)](https://store.uni.com/uni-iso-45001-2018)
- [INAIL — Indici infortunistici e malattie professionali](https://www.inail.it/cs/internet/attivita/ricerca/aree-di-ricerca/salute-e-sicurezza-sul-lavoro/analisi-statistiche.html)
- [ESRS S1 — Workforce (EFRAG)](https://www.efrag.org/Assets/Download?assetUrl=/sites/webpublishing/SiteAssets/Appendix%202.6%20-%20WP%20on%20draft%20ESRS%20S1.pdf)

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