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titolo: "Dispositivi di protezione respiratoria: facciali filtranti, semimaschere e maschere intere"
slug: "dispositivi-protezione-respiratoria-dpi-iii-cat"
categoria: "rischi-specifici"
dataPubblicazione: "2026-06-21"
dataAggiornamento: "2026-06-21"
autore: "A cura della Redazione 123Formazione"
revisionatoDa: "Revisione: team tecnico sicurezza"
descrizione: "Guida ai dispositivi di protezione delle vie respiratorie di III categoria: norme EN 149, EN 136, EN 140, classi di protezione FFP e scelta in base al tipo di rischio."
sommario: "Come scegliere e utilizzare i dispositivi di protezione respiratoria contro polveri, fumi e gas: classi FFP, semimaschere, maschere intere e criteri normativi EN 149 e EN 136."
keywords:
  - "dispositivi protezione respiratoria"
  - "facciali filtranti FFP EN 149"
  - "maschera intera EN 136"
  - "DPI vie respiratorie III categoria"
  - "protezione polveri fumi gas"
fonti:
  - "https://www.uni.com"
  - "https://www.uni.com"
canonical: "https://123formazione.com/guide/dispositivi-protezione-respiratoria-dpi-iii-cat"
licenza: "CC-BY-4.0"
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# Dispositivi di protezione respiratoria: facciali filtranti, semimaschere e maschere intere

> Come scegliere e utilizzare i dispositivi di protezione respiratoria contro polveri, fumi e gas: classi FFP, semimaschere, maschere intere e criteri normativi EN 149 e EN 136.

*A cura della Redazione 123Formazione*

*Revisione: team tecnico sicurezza*

*Pubblicato: 2026-06-21 · Aggiornato: 2026-06-21*

## Tipologie di protezione respiratoria e rischi associati

I dispositivi di protezione delle vie respiratorie si dividono in due grandi famiglie: i dispositivi filtranti, che purificano l'aria ambiente trattenendo gli inquinanti, e gli apparecchi isolanti, che forniscono aria o ossigeno da una fonte indipendente dall'atmosfera circostante. I dispositivi filtranti sono efficaci solo quando l'aria ambiente contiene ossigeno a concentrazione sufficiente e non è contaminata da sostanze per le quali non esistono filtri adeguati.

Tra i dispositivi filtranti a pieno facciale, la norma EN 136 disciplina le maschere intere, che coprono bocca, naso e occhi garantendo una tenuta superiore. La norma EN 140 riguarda le semimaschere, che coprono naso, bocca e mento, e le quarti-maschere. I facciali filtranti monouso, cosiddetti FFP, sono disciplinati dalla EN 149 e classificati in tre classi (FFP1, FFP2, FFP3) con efficienza filtrante crescente contro aerosol solidi e liquidi.

La scelta del dispositivo dipende dalla natura e dalla concentrazione dell'agente inquinante, dal fattore di protezione nominale richiesto, dalla durata dell'esposizione e dalle caratteristiche fisiche dell'operatore. Un errore frequente consiste nell'usare facciali filtranti anti-polvere in ambienti con gas o vapori, oppure filtri non idonei allo specifico agente chimico presente.

## Facciali filtranti FFP: classi di protezione e utilizzo corretto

La norma EN 149 definisce tre classi di facciali filtranti: FFP1, con efficienza minima dell'80% e fattore di protezione nominale pari a 4; FFP2, con efficienza minima del 94% e fattore di protezione nominale pari a 10; FFP3, con efficienza minima del 99% e fattore di protezione nominale pari a 20. I facciali FFP2 sono comunemente utilizzati per la protezione da polveri nocive, comprese quelle generate in lavorazioni di saldatura; i FFP3 sono necessari per la protezione da agenti biologici classificati in gruppo 3, fibre di amianto e sostanze altamente tossiche.

