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titolo: "Sicurezza nei lavori in galleria, ambienti ipogei e sotterranei"
slug: "sicurezza-ambienti-ipogei-gallerie"
categoria: "Rischi specifici"
dataPubblicazione: "2026-06-28"
dataAggiornamento: "2026-06-28"
autore: "A cura della Redazione 123Formazione"
descrizione: "Guida alla sicurezza nei lavori in galleria e ambienti ipogei: normativa applicabile (D.Lgs. 81/08, DPR 320/1956, DPR 177/2011), rischi da gas tossici, silice, radon e cedimenti, misure di prevenzione, formazione obbligatoria."
sommario: "I lavori in galleria, in miniera, nelle fognature e più in generale negli ambienti ipogei e sotterranei espongono i lavoratori a una combinazione di rischi tra le più pericolose del panorama industriale: atmosfere carenti di ossigeno o contaminate da gas tossici, polverosi di silice libera cristallina, cedimenti strutturali, rumore da macchinari di perforazione e radiazioni ionizzanti da radone. Questa guida illustra il quadro normativo applicabile — dal Titolo IV del D.Lgs. 81/08 al DPR 320/1956 per i lavori in sotterraneo, dal DPR 177/2011 per gli spazi confinati al D.Lgs. 101/2020 per il radon — analizza i rischi principali, descrive le misure di prevenzione e protezione e chiarisce gli obblighi di formazione obbligatoria per i lavoratori che operano sotto il livello del suolo."
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  - "D.Lgs 81 08 ambienti confinati"
canonical: "https://123formazione.com/guide/sicurezza-ambienti-ipogei-gallerie"
licenza: "CC-BY-4.0"
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# Sicurezza nei lavori in galleria, ambienti ipogei e sotterranei

> I lavori in galleria, in miniera, nelle fognature e più in generale negli ambienti ipogei e sotterranei espongono i lavoratori a una combinazione di rischi tra le più pericolose del panorama industriale: atmosfere carenti di ossigeno o contaminate da gas tossici, polverosi di silice libera cristallina, cedimenti strutturali, rumore da macchinari di perforazione e radiazioni ionizzanti da radone. Questa guida illustra il quadro normativo applicabile — dal Titolo IV del D.Lgs. 81/08 al DPR 320/1956 per i lavori in sotterraneo, dal DPR 177/2011 per gli spazi confinati al D.Lgs. 101/2020 per il radon — analizza i rischi principali, descrive le misure di prevenzione e protezione e chiarisce gli obblighi di formazione obbligatoria per i lavoratori che operano sotto il livello del suolo.

*A cura della Redazione 123Formazione*

*Pubblicato: 2026-06-28 · Aggiornato: 2026-06-28*

## Normativa applicabile: D.Lgs. 81/08, DPR 320/1956 e DPR 177/2011

I lavori in galleria e negli ambienti ipogei sono soggetti a una stratificazione normativa complessa che richiede al datore di lavoro la conoscenza di più fonti legislative, alcune delle quali precedenti al Testo Unico sulla sicurezza ma ancora in vigore. La norma cardine è il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, che si applica integralmente a tutte le attività lavorative svolte in sotterraneo: il Titolo IV (artt. 88-160 e relativi allegati) disciplina i cantieri temporanei e mobili, categoria nella quale rientrano la maggior parte dei lavori di scavo e costruzione di gallerie stradali, ferroviarie e idrauliche. Il Titolo IV impone la redazione del Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC) quando è prevista la presenza di più imprese esecutrici, la nomina del Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione (CSP) e del Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE), e la compilazione del Piano Operativo di Sicurezza (POS) da parte di ciascuna impresa esecutrice. Il Titolo I del D.Lgs. 81/08 si applica in ogni caso per gli obblighi generali (DVR, RSPP, medico competente, formazione, informazione, sorveglianza sanitaria).