I facciali FFP possono essere monouso (marcatura NR, Not Reusable) oppure riutilizzabili (marcatura R, Reusable). Alcuni dispositivi incorporano una valvola di espirazione (marcatura V) che riduce l'accumulo di calore e umidità all'interno del facciale, migliorando il comfort durante l'uso prolungato. La valvola, tuttavia, non va confusa con una protezione bidirezionale: il facciale con valvola non protegge terzi dal lavoratore.

La tenuta del facciale filtrante dipende in modo critico dall'aderenza al viso. La presenza di barba, basette o altri peli facciali nella zona di tenuta compromette significativamente l'efficacia del dispositivo, abbassando il fattore di protezione reale al di sotto del valore nominale. Le procedure di tenuta (fit check) prima dell'uso e i test di adattamento facciale (fit test) periodici sono raccomandati per verificare l'idoneità del dispositivo per il singolo lavoratore.

## Maschere intere, semimaschere e filtri intercambiabili

Le semimaschere (EN 140) e le maschere intere (EN 136) vengono abbinate a filtri intercambiabili che devono essere scelti in funzione dell'agente inquinante. I filtri antipolvere sono classificati P1, P2 e P3 in base all'efficienza; i filtri antigas sono identificati da una lettera che indica la famiglia di sostanze trattenute (es. A per vapori organici, B per gas inorganici, E per anidride solforosa, K per ammoniaca) e da una cifra che indica la capacità.

In ambienti con più contaminanti possono essere necessari filtri combinati che integrino la protezione antipolvere con quella antigas. La scelta del filtro corretto richiede di conoscere la natura chimica dell'agente, la concentrazione presunta e i valori limite di esposizione professionale (OEL) fissati dal D.Lgs. 81/08 e dal DM 26 febbraio 2004 e successivi aggiornamenti.

La sostituzione dei filtri deve avvenire secondo le indicazioni del fabbricante e, in ogni caso, quando il lavoratore percepisce odori o sapori attraverso il dispositivo, quando la resistenza respiratoria aumenta in modo percettibile o quando il filtro è stato esposto a umidità elevata o a temperature fuori dai limiti previsti. Tenere un registro delle sostituzioni aiuta a rispettare le scadenze e a dimostrare la corretta manutenzione del DPI.

## Addestramento e verifica dell'adattamento facciale

Per i dispositivi di protezione respiratoria di III categoria il D.Lgs. 81/08, all'art. 77, impone l'addestramento specifico. L'addestramento comprende il riconoscimento delle situazioni che richiedono la protezione respiratoria, la scelta del dispositivo adatto, l'indossamento corretto, la verifica della tenuta prima di accedere all'area a rischio e le procedure per la rimozione in sicurezza senza contaminarsi.

Il fit test qualitativo o quantitativo verifica che la specifica taglia e modello di maschera o semimaschera si adatti in modo ottimale al viso del singolo lavoratore. Il fit test deve essere ripetuto in caso di variazioni significative del profilo facciale (perdita o aumento di peso, interventi chirurgici) e a cadenze periodiche stabilite dal datore di lavoro sulla base della valutazione del rischio.

L'uso di dispositivi di protezione respiratoria per periodi prolungati impone vincoli fisiologici legati all'aumento della resistenza respiratoria, all'accumulo di calore e al peso del dispositivo. Il medico competente può indicare limitazioni temporali di utilizzo o controindicazioni per specifici lavoratori, in particolare per quelli con patologie cardiorespiratorie.

## Corsi correlati

- [Formazione Sicurezza Lavoratori — Rischio Alto](https://123formazione.com/corsi-sicurezza-lavoro/sicurezza-lavoratori-alto)

## Fonti

- [Norma EN 149 – Apparecchi di protezione delle vie respiratorie: facciali filtranti](https://www.uni.com)
- [Norma EN 136 – Apparecchi di protezione delle vie respiratorie: maschere intere](https://www.uni.com)

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