Il DPR 20 marzo 1956, n. 320 ("Norme per la prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro nelle miniere e nelle cave") resta in vigore per le attività di estrazione mineraria e per i lavori in sotterraneo in senso stretto — gallerie di servizio, cunicoli, discenderie — nei casi in cui queste attività siano collegate a operazioni estrattive o ricadano nell’ambito di applicazione del D.Lgs. 25 novembre 1996, n. 624 ("Attuazione della direttiva 92/91/CEE relativa alla sicurezza e alla salute dei lavoratori nelle industrie estrattive per trivellazione e della direttiva 92/104/CEE relativa alla sicurezza e alla salute dei lavoratori nelle industrie estrattive a cielo aperto o sotterranee"). Il D.Lgs. 624/1996 si applica specificamente alle industrie estrattive per sondaggio e impone obblighi aggiuntivi rispetto al D.Lgs. 81/08, tra cui la designazione di un responsabile tecnico della sicurezza specificamente formato e la predisposizione di un piano di emergenza interno ai sensi dell’art. 14.

Per le opere di scavo che creano ambienti confinati o semichiusi — come i cunicoli di accesso, i pozzi di ispezione e le camerette delle reti fognarie e degli acquedotti — si applica inoltre il DPR 14 settembre 2011, n. 177 ("Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori per l’esecuzione di lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati"). Il DPR 177/2011 introduce requisiti di qualificazione specifici per le imprese che operano in questi contesti: il datore di lavoro dell’impresa esecutrice deve dimostrare l’adozione di procedure operative specifiche, la formazione e l’addestramento specifici di tutto il personale impiegato, e la disponibilità di dispositivi e strumentazione adeguati. La presenza di un lavoratore esperto per ogni lavoratore addetto all’interno dello spazio confinato è obbligatoria. I riferimenti tecnici complementari alla normativa sono le norme EN 13331 per i sistemi di sostegno degli scavi e la norma UNI 11222 per i lavori in sotterraneo nel settore delle opere civili.

## Rischi principali: gas tossici, silice, cedimenti e radon

I gas tossici e la carenza di ossigeno rappresentano i rischi acuti più gravi nei lavori in galleria e negli ambienti ipogei. I gas che si accumulano più frequentemente in questi ambienti sono: il monossido di carbonio (CO), incolore e inodore, prodotto dalla combustione incompleta dei motori dei macchinari e dalla detonazione degli esplosivi; il biossido di carbonio (CO2), più pesante dell’aria e quindi tendente ad accumularsi nelle zone basse degli scavi, spiazza l’ossigeno e causa asfissia; il solfuro di idrogeno (H2S), caratterizzato dall’odore di uova marce ma con paralisi olfattiva a concentrazioni elevate, tossico anche a basse concentrazioni; il metano (CH4), inodore, leggero, altamente infiammabile, presente nei terreni con strati carboniosi o nei contesti di decompressione di rifiuti interrati. Il rischio da atmosfera carente di ossigeno si manifesta quando la concentrazione di O2 scende al di sotto del 18% in volume: al di sotto di questo valore si manifestano sintomi di ipossia, mentre al di sotto del 16% vi è pericolo di vita. La valutazione del rischio da gas nei lavori in sotterraneo è disciplinata, per le miniere, dall’art. 69 del DPR 303/1956 e, per i cantieri temporanei, dagli allegati al Titolo IV del D.Lgs. 81/08.

La silice libera cristallina (SLC) è l’agente responsabile della silicosi, malattia professionale polmonare irreversibile causata dall’inalazione di polveri contenenti quarzo (SiO2) in forma cristallina. Nei lavori di scavo in galleria, le operazioni di perforazione, brillamento degli esplosivi e caricamento del materiale abbattuto generano elevate concentrazioni di polveri di silice, in particolare quando il terreno attraversato è costituito da rocce silicee (graniti, arenarie, quarziti). La silicosi è riconosciuta come malattia professionale dall’INAIL e il datore di lavoro è tenuto alla valutazione del rischio da silice ai sensi del Titolo IX del D.Lgs. 81/08 (artt. 223-232) applicando i valori limite di esposizione professionale (OEL) per la silice libera cristallina definiti dalla Direttiva UE 2017/2398 sulla protezione dei lavoratori dall’esposizione agli agenti cancerogeni e mutageni: il limite per la frazione respirabile di quarzo è 0,1 mg/m³. La sorveglianza sanitaria deve includere la spirometria, la radiografia del torace e, ove indicato, la TC ad alta risoluzione con periodicità stabilita dal medico competente.

Il rischio da radon nei lavori in sotterraneo è disciplinato dal D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101, che ha recepito la Direttiva Euratom 2013/59 e ha introdotto un quadro normativo organico per la protezione dai rischi da esposizione alle radiazioni ionizzanti, incluse quelle naturali. Il D.Lgs. 101/2020 fissa il livello di riferimento per i luoghi di lavoro in 300 Bq/m³ come concentrazione media annua di attività di radon nell’aria. Le gallerie stradali e ferroviarie, le grotte, i cunicoli e le miniere sotterranee sono ambienti ad elevato rischio di accumulo di radon, gas radioattivo naturale prodotto dal decadimento dell’uranio presente nelle rocce. Quando le misurazioni dimostrano che la concentrazione di radon supera il livello di riferimento, il datore di lavoro deve adottare misure tecniche per ridurla (ventilazione, sigillatura delle superfici rocciose) e, se non è possibile scendere sotto il livello di riferimento, classificare i lavoratori come "lavoratori esposti" ai sensi del D.Lgs. 101/2020 con la conseguente attivazione del dosimetro e della sorveglianza sanitaria da parte dell’esperto di radioprotezione. I cedimenti strutturali sono il rischio che caratterizza storicamente i lavori in sotterraneo: la progettazione del rivestimento della galleria, la scelta del metodo di avanzamento (tradizionale con esplosivi, meccanizzato con TBM) e il dimensionamento dei sistemi di sostegno temporaneo sono la prima linea di difesa contro questo rischio.

## Valutazione del rischio: DVR specifico e piano di emergenza

La valutazione del rischio per i lavori in galleria deve essere condotta prima dell’avvio delle attività di scavo e aggiornata ogni volta che variano le condizioni geologiche, il metodo di avanzamento, le attrezzature o l’organizzazione del lavoro. Il DVR specifico per gli ambienti ipogei deve essere integrato con il Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC) nei cantieri temporanei e con il Piano Operativo di Sicurezza (POS) di ciascuna impresa esecutrice. La valutazione deve coprire tutti i rischi elencati nei paragrafi precedenti: atmosfere pericolose (gas tossici e carenza di ossigeno), polveri di silice, cedimenti strutturali, rumore da macchinari di perforazione e di scavo, vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio e al corpo intero dagli operatori di perforatrici e macchine di scavo, rischio da esplosivi, rischio da radon e rischio ergonomico.

Le misurazioni della qualità dell’aria in galleria devono essere eseguite con strumentazione multiparametrica capace di rilevare in tempo reale le concentrazioni di O2, CO, CO2, H2S e CH4 (nei contesti a rischio metano). I rilevatori fissi devono essere installati nelle zone a rischio maggiore (fronte di scavo, zone di accumulo di CO2) e il loro funzionamento deve essere verificato giornalmente. I rilievi periodici di silice libera cristallina richiedono campionatori personali o d’area con analisi gravimetrica e successiva analisi in diffrazione a raggi X (XRD) o spettroscopia infrarossa (FTIR) per determinare la percentuale di silice cristallina nelle polveri campionate. Le misurazioni del radon vengono effettuate con dosimetri a traccia nucleare (rivelatori CR-39) posizionati nelle zone di lavoro per periodi minimi di 3-12 mesi, oppure con monitor elettronici a scintillazione per misurazioni in tempo reale.

Il piano di emergenza per i lavori in galleria è un documento obbligatorio ai sensi del D.Lgs. 81/08 e deve essere specificamente adattato alle condizioni degli ambienti sotterranei. Deve prevedere: le procedure di evacuazione in caso di incendio, di rilascio di gas o di cedimento strutturale; la localizzazione dei punti di raccolta e dei rifugi anticalore/antigaz; il sistema di comunicazione bidirezionale tra il fronte di scavo e l’esterno; le procedure di intervento delle squadre di soccorso; la disponibilità di autorespiratori di emergenza per tutti i lavoratori presenti in galleria. Il piano deve essere illustrato a tutti i lavoratori in fase di formazione iniziale e durante le esercitazioni periodiche, che devono avere cadenza almeno semestrale.

## Misure di prevenzione: ventilazione, rilevatori, DPI e comunicazioni

La ventilazione forzata è la misura di prevenzione più importante contro il rischio da atmosfere pericolose nei lavori in galleria. La ventilazione può essere realizzata in due modi principali: per aspirazione, in cui l’aria viziata viene estratta dalla zona di lavoro tramite condotte e ventilatori, creando un flusso d’aria fresca dall’imbocco verso il fronte; per insufflazione, in cui l’aria fresca viene spinta verso il fronte tramite condotte, diluendo i gas e le polveri e scaricando l’aria contaminata verso l’imbocco. Nella pratica delle grandi gallerie moderne si utilizzano sistemi combinati o longitudinali con ventilatori a portata reversibile. Il calcolo della portata d’aria necessaria deve tenere conto della potenza installata dei motori Diesel (per il CO), della quantità di esplosivo utilizzata per brillata (per i gas di brillamento), della geometria della galleria e della distanza dal fronte di scavo. Il D.M. 14 gennaio 1998 e le specifiche tecniche dei produttori di esplosivi forniscono i riferimenti per il calcolo minimo.

I rilevatori di gas multi-parametrici sono strumenti fondamentali per la gestione in sicurezza del fronte di scavo. I rilevatori fissi, installati permanentemente nelle zone a rischio, devono essere collegati a un sistema di allarme acustico e luminoso che scatta quando i valori di soglia vengono raggiunti (tipicamente 25% del LEL per i gas infiammabili, 25 ppm per CO, 10 ppm per H2S). I rilevatori portatili devono essere assegnati individualmente a tutti i lavoratori che operano in prossimità del fronte o in ambienti confinati: devono essere calibrati e verificati prima di ogni turno di lavoro. Prima di ogni ingresso in aree chiuse o semichiuse potenzialmente contaminate (camerette, nicchie, zone di deposito esplosivi) è obbligatorio effettuare una verifica strumentale dell’atmosfera con rilevatore multigas. I sistemi di puntellamento temporaneo — centine metalliche, bulloni e spritz-beton (calcestruzzo proiettato) — costituiscono le principali misure di protezione contro i cedimenti strutturali nella costruzione di gallerie con metodo tradizionale.

I DPI per i lavoratori in galleria comprendono: elmetto con protezione frontale (EN 397), necessario non solo per la protezione dalla caduta di materiale ma anche come base per il sistema di illuminazione individuale; lampada frontale adeguata (EN 60598-2-7, per ambienti difficili), con autonomia sufficiente per l’intero turno di lavoro e una riserva di sicurezza; autorespiratore di emergenza a circuito chiuso (EN 137) o autorespiratore di fuga monouso (EN 402) per l’evacuazione in caso di rilascio improvviso di gas; otoprotettori (EN 352) per i lavoratori esposti a livelli di rumore superiori ai valori di azione inferiori (80 dB(A)); calzature antiinfortunistiche con suola antiperforazione (EN ISO 20345, S3); indumenti ad alta visibilità (EN 471/EN ISO 20471) e guanti da lavoro adeguati alle mansioni (perforazione, movimentazione materiali). Il sistema di comunicazione tra il fronte di scavo e l’esterno deve essere in grado di funzionare anche in caso di interruzione dell’energia elettrica: sono obbligatori sistemi ridondanti (telefono fisso + ricetrasmittenti portatili) con prove di funzionamento periodiche documentate.

## Formazione obbligatoria: art. 37 D.Lgs. 81/08 e DPR 177/2011

La formazione dei lavoratori impiegati in galleria e negli ambienti ipogei deve rispettare due livelli distinti di obblighi. Il primo livello è la formazione generale ai sensi dell’art. 37 del D.Lgs. 81/08, strutturata secondo l’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 (e le successive revisioni): per i cantieri di costruzione di gallerie, classificati nel comparto edile o in quello delle industrie estrattive, il livello di rischio è alto e la formazione totale è di 16 ore (4 ore di modulo generale + 12 ore di modulo specifico). L’aggiornamento quinquennale è di 6 ore. I preposti che operano in galleria devono seguire la formazione aggiuntiva di preposto (almeno 8 ore, aggiornamento biennale ai sensi del D.L. 146/2021). La formazione specifica deve coprire i rischi peculiari degli ambienti sotterranei: atmosfere pericolose, uso dei rilevatori di gas, procedure di evacuazione, utilizzo dei DPI specifici (autorespiratori di emergenza, elmetti con lampada), rischio da silice e rischio da radon.

Il secondo livello è la formazione specifica prevista dal DPR 177/2011 per i lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Il DPR 177/2011 si applica ai lavori in ambienti che rientrano nella definizione di "spazio confinato" ai sensi dell’art. 1: vasche, cisterne, serbatoi, silos, cunicoli, fogne, pozzi, gallerie di dimensioni limitate, camere sotterranee. Il Regolamento impone che il datore di lavoro dell’impresa esecutrice garantisca: la qualificazione specifica dei lavoratori impiegati in questi ambienti, con formazione teorica e addestramento pratico; la presenza di un lavoratore esperto (con almeno 2 anni di esperienza in lavori analoghi) per ogni lavoratore addetto all’interno; la disponibilità di procedure operative scritte per ogni tipologia di spazio confinato; il coordinamento con l’eventuale impresa committente attraverso il DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze) o il PSC. La formazione per i lavori in spazi confinati deve includere obbligatoriamente: la teoria sulle atmosfere pericolose, il riconoscimento dei pericoli, l’uso dei rilevatori di gas, le tecniche di soccorso in ambienti confinati e l’uso degli autorespiratori.

Per i lavori con tecnica TBM (Tunnel Boring Machine) nelle grandi gallerie infrastrutturali, la formazione deve comprendere anche le specificità di questi macchinari complessi: la gestione dello scudo della TBM, le procedure di intervento in caso di guasto in zona di scavo, la gestione delle iniezioni di consolidamento del terreno, la sicurezza nelle operazioni di cambio delle frese. Non esiste un corso specifico obbligatorio per gli operatori TBM definito da un Accordo Stato-Regioni, ma i principali costruttori di TBM (Herrenknecht, Robbins, NFM Technologies) offrono programmi di formazione certificati riconosciuti nel settore, che le imprese specializzate includono nei propri piani di formazione integrando il percorso obbligatorio ai sensi del D.Lgs. 81/08. La documentazione di questa formazione aggiuntiva è fondamentale in caso di ispezione da parte degli organi di vigilanza.

## Domande frequenti sui lavori in galleria e ambienti ipogei

## Corsi correlati

- [Formazione Sicurezza Lavoratori — Rischio Alto](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/sicurezza-lavoratori-alto)
- [Antincendio — Rischio Medio](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/antincendio-medio)
- [Primo Soccorso — Gruppo A](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/primo-soccorso-gruppo-a)

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